Emma, dalla parte del torto: "Vivo scomoda nel mondo. L'aborto? Siamo ancora un Paese troppo cattolico"
di Luigi Bolognini , di Luigi BologniniChe differenza c’è tra Bertolt Brecht ed Emma Marrone? Nessuna. Lo scrittore: “Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati”. La cantante: "Se proprio devo scegliere da che parte stare, io sto da quella sbagliata". Fatalmente si parlerà più della seconda che del primo, dato il film Sbagliata ascendente Leone, da oggi disponibile su Prime Video. E per spiegare il titolo “che è anche molto ironico, dato che per fortuna ho avuto parecchio successo”, Emma ha usato anche quella frase dal sapore brechtiano. “Perché io mi sento anche una sbagliata, cioè una scomoda nel mondo, perché non nascondo quel che dico e che penso, ed è in questo senso che va inteso l’ascendente Leone, benché io mi senta più un pinguino, animale fedelissimo. Però espongo tutto di me, anche arrivando allo scontro, non nascondendo nulla”. Si vede.
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Che differenza c’è tra Bertolt Brecht ed Emma Marrone? Nessuna. Lo scrittore: “Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati”. La cantante: "Se proprio devo scegliere da che parte stare, io sto da quella sbagliata". Fatalmente si parlerà più della seconda che del primo, dato il film Sbagliata ascendente Leone, da oggi disponibile su Prime Video. E per spiegare il titolo “che è anche molto ironico, dato che per fortuna ho avuto parecchio successo”, Emma ha usato anche quella frase dal sapore brechtiano. “Perché io mi sento anche una sbagliata, cioè una scomoda nel mondo, perché non nascondo quel che dico e che penso, ed è in questo senso che va inteso l’ascendente Leone, benché io mi senta più un pinguino, animale fedelissimo. Però espongo tutto di me, anche arrivando allo scontro, non nascondendo nulla”. Si vede.
Il film, diretto dal duo BENDO, ha spesso i toni agiografici che si convengono a questi lavori, con Emma adorata dal pubblico sui palchi, dall’Arena di Verona a Campovolo. Ma quel che colpisce è il racconto fatto da lei stessa dei suoi tre tumori, vinti con la stessa grinta che ha mostrato in qualunque passaggio pubblico e privato (se non fosse già stato opzionato da Loredana Bertè, che non a caso cita tra i suoi modelli e compare nel film, la si potrebbe definire “pettirosso da combattimento”). Tre interventi che hanno rischiato di distruggerle la vita artistica, oltre che la vita tout court: “Per il primo avevo la visita di controllo il giorno lo stesso giorno del provino a Mediaset. Davvero una sliding door, un bivio della vita. Ho scelto il provino”.