"Ehi ragazzo bianco, che ci fai in questo quartiere?". È un viaggio nel tempo. Si parte dall'oggi e si viene teletrasportati in una camera d'albergo, San Francisco, primi anni 70. In un angolo c'è il giovane David Bowie che strimpella una chitarra acustica. Pochi accordi, poi la melodia e le parole di I'm waiting for my man dei Velvet Underground, la canzone di Lou Reed che Bowie amava di più. Il suono che arriva è avvolto nella patina delle registrazioni amatoriali su nastro, una madeleine sonica. In quella stanza c'era un giovane venticinquenne che sì, aveva già scritto Space Oddity e The man who sold the world, ma che stava cercando nuove direzioni per se stesso e la sua musica.
Da oggi quel documento, così come altre 47 perle, è disponibile per tutti in Divine Simmetry il cofanetto edito dalla Parlophone che raccoglie demo casalinghi e registrazioni live e in sala prove effettuate da Bowie nel 1971 durante la preparazione di Hunky Dory uno degli album fondamentali della discografia dell'artista britannico scomparso il 10 gennaio del 2016. Un disco che contiene alcuni dei capisaldi non solo del canzoniere di Bowie ma di tutta la musica popolare del '900: Changes, Life On Mars?, Quicksand. I quattro cd della Parlophone consentono di rivivere da una prospettiva inedita quel periodo decisivo per la carriera dell'artista inglese.
"Un album che mi ha aiutato a tirare fuori aspetti del mio modo di sentire: un disco che contiene un sacco di schizofrenia", Bowie dixit ricordando quel periodo. Modo di sentire messo a fuoco per la prima volta in modo definito in canzoni come Quicksand, che iniziava con: "I'm living in a silent film". Vivere come in un film - la vita dell'artista pop è inscindibile dalla superficie, prigioniera delle immagini - per di più muto: senza le parole, senza il codice, per poter scavalcare quella superfice. Uno struggimento alla ricerca della Divine Simmetry, appunto: del modo per poter mettere insieme arte e vita, creazione e realtà, riproducibilità e unicità. Un tema che sarà al centro di altri miracoli di Bowie, Da Heroes in giù, passando per Absolute Beginners e 5:15 the Angels have Gone.
'Moonage Daydream', il doc dedicato a David Bowie