Se ti chiami Paul McCartney, come festeggi un traguardo importante come gli 80 anni? Semplice, suonando in tournée, proprio come i suoi antichi amici rivali Rolling Stones (Jagger e Richards li celebreranno l'anno prossimo). Fedele alle promesse, sabato 18 giugno il leggendario Beatles spegne le sue otto decine di candeline mentre è impegnato negli Stati Uniti con Got back, la nuova serie di concerti che ha un titolo quasi inevitabile.
Got back, da una parte indica il ritorno al live dopo la pandemia, durante la quale il baronetto ha inciso III, il suo ultimo album solista, dall'altra gioca con Get back, il titolo del formidabile, e per certi aspetti sconvolgente per bellezza e profondità di scoperte, documentario firmato da Peter Jackson sulla realizzazione di Let it be.
Nessuno, né i fan né tantomeno "Macca", può oggi riflettere sui Beatles senza pensare a quelle immagini: e infatti nei suoi concerti Paul ne fa proiettare alcuni spezzoni, fino a lanciarsi in un duetto virtuale con John Lennon su I got a feeling, segno che il tempo lenisce ferite e dolori.
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Anche dal punto di vista dell'impegno non si è mai tirato indietro: è vegetariano, in prima fila con il movimento per la cancellazione del debito dei Paesi del Terzo Mondo e per rendere obbligatorio l'insegnamento della musica nelle scuole. Inoltre si batte contro le mine antiuomo e la caccia alla foca.
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Per il resto sarà solo l'ennesima occasione per guardare alla sua storia di ragazzo di Liverpool, (prima dei Beatles una città che per lo show business non esisteva), che cresce nel dopoguerra e con tre amici, grazie alla musica cambia per sempre il significato stesso dello scrivere canzoni. Un ragazzo che attraversa il '900 e si gode il 21esimo secolo con una meritata fama di leggenda. Difficile poter chiedere di più al destino.