Spegne oggi 83 candeline Francesco Guccini, una vita all’insegna della musica, della poesia e della fantasia, che per oltre 50 anni ha trasferito, prima nei suoi brani e poi nei suoi libri. Un "burattinaio di parole", come si definisce lui stesso in Samantha, brano dell'album Parnassius Guccini del '93, che ha popolato i suoi testi di tanti personaggi, compresi quelli che ha incontrato nella sua vita, come Cencio (Quello che non, del 1990), dove ricorda un amico "Cencio il Nano, viso già d'uomo serio, compreso, quasi compunto", ad Amerigo, del 1978, che racconta del prozio Enrico, emigrato negli Usa in cerca di lavoro "chiudendo dietro a se la porta verde".
Tra Modena e via Paolo Fabbri
Nato a Modena il 14 giugno 1940, ha trascorso buona parte della sua vita a Bologna, in una casa in via Paolo Fabbri 43, forse l'indirizzo più famoso della canzone italiana, visto che divenne anche il titolo di un suo celebre brano e di un altrettanto celebre disco, il sesto, uscito nel 1976.
Nonostante gli anni cittadini, il cantautore non ha mai rinnegato le sue origini montanare: "Io, la montagna nel cuore, scoprivo l'odore del dopoguerra", dice in Piccola città, da uno dei suoi dischi più famosi, Radici, cantando il “suo” Appennino tosco-emiliano che racconta spesso nei suoi brani e nelle sue opere letterarie. Da tempo, ormai, il cantautore ha scelto di tornare nella frazione del Comune di Sambuca Pistoiese al centro di una recente contesa tra Toscana e Emilia Romagna.
Brani cult
L'artista modenese, da sempre caratterizza la sua produzione con impegno politico marcatamente di sinistra, come fa - solo per citarne alcune - nel brano cult La locomotiva, del 1972, che è anche un racconto storico, Primavera di Praga del 1969, una critica dell'occupazione militare sovietica in Cecoslovacchia dell'anno precedente, Piccola storia ignobile del 1976, a favore della legge sull'aborto). Ma non ha mai nascosto la sua disillusione nel rapporto tra canzoni e azione politica, basta andarsi a riascoltare la celebre L'avvelenata: "Però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia".
Nonno Francesco
Nel 1987, esce l’album Signora Bovary dove nelle varie canzoni ci sono i ritratti di personaggi della vita di Guccini. Van Loon è suo padre, Signora Bovary è lui stesso e Culodritto è la sua unica figlia Teresa (nata nel 1978). Ed è proprio Teresa, che ha immortalato il padre in versione nonno, tenendo in braccio il nipotino di sei mesi Pietro.
L'ultimo album
Nonostante l’età e la vita ritirata, il Maestrone - come viene affettuosamente chiamato - non ha mai smesso di fare musica. Il suo ultimo lavoro, Canzoni da intorto, venticinquesimo album in studio è uscito nel novembre 2022. Il disco, che per volontà di Guccini è disponibile solo in formato fisico, è stato il più venduto in Italia nel 2022.
Guccini scrittore
Ma Guccini è anche scrittore, passa con disinvoltura dal noir a romanzi autobiografici, amante dei fumetti e anche attore. Numerosi i premi vinti in carriera dal Premio Tenco al Premio Alassio Centolibri. Il mitico Via Paolo Fabbri 43, è diventato uno spettacolo teatrale. Guccini è anche cittadino onorario di Porretta Terme e ha ottenuto il Bugiardino ad honorem nel Campionato italiano della bugia presentandosi sul palco quattro semplici parole: "Salve, sono Lucio Dalla".
"Quella di Guccini - disse Dario Fo nel 1997 - è la voce di quello che un tempo si diceva il 'movimento'. Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c'è un discorso interminabile: sull'ironia, sull'amicizia, sulla solidarietà".