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Mario Venuti: "Dopo un periodo buio, un ponte musicale tra Napoli e il Brasile per ritrovare la luce"

Esce il nuovo singolo del cantautore. "L'atmosfera è quella di uno scampato pericolo. Noi musicisti abbiamo il dovere sociale di trasmettere voglia di ricominciare"
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E' il disco della luce dopo il buio, quello della musica dopo il silenzio: Napoli - Bahia, il nuovo singolo di Mario Venuti, è non solo un perfetto passaporto per partire per un viaggio ideale e fantastico, ma anche un'eccellente antidoto contro i postumi degli anni passati senza musica e senza divertimento. Con lui ci sono alcuni amici napoletani, Lucariello e Fabiana Martone, e brasiliani, Neney Santos, tutti impegnati in un brano che è colorato e coinvolgente: "Si è nato qualche mese fa, quando la buriana era passata", ci racconta Mario Venuti, "in un'atmosfera di pericolo scampato e di voglia di ricominciare".

Allegria e divertimento, dunque, in un ideale ponte sonoro e culturale tra Napoli e Bahia, tra i ritmi brasiliani e quelli tricolore, tra le simbologie di due città che sono in realtà davvero legate da molte cose, prima fra tutte la musica. All…

E' il disco della luce dopo il buio, quello della musica dopo il silenzio: Napoli - Bahia, il nuovo singolo di Mario Venuti, è non solo un perfetto passaporto per partire per un viaggio ideale e fantastico, ma anche un'eccellente antidoto contro i postumi degli anni passati senza musica e senza divertimento. Con lui ci sono alcuni amici napoletani, Lucariello e Fabiana Martone, e brasiliani, Neney Santos, tutti impegnati in un brano che è colorato e coinvolgente: "Si è nato qualche mese fa, quando la buriana era passata", ci racconta Mario Venuti, "in un'atmosfera di pericolo scampato e di voglia di ricominciare".

Allegria e divertimento, dunque, in un ideale ponte sonoro e culturale tra Napoli e Bahia, tra i ritmi brasiliani e quelli tricolore, tra le simbologie di due città che sono in realtà davvero legate da molte cose, prima fra tutte la musica. Allegria, divertimento, ma anche realtà: "Io penso che in generale un artista senta sempre, e di certo è vero per me, il dovere sociale di trasmettere vibrazioni positive, non devo ammorbare chi ascolta con le mie turbe psichiche insomma", ci dice ancora Venuti, "ma allo stesso tempo mi piace avere una leggerezza pensosa, lasciare uno spazio alla riflessione anche quando si è allegri, credo sia un equilibrio buono e anche necessario. In questo caso è proprio il parallelo tra le due città che lo porta con se, città simili e diverse, con problemi e meraviglie che non puoi ignorare. E quindi 'Napoli - Bahia' ti lascia riferimenti di ogni genere, per toccare il tema, per muovere la testa di chi ascolta. Io non ho la capacità di creare pezzi volutamente vacui, non ci riesco...".

E infatti 'Napoli - Bahia' gioca soprattutto sui contrasti.
"Il contrasto crea la bellezza. Basta pensare a Riso amaro, con il neorealismo che raccontava un Paese sofferente ma ricco di vitalità, una condizione che si manifesta con il ballo di Silvana Mangano ma anche con la realtà delle mondine. In questo caso è la lacrima bianca che cade sulla pelle scura dei brasiliani, come il samba è una metafora della vita. Ma in questo caso c'è anche un elemento in più, quello di due città simbolo, che marchiano la nazione a cui appartengono, pur non essendo capitali. Il contributo culturale e musicale di Bahia e di Napoli è fondamentale per la storia, è identitario per l'Italia come per il Brasile".

Lei ha sempre cercato di trovare un punto di equilibrio nella sua musica.
"Non è mai stato facile, l'ho sempre cercato un equilibrio tra il pop e la canzone d'autore, tra il pop e la new wave. Mi piace stare in questo equilibrio, avere questa attitudine, porgere le cose in questa maniera pop, scanzonata, ma portando temi con qualche spessore in più. E questo, alla fine, non mi ha fatto mai diventare super mainstream, ma non mi ha nemmeno allontanato dal pubblico. L'anno prossimo faccio quarant'anni di musica, dischi e concerti, diciamo che alla fine mi godo questa condizione che mi ha permesso una grande libertà espressiva".

E' un singolo che anticipa un nuovo album, in un momento in cui i singoli contano più degli album...
"Si, ma nei miei album ci sono sempre stati dei singoli che hanno avuto la loro storia. Io lavoro molto sul suono, do identità al disco che faccio, ogni volta, e ogni album è un capitolo di un discorso più lungo. L'idea del singolo mi è sempre piaciuta, ma io sono condannato a fare album, quando comincio a scrivere non riesco a pensare a fare un singolo e basta, le canzoni mi vengono senza neanche pensarci su ed è un flusso che deve arrivare alla sua naturale conclusione. Ogni tanto lascio riposare la mia vena creativa, poi riparte e non si ferma più. Ed è così anche questa volta".

E nel frattempo si torna dal vivo?
"Si, sarà un'estate di concerti in attesa dell'album che finirò in autunno. Vado in giro in tanti modi diversi, da solo con la chitarra, in trio con pianoforte e contrabbasso e poi con una band con la quale facciamo il 'greatest hits'. Tanti modi per stare insieme alla gente e fare musica, che è quello che amo di più".