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Eurovision 2022, Alessandro Cattelan: "Ma quali litigi, qui è solo puro divertimento"

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È uno dei tre conduttori dell'evento e sul palco sarà affiancato da Laura Pausini e Mika: "Puntiamo sull’effetto sorpresa"
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Ha un programma ogni mattina su Radio Deejay e intanto lavora allo spettacolo del suo debutto a teatro. Non si può dire che ad Alessandro Cattelan manchino gli impegni eppure nulla può essere paragonato al caos creativo dell'Eurovision Song Contest che è stato chiamato a condurre al fianco di Mika e Laura Pausini. Neanche la lunga esperienza accumulata come conduttore di X Factor.      

Non dev’essere semplice mettere in fila le cose in questo periodo. 
"Sono abituato ai momenti in cui si sovrappongono un po’ di cose, almeno per la radio visto che da vent’anni rappresenta la metà delle cose che faccio. Quando ci sono tante cose da fare contemporaneamente tendo …

Ha un programma ogni mattina su Radio Deejay e intanto lavora allo spettacolo del suo debutto a teatro. Non si può dire che ad Alessandro Cattelan manchino gli impegni eppure nulla può essere paragonato al caos creativo dell'Eurovision Song Contest che è stato chiamato a condurre al fianco di Mika e Laura Pausini. Neanche la lunga esperienza accumulata come conduttore di X Factor.      

Non dev’essere semplice mettere in fila le cose in questo periodo. 
"Sono abituato ai momenti in cui si sovrappongono un po’ di cose, almeno per la radio visto che da vent’anni rappresenta la metà delle cose che faccio. Quando ci sono tante cose da fare contemporaneamente tendo a suddividerle mentalmente, mi preoccupo di una cosa alla volta. In queste due settimane sicuramente Eurovision è stata la priorità e appena finirà ci buttiamo sulle altre cose". 

Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika 
Cosa l’ha colpita nell’organizzazione e in ciò che ha visto a Torino? 
"Sicuramente come la città ha risposto e si sta preparando ad accogliere questo evento. E’ vero che noi passiamo la maggior parte del tempo qui al PalaOlimpico però ci sono spazi organizzati a tema Eurovision in tutta Torino e palchi un po' ovunque: al Parco del Valentino, alla Reggia di Venaria. L’organizzazione Rai è quella cui siamo abituati, il palco è molto bello e imponente, tutto è gigantesco anche perché la trasmissione è mondiale, ci si aspetta che ci si colleghino 200 milioni di telespettatori". 

Ha avvistato qualche band o artista che l’ha colpita particolarmente? 
"Non li ho ancora visti tutti in prova, anche perché i calendari sono a incastro e serratissimi, però mi fanno molta simpatia e mi divertono i norvegesi Subwoolfer, ho visto le prove di Achille Lauro e sono state molto fighe, ho poi fatto in tempo ad intercettare Mahmood al volo, poi però non sono riuscito a vedere le sue prove ma sono sicuro che farnno una figata come hanno fatto a Sanremo, poi la Spagna, San Ryder per l’Inghilterra che è molto bravo, secondo me verrà fuori un bello spettacolo". 

In passato è stato un telespettatore dell’Eurovision? 
"L’ho seguito negli ultimi anni, da quando ha avuto questa nouvelle vague ed è tornato in auge: ho visto l’edizione di Emma, quella con Francesca Michielin, l’anno scorso con i Måneskin, li seguivo perché tifavo ovviamente per loro ma soprattutto come credo debba essere seguito uno spettacolo del genere, quindi con uno sguardo anche divertito su quello che succede perché è uno show che punta tanto sull’effetto sorpresa e sull’essere un po’ flamboyant, è puro entertainment". 

(agf)
Un’attenzione più alta allo spettacolo che alla musica? 
"Lo seguo perché è divertente, poi dentro ci sono mille spunti, ci sono cose che possono piacere e altre meno, lo seguo con grande apertura mentale". 

Qual è il rapporto tra voi tre? Si è parlato di tensioni. 
"Oggi sono stato a casa di Laura Pausini a mangiare, le ho scroccato un pranzo con mia moglie, le bambine hanno giocato insieme. Con Mika ci conosciamo da tanti anni, abbiamo lavorato tanto insieme e ci scambiamo consigli su dove andare la sera. Me lo chiedono in tanti, a me la domanda non disturba, la storia delle tensioni è inventata di sana pianta e il nostro rapporto è sopra tutte queste voci. Siamo felici di lavorare insieme e ci stiamo aiutando perché è una novità per tutti". 

Come vi dividete il lavoro? 
"Facciamo tutti e tre lo stesso lavoro e c’è chi lo divide per noi. Arriviamo con parti assegnate che sono paritarie e uguali per importanza, non c’è ruolo o funzioni particolari, ci dividiamo i momenti: tutti e tre insieme, io e Laura, Laura e Mika, io e Mika. Tutto molto bilanciato".

Quindi nessuna divisione per competenza linguistica. 
"No, anche perché la conduzione va fatta tutta in inglese, anche nelle interviste durante le due semifinali ai cinque artisti dei paesi che passano di diritto in finale. Tranne per quei momenti in cui da regolamento bisogna parlare in francese".

Sarà imparziale o farà il tifo per l’Italia? 
"Il tifo è implicito ma durante le serate noi dobbiamo essere imparziali. E’ vero che è una gara ma è sempre virata in positivo, in un momento di condivisione, un’occasione per tante ragazze e ragazzi per stare insieme. Il clima di partenza è sempre votato all’unione". 

Come fosse un “Giochi senza frontiere” sulla musica. 
"Da piccolo Giochi senza frontiere mi piaceva proprio per quello, perché mi sembrava come un Mondiale, un’Olimpiade della musica".

La situazione della guerra in corso è un elemento che vi preoccupa e di cui avete parlato tra voi? 
"No, non in particolare, l’Eurovision ha per statuto il compito di diffondere dei messaggi di positività, quindi lo sarebbero stati anche in situazioni più pacifiche e serene per l’Europa, lo sono a maggior ragione in questo senso. Sarà un’atmosfera che si percepirà per la durata delle tre serate ma non ci saranno grandi momenti necessariamente dedicati a questo".