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Emma, dalla parte del torto: "Vivo scomoda nel mondo. L'aborto? Siamo ancora un Paese troppo cattolico"

L'artista, 38 anni, racconta il suo essere fragile e forte in 'Sbagliata ascendente Leone', il docufilm diretto dai BENDO da oggi su Prime Video.
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Che differenza c’è tra Bertolt Brecht ed Emma Marrone? Nessuna. Lo scrittore: “Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati”. La cantante: "Se proprio devo scegliere da che parte stare, io sto da quella sbagliata". Fatalmente si parlerà più della seconda che del primo, dato il film Sbagliata ascendente Leone, da oggi disponibile su Prime Video. E per spiegare il titolo “che è anche molto ironico, dato che per fortuna ho avuto parecchio successo”, Emma ha usato anche quella frase dal sapore brechtiano. “Perché io mi sento anche una sbagliata, cioè una scomoda nel mondo, perché non nascondo quel che dico e che penso, ed è in questo senso che va inteso l’ascendente Leone, benché io mi senta più un pinguino, animale fedelissimo. Però espongo tutto di me, anche arrivando allo scontro, non nascondendo nulla”. Si vede.
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Che differenza c’è tra Bertolt Brecht ed Emma Marrone? Nessuna. Lo scrittore: “Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati”. La cantante: "Se proprio devo scegliere da che parte stare, io sto da quella sbagliata". Fatalmente si parlerà più della seconda che del primo, dato il film Sbagliata ascendente Leone, da oggi disponibile su Prime Video. E per spiegare il titolo “che è anche molto ironico, dato che per fortuna ho avuto parecchio successo”, Emma ha usato anche quella frase dal sapore brechtiano. “Perché io mi sento anche una sbagliata, cioè una scomoda nel mondo, perché non nascondo quel che dico e che penso, ed è in questo senso che va inteso l’ascendente Leone, benché io mi senta più un pinguino, animale fedelissimo. Però espongo tutto di me, anche arrivando allo scontro, non nascondendo nulla”. Si vede.

Il film, diretto dal duo BENDO, ha spesso i toni agiografici che si convengono a questi lavori, con Emma adorata dal pubblico sui palchi, dall’Arena di Verona a Campovolo. Ma quel che colpisce è il racconto fatto da lei stessa dei suoi tre tumori, vinti con la stessa grinta che ha mostrato in qualunque passaggio pubblico e privato (se non fosse già stato opzionato da Loredana Bertè, che non a caso cita tra i suoi modelli e compare nel film, la si potrebbe definire “pettirosso da combattimento”). Tre interventi che hanno rischiato di distruggerle la vita artistica, oltre che la vita tout court: “Per il primo avevo la visita di controllo il giorno lo stesso giorno del provino a Mediaset. Davvero una sliding door, un bivio della vita. Ho scelto il provino”.

Ma poi ha saputo vincere anche il male: “La seconda volta è stata veramente dura perché pensavo di non meritarmelo. Non parliamo della terza, durante la quale i medici mi hanno asportato totalmente le ovaie. Ma una dottoressa intelligente me le ha fatte conservare, così se vorrò un figlio potrò averlo. Le donne devono essere messe nelle condizioni di poter scegliere. Decidere di avere un figlio in una condizione del genere è un vero atto d'amore. Ho voluto parlare di queste cose perché così magari certe battutine si fermeranno. E vorrei molta più informazione sulla prevenzione: la medicina ha fatto passi da gigante, ma molte persone vivono ancora nel Medioevo. Purtroppo per certi aspetti siamo ancora un paese troppo cattolico: si è tornati a mettere in discussione l’aborto”, ha spiegato, non trattenendo le lacrime in diversi momenti.

E non c’è solo la sua malattia. La lavorazione del film è terminata più o meno in coincidenza con la morte del padre Rosario, a settembre, e non a caso a emozionare forse più di tutte sono le immagini con lui tratte da vecchi filmini famigliari: “Sto cercando di ricostruire la mia vita. Se devo trovare un lato positivo al lockdown è stato di potergli essere accanto fino all’ultimo. Su questo ho solo dolore, ma non rimpianti. Anche se in generale, ripensando alla mia vita, rimpianti non ne ho: se delle porte sono rimaste chiuse è perché non le ho volute aprire io”. Il resto è un racconto per immagini e interviste di una vita, dalla preparazione del polpettone (“e non solo di quello: sono la cuoca di tutti i miei amici”) ai successi continui, la vittoria ad Amici, i pienoni ai concerti e Sanremo, “dove l’anno prossimo non tornerò perché non ho ancora un progetto pronto e convincente. Neanche quest’anno, ma lì era un desiderio di papà. Al nuovo disco sto lavorando, ma per il momento si stanno solo affastellando le idee. Tantissime: potrei fare un doppio album al momento”.
Per intanto c’è il nuovo singolo, stesso titolo del film, che si distingue, rispetto al suo repertorio, per una voce diversa, “mi vengono anche i falsetti”. Curioso, in una persona, che tutto è tranne che falsa.