Spettacoli

David Bowie, a Londra la mostra più importante di sempre

Foto: John Robert Rowlands
Foto: John Robert Rowlands 
Annunciata una nuova esposizione da oltre 80 mila oggetti. L'inaugurazione tra due anni
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LONDRA. Mancano ancora due anni, ma l'evento è già sensazionale e tutti ne parlano. Già, perché il Victoria & Albert Museum avrà l'onere e l'onore di organizzare la più grande retrospettiva di sempre su David Bowie. Una mostra straordinaria e permanente, che ha avuto e darà accesso a circa 80mila oggetti, articoli e memorabilia della leggenda della musica, molti di essi inediti, tra foto, lettere, testi scritti a mano, progetti che non hanno mai visto la luce, ma anche scenografie, costumi, premi, video e registrazioni, strumenti musicali (incluso lo Stylophone di Space Oddity e il sintetizzatore Ems di Brian Eno per Low) e molto altro archivio per fan e studiosi dell'opera del "Cigno Bianco" nel corso di sei decenni della sua troppo breve ma rivoluzionaria esistenza.

Foto: Masayoshi Sukita
Foto: Masayoshi Sukita  

La mostra, resa possibile grazie all'approvazione degli eredi della rockstar inglese e alle generose donazioni da circa 12 milioni di sterline della Blavatnik Family Foundation e della Warner Music Group, aprirà dunque una nuova sezione del V&A nella zona est di Londra, ossia il "David Bowie Centre for the Study of Performing Arts", nella nuova V&A East Storehouse presso il Queen Elizabeth Olympic Park, l'area delle ultime Olimpiadi tenutesi nella capitale britannica nel 2012. Insomma, un archivio permanente di Bowie, per la nazione britannica ma che ovviamente sarà aperto al pubblico di tutto il mondo per ripercorrere la carriera del leggendario artista, innovatore musicale e icona culturale, sin dagli anni Sessanta fino alla sua morte nel 2016.

Tra le chicche che saranno presenti nel museo, i costumi di Bowie "Ziggy Stardust" ideati da Freddie Burretti, le creazioni di Kansai Yamamoto per il tour Aladdin Sane, il costume "Union Jack" disegnato da Alexander McQueen e lo stesso Bowie per la copertina dell'album Earthling (1997). E poi ci sono i testi manoscritti di Fame, del capolavoro Heroes, di Ashes to Ashes, diari di ogni era della vita e della carriera di Bowie, scritti "cut up" ispirati a William Burroughs, 70mila tra foto, stampe, negativi e istantanee scattate da Terry O'Neill, Brian Duffy e Helmut Newton.

"Siamo onorati di ospitare un evento simile", dice Tristam Hunt, direttore del Victoria & Albert Museum, "saremo custodi di un archivio straordinario, che potrà essere utilizzato anche da ricercatori, studiosi  e per il pubblico, che ha influenzato artisti come Janelle Monáe, Lady Gaga, Tilda Swinton e Raf Simons e che dialogherà con i 5mila anni di arte che offre il nostro museo". Un portavoce degli eredi di Bowie aggiunge: "L'opera di David ora diventa parte delle collezioni nazionali britanniche: il giusto posto per lui, tra tante icone culturali e geni dell'arte".