✕

Francesco Guccini e le storie di ieri. Di lotta e di osteria

Dopo 10 anni di silenzio arriva 'Canzoni da intorto', il nuovo album del cantautore con vecchi brani anarchici e folk
2 minuti di lettura

È come se lui avesse previsto tutto questo, dati cause, pretesto. E le attuali conclusioni di Francesco Guccini sono Canzoni da intorto, un disco (anche) di canti di anarchia e Resistenza, che nasce pressoché in contemporanea col governo più di destra della Repubblica, "il che è e casuale, anche se certo già quando lo lavoravamo l'aria si annusava". Album sorprendente anche perché 10 anni fa, presentando il precedente, L'ultima Thule, il Maestrone (lo chiamano tutti così, ufficio stampa incluso) aveva giurato: "Questo è l'ultimo, mi ritiro, non riesco più a comporre". I problemi di salute che ha sono veri e seri e gli anni sono 82. Epperò rieccolo, certo non il primo a rimangiarsi l'addio alla musica, ma sicuramente uno dei meno sospettabili, visto lo spessore umano oltre che artistico. Lui svicola così: "Non ho detto che non avrei più cantato, ma che non avrei …

È come se lui avesse previsto tutto questo, dati cause, pretesto. E le attuali conclusioni di Francesco Guccini sono Canzoni da intorto, un disco (anche) di canti di anarchia e Resistenza, che nasce pressoché in contemporanea col governo più di destra della Repubblica, "il che è e casuale, anche se certo già quando lo lavoravamo l'aria si annusava". Album sorprendente anche perché 10 anni fa, presentando il precedente, L'ultima Thule, il Maestrone (lo chiamano tutti così, ufficio stampa incluso) aveva giurato: "Questo è l'ultimo, mi ritiro, non riesco più a comporre". I problemi di salute che ha sono veri e seri e gli anni sono 82. Epperò rieccolo, certo non il primo a rimangiarsi l'addio alla musica, ma sicuramente uno dei meno sospettabili, visto lo spessore umano oltre che artistico. Lui svicola così: "Non ho detto che non avrei più cantato, ma che non avrei fatto dischi con mie canzoni".

E questo è vero, perché gli 11 brani (più uno, Sluga Naroda, in ucraino "anche se non padroneggio ancora perfettamente la lingua"), tutti splendidamente riarrangiati in chiave folk, balcanica, etnica, sono anche tutti abbondantemente editi nello scorso millennio. Si comincia con I morti di Reggio Emilia di Fausto Amodei, dedicata ai moti popolari del 1960 contro un governo appoggiato dai fascisti (ops), si chiude con Sei minuti all'alba che Jannacci dedicò al padre partigiano, in mezzo le milanesi El me gatt e Ma Mì, le anarchiche Addio a Lugano e Nel fosco fin dal secolo ("la nonna della Locomotiva), la poetica Quella cosa in Lombardia (di Jannacci, ma scritta dal poeta Franco Fortini) e l'epica lirica Barun Litrun.

Cosa accomuna queste canzoni? "Sono quelle che cantavo con gli amici nelle serate a giocare a carte in osteria, ma senza mai puntare mai nemmeno un caffè". E "l'intorto"? Quello lo ha tirato fuori la signora Guccini, Raffaella, in un pranzo coi discografici: "Intortare in gergo vuol dire circuire una persona, imbonirla a parole. E secondo lei, ma lo diceva con affetto, sorridendo, io usavo queste canzoni, ognuna delle quali ha una storia dietro, per sedurre fanciulle ai miei turpi voleri e desideri. Ammetto che forse un paio potrebbero essere state usate alla bisogna, forse, ma un paio di volte e non di più". Il tutto detto davanti a Raffaella, ma si sa che molto di quel che dice il Maestrone va decrittato dall'ironia.


Serie sono invece due cose. Prima, l'inquietudine di Guccini per il nuovo governo: "Il ministro Valditara scrive alle scuole contro i totalitarismi, ma parla solo del comunismo stalinista. Io non ne sono mai stato seguace, mi definirei anarchico se avesse ancora senso nel 2022. Ma di sicuro sono della linea dello storico Barbero: nel comunismo c'era una speranza per i poveri e i perdenti che nel nazismo non c'era. E infatti io canto i perdenti. A me la fiamma nel simbolo non piace, agli italiani sembra di sì. Come diceva mia nonna, bisogna avere pazienza".


La seconda cosa seria è che Canzoni da intorto è qualcosa che da oggi si può ascoltare, ma solo se lo si tocca anche. Insomma, esce in cd e vinile, ma non online. Niente Spotify e compagnia bella. Come dice Dino Stewart, di Bmg: "Chi vuole un disco di Guccini si alza e va a comprarlo di persona. Ci sarebbe dispiaciuto se qualche leone da tastiera avesse paragonato questo disco a quello dell'ultimo fenomeno trap". Quanto al cantautore, richiesto di un commento, dice solo: "Lo streaming? Ignoro cosa sia". E chi altri può rispondere così?