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Morta Anita, la voce delle Pointer Sisters

Le Pointer Sisters: Anita è la prima a sinistra (reuters)
La cantante, 74 anni, era nel gruppo formato da sorelle di grande successo negli anni Settanta e Ottanta e vincitore di 3 Grammy Award 
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Addio ad Anita Pointer, una delle voci delle Pointer Sisters. La cantante è morta il 31 dicembre a 74 anni nella sua casa di Beverly Hills. Da tempo lottava contro un cancro. Per la stessa causa, l'11 aprile del 2006 Anita aveva perso la sorella June, che all'epoca aveva 56 anni, mentre l'8 giugno del 2020 a 69 anni era morta per arresto cardiaco l'altra sorella Bonnie, che nel 1972 aveva fondato il gruppo.

"Mentre siamo profondamente rattristati dalla perdita di Anita, siamo confortati nel sapere che ora riposa in pace con sua figlia Jada e con le sue sorelle June e Bonnie", ha dichiarato la famiglia della star. "È stata lei a tenerci tutti vicini e uniti per così tanto tempo. Il suo amore per la nostra famiglia vivrà in ognuno di noi. Si prega di rispettare la nostra privacy durante questo periodo di dolore e perdita. Con Anita il paradiso è ora un posto più bello e amorevole".

Anita era la seconda tra le quattro figlie della famiglia Pointer e si unì alle sue sorelle minori, June e Bonnie, dopo aver iniziato a esibirsi nei club nel 1969. Dopo che la sorella maggiore Ruth completò il gruppo, nel 1972 le quattro Pointer firmarono con la Blue Thumb Records, dove iniziarono a creare il proprio suono che prendeva ispirazione dal jazz e dal bebop. Il loro album di debutto The Pointer Sisters venne pubblicato nel 1973 e conteneva il loro primo singolo di successo Yes we can can. 

Con l'abbandono di Bonnie, dopo una fase di incertezza il quartetto divenne un trio passando dal rhythm and blues iniziale a uno stile pop più moderno con il quale tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta hanno ottenuto i loro successi più grandi, da He's so shy a Jump (For my love), da I'm so excited a Automatic e a Neutron Dance, tutti entrati nei primi dieci posti della Billboard Hot 100, ma soprattutto Fire, un brano scritto da Bruce Springsteen pensando a Elvis Presley, ma che il Re non riuscì a registrare perché morì: fu il primo singolo delle Pointer Sisters a raggiungere la certificazione oro.

Nella loro carriera sono state nominate per i Grammy in diverse categorie, country, R'n'B e pop, e hanno vinto in tre occasioni, la prima volta nel 1974, in quartetto, per la miglior performance vocale country di un duo o gruppo per Fairytale, di cui Elvis Presley realizzò una cover ("questa canzone racconta la storia della mia vira", disse il Re), seguito da due premi nel 1985 in trio come miglior performance pop di un duo o gruppo con voce per Jump (For my love) e per il miglior arrangiamento vocale per due o più voci per Automatic.

Nel 1986, per la sua carriera solista, Anita ottenne grande successo partecipando come ospite nel singolo Too many times della star del country Earl Thomas Conley e l'anno dopo pubblicò il suo primo album solista intitolato Love for what it is nel quale spiccava il brano Overnight success. Nel 1994 le Pointer Sisters ricevettero una stella sulla Hollywood Walk Of Fame. Ruth, l'unica delle sorelle ancora in vita, ha ripreso le redini del gruppo e si esibisce con sua figlia Issa e sua nipote Sadako.