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Eurovision 2022, la musica trasformata in un abbraccio di voci

L'edizione italiana è stata un trionfo, una magnifica passerella di nazioni, bandiere, colori, melodie
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Una grande serata, non c'è che dire: l'edizione italiana dell'Eurovision Song Contest, trentun'anni dopo la scorsa, è stata un trionfo, vinta dalla Kalush Orchestra arrivata a Torino dalla martoriata Ucraina per cantare la loro Stefania. Nonostante la delusione per Mahmood e Blanco, arrivati solo al sesto posto, è stata una bellissima serata. Una serata cantata in bretone, in olandese, in ucraino, in portoghese, in francese, lituano, spagnolo, italiano, tante lingue fuse dalla musica, in un unico grande abbraccio fatto di note, voci, sentimenti condivisi.

C'è la gara, è ovvio, qualcuno vince e qualcuno perde, ma la cosa bella, come hanno notato tutti i commentatori in questi giorni, è che nessuno vince e nessuno perde davvero, perché il Song Contest dell'Eurovisione è una magnifica passerella di nazioni, bandiere, melodie, spettacolo sotto i colori della musica. È solo intrattenimento? No, sopr…

Una grande serata, non c'è che dire: l'edizione italiana dell'Eurovision Song Contest, trentun'anni dopo la scorsa, è stata un trionfo, vinta dalla Kalush Orchestra arrivata a Torino dalla martoriata Ucraina per cantare la loro Stefania. Nonostante la delusione per Mahmood e Blanco, arrivati solo al sesto posto, è stata una bellissima serata. Una serata cantata in bretone, in olandese, in ucraino, in portoghese, in francese, lituano, spagnolo, italiano, tante lingue fuse dalla musica, in un unico grande abbraccio fatto di note, voci, sentimenti condivisi.

C'è la gara, è ovvio, qualcuno vince e qualcuno perde, ma la cosa bella, come hanno notato tutti i commentatori in questi giorni, è che nessuno vince e nessuno perde davvero, perché il Song Contest dell'Eurovisione è una magnifica passerella di nazioni, bandiere, melodie, spettacolo sotto i colori della musica. È solo intrattenimento? No, soprattutto quando una serata come questa inizia con i Rockin'1000 che suonano e cantano Give peace a chance, e il coro si propaga dentro il PalaOlimpico, con tutto il pubblico che canta e chiede una cosa semplice e non ideologica: "date una possibilità alla pace".

Il pop di questi anni è omogeneo, forse anche troppo volendo fare una critica musicale, ma questa mancanza di 'distanza' tra una nazione e l'altra nella musica è, vista tutta insieme in un'unica serata, un bellissimo segnale. Il popolo della 'grande Europa' dell'Esc ha voluto dichiarare il proprio supporto all'Ucraina, e ha dimostrato che la musica è tutt'altro che 'musica leggera'.
 

(afp)

E lo show? L'Italia c'è tutta, con le ovvietà inevitabili, come Laura Pausini che canta a cappella Nel blu dipinto di blu, o la spiegazione dei gesti che sono collegati al nostro modo di esprimerci. Per fortuna a raccontare l'Italia di oggi c'è la musica, quella dei Måneskin, tornati da ex vincitori sul palco dell'Eurovision Song Contest, e quella di Mahmood e Blanco, che magari non hanno fatto la migliore delle loro esibizioni, ma hanno presentato certamente la migliore canzone del festival, tutti giovani figli di un'Italia che non è più, per fortuna, quella inchiodata al passato.

 

(afp)

Cosa ricorderemo di questa edizione? La camicia rossa di Wrs, la divertente performance dei Subwoofer, l'emozione di Maro, il set di Rosa Linn, l'entusiasmo dei moldavi, l'eleganza di Mahmood e Blanco, Gigliola Cinquetti in scena dopo 58 anni con grande eleganza, le migliaia di bandiere bianche con il cuore rosso al centro nell'esibizione di Mika. E anche la bravura dei presentatori Alessandro Cattelan, lo stesso Mika e Laura Pausini. Aspetteremo volentieri la prossima edizione. Perché l'Eurovision Song Contest è davvero la festa dell'Europa unita dalla musica.

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