Il sospetto è che avrebbero vinto anche se avessero cantato l'elenco del telefono, perché bastava il marchio Ucraina. 438 voti al televoto, più del doppio di quelli ottenuti dalle giurie, stanno a testimoniare il sostegno di massa dell'intera Europa alla Kalush Orchestra. Una botta di emozione, e di emotività, incredibile, che un po' fa passare in secondo piano la bellezza di una canzone che avrebbe meritato comunque di essere tra le prime.
Ovviamente la band non la pensa così: "La canzone - spiega il leader Oleg Psyukh, che risponde a tutte le domande - piaceva anche prima della guerra, in qualunque Paese andassimo finiva in cima alla hit parade. Certamente la nostra vittoria è stata un segnale politico importante, ha in qualche modo unificato l'Europa". Ed è vero, perché dai primi dati che trapelano, la loro vittoria è stata totale: nelle nazioni che hanno votato, hanno primeggiato ovunque. "Siamo venuti qui per provare che la musica e la cultura ucraine sono vive. Ora sta anche a voi continuare a farle sopravvivere, ascoltando la nostra musica, guardando i nostri film, venendo in vacanza da noi".
La Kalush Orchestra: "Gloria all'Ucraina. Pronti a combattere"
Venire in Italia non è stato facile, a lungo è sembrato che non fosse possibile per motivi burocratici, "il risultato è che a lungo le prove le abbiamo dovute fare online, solo una volta a Torino ci siamo potuti ritrovare sul palco". Ora non sarò facile tornare a casa, "ma lo faremo, anche perché siamo attesi da importanti doveri per il nostro Paese". Nel senso di combattere? "Siamo pronti a farlo, e a farlo fino all'ultimo". Il loro presidente Zelensky ha subito dichiarato "La nostra musica conquista l'Europa". Psyukh ammette di non averci ancora parlato: "Ha altre cose ben più importanti di cui occuparsi. Ma lo faremo presto anche perché non vediamo l'ora di iniziare a parlare dell'Eurovision 2023 che vogliamo ospitare in un'Ucraina pacificata e integrata nell'Europa. C'è il rischio che si debba scegliere un altro Paese? Non vogliamo neppure pensarci".
La vittoria della Kalush Orchestra è sembrata in dubbio solo in un momento, quando Oleg, finita la canzone, ha lanciato un appello a "sostenere l'Ucraina, Mariupol e Azovstal". Una frase che tecnicamente - con una giuria rigida sul tema - avrebbe potuto anche costargli la squalifica per il divieto di pronunciare frasi politiche. "Ma voi non potete capire il dolore che stiamo provando in questi giorni. Essere in Italia non è per nulla tranquillizzante, anzi stiamo lontani da famiglia e amici e non vediamo l'ora di tornare tra noi. Il sostegno che chiediamo per Azovstal riguarda le acciaierie dove la gente è tuttora circondata da 21mila soldati russi. Dovete parlarne, porre il tema alle vostre opinioni pubbliche di modo che i governi facciano pressioni sulla Russia".
Difficile, insomma, parlare propriamente di musica. Anche se due cose Oleg tiene a dirle. La prima è che questa commistione di rap e musica popolare è destinata a prendere sempre più piede. "In generale il rap è già la music mainstream del mondo, e anzi tra qualche anno la gente si sorprenderà se una canzone non di questo genere dovesse vincere l'Eurovision". La seconda è che è stata una competizione magnifica anche per il livello dei concorrenti: "A parte noi avremmo votato Italia, Inghilterra, Polonia e Moldova". Ma hanno vinto loro, in un modo tanto annunciato quanto epocale.