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Eurovision 2022: "Sul palco la bellezza dell’Italia e il duetto di Pausini-Mika con le canzoni per la pace"

(ansa)
Parlano i produttori esecutivi dell’evento, Claudio Fasulo e Simona Martorelli, in programma PalaOlimpico di Torino il 10, 12 e 14 maggio
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«Sarà Leonardo Da Vinci la nostra guida ideale nelle tre puntate dell’Eurovision Song Contest. Il grande inventore e artista rinascimentale ispira ogni passaggio dello show». A rivelare uno dei temi della 66esima edizione dell’Eurovision Song Contest è il vicedirettore di Rai 1 Claudio Fasulo, produttore esecutivo dell’evento insieme alla direttrice delle Relazioni internazionali Rai, Simona Martorelli. 

Un anno fa la vittoria dei Måneskin, con il loro successo nel mondo, ha moltiplicato l’attenzione sull’evento: «Lo vediamo soprattutto sui social media», osserva Simona Martorelli, «solo negli ultimi giorni sono stati generati 14 mili…

«Sarà Leonardo Da Vinci la nostra guida ideale nelle tre puntate dell’Eurovision Song Contest. Il grande inventore e artista rinascimentale ispira ogni passaggio dello show». A rivelare uno dei temi della 66esima edizione dell’Eurovision Song Contest è il vicedirettore di Rai 1 Claudio Fasulo, produttore esecutivo dell’evento insieme alla direttrice delle Relazioni internazionali Rai, Simona Martorelli. 

Un anno fa la vittoria dei Måneskin, con il loro successo nel mondo, ha moltiplicato l’attenzione sull’evento: «Lo vediamo soprattutto sui social media», osserva Simona Martorelli, «solo negli ultimi giorni sono stati generati 14 milioni di post tra Instagram, Facebook, Twitter e Tik Tok. L’età del pubblico che si interessa all’evento si è abbassata tra i 15 e i 24 anni».

Fasulo dice di ricordare il 22 maggio dello scorso anno «con grande emozione: dall’una e 10 minuti nella notte siamo entrati in fibrillazione e abbiamo cominciato a pensare e a costruire questo spettacolo. Finalmente ci siamo. I Måneskin hanno realizzato qualcosa di straordinario che non era mai accaduto. Nemmeno gli Abba ebbero all’epoca un rimbalzo così rapido. Noi, fortunati host broadcast di quest’anno, non abbiamo neanche dovutopensare a un ospite internazionale: avevamo di default il miglior ospite internazionale che tutti i broadcaster vorrebbero avere».

Il mondo, a cominciare dal supervisore dell’European Broadcasting Union, Martin Österdahl, si aspetta dall’organizzazione italiana «bellezza, gusto e stile»: «Con un certo orgoglio nazionale abbiamo scelto lo slogan The sound of beauty, mentre negli anni recenti era di solito una semplice battuta, ingaggi tipo Open up», osserva Fasulo. «Abbiamo pensato che l’Italia potesse portare il suo grande valore di bellezza paesaggistica, architettonica e storica, ma anche di valori, sul quale abbiamo cercato di costruire lo show, a cominciare dalle cartoline, i 40 secondi di filmato che precedono ognuno dei 40 artisti, girate con il drone Leo, riferimento a Leonardo Da Vinci, sottotesto di tutte e tre le puntate dell’Eurovision».

Non solo bellezza: «Abbiamo voluto parlare dell’Italia con grande autoironia, anche vista la composizione dei tre presentatori, in una triangolazione di commedia: nella serata finale giocheremo un po’ con la tipica gestualità italiana, quella lingua della mimica ormai nota a buona parte del mondo, una caratteristica che ci permette di parlare del nostro paese con il sorriso». 

La direttrice Martorelli ricorda che «anche nel palco di 600 metri quadrati è rappresentata la bellezza dell’Italia, una macchina cinetica con un sole alto 10 metri e una circonferenza di 20 metri, compresa una cascata artificiale». Qualcuno ha parlato di problemi tecnici nei movimenti del palco: «I tempi delle esibizioni sono rigidissimi, abbiamo preferito non correre rischi di ritardi e di sforamenti nella diretta dei 50 paesi che ritrasmettono lo show in tempo reale. Il sole cinetico ha avuto un problema tecnico ma ha una potenzialità enorme, intendiamo utilizzarlo con meno rischi durante il resto dello spettacolo». 

Il contesto della guerra in Ucraina potrebbe diventare un fattore di disturbo? «Abbiamo inserito nella narrazione elementi di pace che porteranno a momenti di spettacolo e di emozione molto importanti», svela Fasulo. «Nella seconda puntata un duetto in esclusiva mondiale tra Mika e Laura Pausini su brani legati alla pace mentre la serata finale si aprirà con una performance girata in esterni qui a Torino con i Rockin’ 1000, una specie di Quarto stato di musica e di pace che esploderà in piazza San Carlo per portarsi senza soluzione di continuità all’interno del PalaOlimpico con tutto il pubblico, i nostri performer, i tre conduttori e un corpo di ballo eccezionale».