La madre e il padre di Lorenzo Parelli, morto a 18 anni nel suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro, hanno aperto con una loro testimonianza il Concertone del Primo maggio a Roma, citando anche altri due studenti morti durante il loro stage, Giuliano De Seta e Giuseppe Lenoci. Un intervento molto toccante, aperto con queste parole: "Desideriamo portare il ricordo di Lorenzo e credo che il gesto più significativo oggi sia quello di dedicargli un pensiero. Lorenzo, insieme a Giuliano e Giuseppe, ha aperto un capitolo nuovo della nostra storia, tristissimo, e questo deve farci riflettere. La sicurezza non ha colore, bandiera, è di tutti ed è responsabilità collettiva, di ognuno di noi".
La diretta del Concertone del Primo maggio
Scesi dal palco, Maria Elena e Dino Parelli, i genitori di Lorenzo spiegano come hanno deciso di partecipare al Concertone, che è stato dedicato al loro figlio morto il 21 gennaio del 2022 schiacciato da una putrella di acciaio alla Burimec di Lauzacco di Pavia di Udine: "Ci abbiamo pensato a lungo, prima di partecipare. Ma stare di fronte a un pubblico così importante era un'occasione unica per poter divulgare la Carta di Lorenzo, nata a casa sua a Udine e firmata anche dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. A un anno dalla morte di Lorenzo eravamo più lucidi e abbiamo voluto far incontrare tutti i protagonisti di questo percorso scuola-lavoro, per chiedere la presenza studenti nell'organizzare i progetti e riportare tutto a una dimensione più umana, con più attenzione alla persona. Dove la regola è assente, va trovata proprio grazie a questa collaborazione".
Dal palco hanno detto: "Crediamo che se Lorenzo fosse qui oggi ci direbbe che la vita è la cosa più sacra che abbiamo e dobbiamo onorarla e spenderla al meglio. Se riuscissimo a essere motivati tanto da trasformare il sacrificio di Lorenzo in tutela della vita e della sicurezza, avremmo realizzato il suo ricordo e la Costituzione".
Stringere reti tra tutti i protagonisti della scuola-lavoro, "per questo abbiamo chiesto la presenza dei ragazzi della Consulta studenti di Udine". Ma soprattutto impegnarsi per superare i limiti di un progetto, dice Dino Parelli, le cui conseguenze negative non possono "essere assimilate alle morti sul lavoro. Si tratta della morte di tre ragazzi che andavano a scuola, che seguivano un progetto di studio e formazione: riteniamo che abbiano tutti responsabilità, dalla scuola che non ha vigilato al mondo del lavoro che non ha applicato come doveva le sue regole. Detto questo siamo assolutamente d'accordo sulla scuola-lavoro, una formula nuova che permette a chi vuole lavorare di emergere, ma va riportata la giusta attenzione alla persona".
Sul Fondo per le vittime della scuola-lavoro, deciso oggi dal governo attraverso il decreto legge sul lavoro, i genitori di Lorenzo dicono di vederlo come "un passo avanti, non è tutto ma aiuta ad andare verso nuovo modo di fare la scuola".
Dino Parelli spiega che "la carta di Lorenzo è nata per volontà mia e di Elena, con il supporto della nostra Regione, e manda un paio di messaggi. Prima cosa l'attenzione alla persona: prima della regola, prima di tutto, riportiamo l'attenzione sulla persona, a maggior ragione se è un giovane che è il patrimonio della società e il futuro", ha detto. "Altra cosa, abbiamo voluto che la carta fosse scritta dagli studenti. In questo documento non troverete nessun termine come 'combattere' o 'battaglia' per mandare a voi il messaggio che le cose si possono ottenere con il dialogo e la partecipazione".