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Gabriella Ferri, la voce regina di Roma avrebbe compiuto 80 anni oggi

Gabriella Ferri, la voce regina di Roma avrebbe compiuto 80 anni oggi
La cantante, una delle voci più importanti della canzone tradizionale romana, era nata nel rione di Testaccio il 18 settembre 1942. Dal duo con Luisa De Sanctis al Sanremo con Stevie Wonder fino ai varietà televisivi 'Dove sta Zazà' e 'Mazzabubù'   
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Indimenticabile innanzitutto la sua voce: potente, roca, tragica, popolare nel senso più alto del termine. Gabriella Ferri, che il 18 settembre avrebbe compiuto 80 anni, è stata e sarà per sempre la voce regina di Roma, una cantante intrinsecamente legata alla storia dei rioni e di quelle borgate della capitale che dopo la guerra accolsero gli immigrati giunti da altre regioni d’Italia a cercarvi lavoro e fortuna, pronti a mischiarsi e a confondere tanti dialetti diversi, diventati essi stessi musica in tante canzoni di Gabriella Ferri. Non solo, dunque, una splendida testimone della musica tradizionale romana, perché Gabriella Ferri ha saputo interpretare davvero nel corso di tutta la sua carriera l’anima della cultura popolare di Roma, città da sempre aperta e accogliente.

Testaccina doc

Nata il 18 settembre e cresciuta nel rione di Testaccio, figlia del popolo e di un papà venditore ambulante di dolci, grande appassionato di canzoni romane, la piccola Gabriella apprese il dialetto nelle sue radici più autentiche e lo mise subito in pratica nelle canzoni folk che cominciò a cantare con Luisa De Sanctis, figlia del regista di Riso Amaro, Giuseppe De Sanctis, con la quale si esibiva nel duo Luisa e Gabriella.

Gli inizi nel duo Luisa e Gabriella

Il maggior apprezzamento per loro, ironicamente, arriva a Milano dove vengono scoperte e lanciate dall’etichetta Jolly: con La società dei magnaccioni il duo realizza nel 1964 il suo primo grande successo commerciale, un milione e 700 mila copie, e il brano diventa una sorta di inno popolare molto in voga tra i giovani.  

Ma se Luisa non ama cantare in pubblico, Gabriella è invece a suo agio sul palco e soprattutto ha la capacità di rendere immediatamente contemporanee canzoni popolari come Tanto pe’ cantà di Ettore Petrolini o Barcarolo romano, che grazie alla sua interpretazione e alla sua voce, sempre evocativa, si impongono nuovamente all’attenzione di tutti, mettendola in luce tra i protagonisti di una nuova stagione di interesse per il folk.

A Sanremo con Stevie Wonder

Con l’arrivo degli anni Settanta il repertorio romanesco diventa però un’alternativa da coltivare in locali dedicati come il Folkstudio di Roma mentre la Ferri ha già incontrato il successo popolare con la sua attività in scena al Bagaglino dove incontra quello che diventerà il suo autore, Piero Pintucci. Frequenta il Piper, incontra i primi artisti beat, firma con la Rca e nel 1969 arriva al Festival di Sanremo dove si esibisce in coppia con Stevie Wonder con il brano Se tu ragazzo mio ma viene eliminata al primo turno. Una eliminazione che non dimenticherà, tanto che al festival non vorrà più partecipare.

Una nuova canzone romana

E’ il momento di tornare al folk e Gabriella lo fa prendendo una nuova strada, una canzone romana nuova e inedita che si riallaccia alla tradizione e da affiancare a brani storici: lo fa con Vittorio Nocenzi del Banco del Mutuo Soccorso in Sor Fregnone e con Sinnò me moro, la canzone scritta nel 1961 dal regista Pietro Germi su musica di Carlo Rustichelli per il film Un maledetto imbroglio e già interpretata dalla figlia di Rustichelli, Alida Chelli. Gabriella diventa così l’altro volto della canzone romana, quello alternativo al volto tradizionale incarnato da Claudio Villa.

La svolta televisiva

"Ognuno ha tanta storia, tante facce nella memoria, tanto di tutto, tanto di niente, le parole di tanta gente": a metà degli anni Settanta la vuole la tv, diventa conduttrice di famosi varietà con la regia di Antonello Falqui, il primo è Dove sta Zazà la cui sigla finale, Sempre, composta da Mario Castellacci e Franco Pisano, diventerà un enorme successo; quindi Mazzabubù, in cui dimostra anche le sue doti di intrattenitrice. Lascia la tv dopo l’esperienza di Giochiamo al varieté, incide un disco, Gabriella, con alcune canzoni scritte da Paolo Conte, e poi si trasferisce per qualche tempo negli Stati Uniti.

Il ritiro

Nel 1996 è al Premio Tenco dove canta accompagnata da Fausto Mesolella, chitarrista della Piccola Orchestra Avion Travel, nel luglio del 1997 tiene un concerto a Villa Celimontana a Roma. È l’ultima esibizione prima del ritiro dalle scene, anche a causa di una grave depressione. Canterà ancora una volta i suoi grandi successi, da Sempre a Dove sta Zazà?, solo nel 2002 nel varietà Buona Domenica di Maurizio Costanzo. Due anni dopo, il 3 aprile 2004, morirà a 61 anni cadendo da una finestra della sua casa di Torchiano in provincia di Viterbo. Il lunedì successivo avrebbe dovuto partecipare a una puntata del Maurizio Costanzo Show.