Sulla scia del caso di Modena arriva anche la stretta sui rave party, che diventano una nuova fattispecie di reato, punibile con pene da tre a sei anni di reclusione e misure preventive prese dal codice antimafia. È il primo provvedimento voluto dal governo Meloni sui raduni illegali, proprio nel giorno dello sgombero - senza scontri e prima del clou in programma nella notte di Halloween - dell'evento di Modena, che ha richiamato migliaia di giovani.
Fiorella Mannoia: "Questo decreto sui rave puzza"
"Questo decreto sui rave puzza" scrive Fiorella Mannoia su Twitter. "Spero di sbagliare".
Morgan: "No a divieti e arresti per rave party"
"Ci sono aspetti torbidi e contorti nei rave party: ma il punto non è vietarli, arrestare i partecipanti e metterli in carcere; semmai, bisogna far sì che non siano attraenti per i giovani, proponendo idee alternative migliori". È la posizione che esprime Morgan, nome d'arte di Marco Castoldi - per il quale il nuovo sottosegretario al ministero della Cultura, Vittorio Sgarbi, ha proposto la guida di un dipartimento musica 'ad hoc' da creare all'interno del Mic - sulle misure annunciate dal governo per contenere e impedire il fenomeno dei rave party. "Le proposte, ovviamente, non devono essere noiose ma attraenti e audaci, con musica altrettanto interessante, per una forma di 'concorrenza' ai rave party che, fra l'altro, si svolgono anche in condizioni igieniche spesso molto precarie, talora quasi discariche" osserva Morgan intervistato dalla AdnKronos.
"E poi, la musica va proposta con livelli tecnici di qualità, con i giusti decibel e le giuste armoniche e non con ascolti di suoni rimbombanti che rintronano il cervello e danneggiano l'organismo. Se si diffonde il suono a livello adeguato, la musica è un piacere; se si lascia al caso e si sparano a mille le amplificazioni non è più una bella esperienza". Ma, sottolinea Morgan, "prima di vietare i rave party, occorre conoscerli, vanno studiati bene i modi e i luoghi in cui si organizzano, cosa propongono, il livello della musica ascoltata; e offrire alternative migliori. Ad esempio, bisogna anche rendere più viva la nostra realtà quotidiana, che non si riduce soltanto al giorno ma comprende anche la notte, che non va spenta ma tenuta accesa. Smettiamola con gli orari imposti, perché la notte fa parte della vita e la musica, come il pane, si fa proprio di notte", conclude Morgan.
Erri De Luca: "Sanzioni da patibolo contro la gioventù"
"Atto primo scena prima" commenta Erri De Luca in un tweet, "il governo individua il grave pericolo delle manifestazioni musicali libere e gratis. Pene da patibolo contro la gioventù".
Rave, Meloni: "Stop a lassismo dello Stato, non si viene qui da tutta Europa a delinquere"
Rete studenti e Udu: "Si limita la libertà di manifestare"
"In questo modo si limita la libertà di manifestare. Inaccettabile dare il via a repressione in scuole, atenei e piazze. Governo ritiri l'articolo del decreto" si legge in una nota firmata dalla Rete degli studenti medi e dall'Unione degli Universitari dopo aver preso visione del testo del decreto legge anti rave che definiscono una "misura liberticida e pericolosa". "Sia per la vaghezza del testo che per il suo contenuto - sottolineano - il rischio per gli studenti e le studentesse è l'applicazione di misure fortemente repressive che non colpiscono solo i rave ma anche le manifestazioni, le occupazioni scolastiche e universitarie e potenzialmente qualsiasi forma di manifestazione". "Un testo scritto male e in fretta. Il governo non faccia l'errore di approvare un testo pericoloso solo per dare un segnale politico su sicurezza e restrizioni. C'è ancora tempo prima della conversione in legge definitiva per modificare il comma che contestiamo. Governo e Parlamento agiscano e evitino la limitazione delle libertà di manifestare e dissentire".
Amnesty Italia: "A rischio il diritto protesta pacifica"
"Il decreto rave party" scrive Amnesty Italia su Twitter, "che introduce il nuovo articolo 434 bis del codice penale, rischia di avere un'applicazione ampia, discrezionale e arbitraria a scapito del diritto di protesta pacifica, che va tutelato e non stroncato".