Spettacoli

Sergio Endrigo non tramonta mai: a 90 anni dalla nascita l'omaggio della figlia Claudia

Il grande cantautore moriva nel 2005. Da domani disponibile il cofanetto 'Altre emozioni verranno': un viaggio completo nella sua opera
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Il 15 giugno avrebbe compiuto 90 anni, Sergio Endrigo, uno dei massimi interpreti della musica italiana, morto 18 anni fa. Per l'occasione esce con Warner Music il 16 giugno il cofanetto Altre emozioni verranno, una raccolta di tutti i suoi grandi successi, a testimonianza dei momenti salienti del percorso artistico di uno dei nostri più grandi autori e compositori del 900.

Tre i cd, suddivisi in altrettante sezioni tematiche: Intramontabili; Il mio Endrigo; Perle nascoste. Nel complesso, 69 brani selezionati insieme con la figlia di Endrigo, Claudia, che ha fornito anche tutto i materiale iconografico contenuto all'interno del booklet. Il cofanetto sarà disponibile anche in formato 6 lp e digitale.

I primi cantautori

Sergio Endrigo - nato a Pola, in Istria, il 15 giugno 1933 e morto a Roma il 7 settembre 2005 - con la sua poetica dolce, profonda, raffinata e malinconica, insieme a Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci (che fu anche pianista della sua band) ha fatto parte della prima generazione di artisti che scrivevano testo e musica dei brani che cantavano e che poi diventeranno i “cantautori”. È stato tra i primi a scrivere canzoni meno spensierate e allegre, se non addirittura tristi.

La fama di iettatore

Come ricordava Gianni Mura nel 2017, parlando del libro Sergio Endrigo, mio padre. Artista per caso, scritto da Claudia Endrigo, il cantautore dovette fare i conti con la fama di iettatore. Uno stigma che "nasceva in parte dal suo aspetto. Non un allegrone. Durante un servizio, un fotografo gli disse: e adesso sorrida, per favore. E lui: sono cinque minuti che sto sorridendo". E Mura ricorda le origini di quella fama che "in gran parte veniva dalle imitazioni di Alighiero Noschese, a base di carri funebri, ballerine vestite da vedove piangenti e corone mortuarie. Di scena alla Bussola e sapendo che Noschese si sarebbe esibito la settimana seguente, Endrigo disse al patron Bernardini: 'Di’ a Noschese che se insiste con quelle imitazioni gli spacco la faccia'. Rapida fine delle imitazioni".

Il brano più famoso

Il repertorio di Endrigo inizia a formarsi già alla fine degli anni Cinquanta, quando Ghiaccio bollente e Non occupatemi il telefono formano il suo 45 giri di esordio, al fianco di Riccardo Rauchi e della sua orchestra. Nel 1962 abbandonò la Ricordi per la Rca, seguendo il suo produttore Nanni Ricordi, e fu proprio in quell'anno che venne pubblicata una delle sue canzoni più famose, Io che amo solo te, canzone d'amore che nel corso degli anni conobbe svariate versioni (tra cui quelle di Mina, Ornella Vanoni, Marisa Sannia, Gino Paoli, Enzo Jannacci, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, Rita Pavone, Chiara Civello insieme a Chico Buarque de Hollanda).

Il Festival di Sanremo

Vincitore nel 1968 del Festival di Sanremo con Canzone per te, grazie al duetto con Roberto Carlos, per un testo scritto a sei mani con Sergio Bardotti e Luis Bacalov è arrivato secondo nel 1969 con Lontano dagli occhi e terzo nel 1970 con L'arca di Noè. Nella sua lunga carriera, ha collaborato con altri artisti tra i quali Gianni Rodari, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ungheretti, Toquinho, Vinícius de Moraes per la famosa canzone filastrocca La casa e Luis Bacalov: Ci vuole un fiore e – dopo una lunga causa giudiziaria – il tema del film Il Postino vincitore dell’Oscar alla migliore colonna sonora. Ma, su quest'ultima vicenda, occorre soffermarsi.

La causa per plagio

Sergio Endrigo, Riccardo Del Turco e Paolo Margheri, autori del brano del 1974 Nelle mie notti, avevano fatto causa all’ex amico Luis Bacalov accusandolo di aver utilizzato la canzone per comporre il tema portante del film di Massimo Troisi Il postino, che nel 1996 portò Bacalov a vincere l’Oscar, unica statuetta consegnata, nonostante le cinque nominations complessive.

Il primo grado di giudizio aveva attribuito la paternità del brano ai tre autori, ma dando parzialmente ragione anche a Bacalov per alcuni cavilli; la Corte d’Appello aveva confermato il pieno riconoscimento a Endrigo e agli altri e, in attesa della sentenza della Cassazione, Bacalov decise di non aspettare la giustizia e volle risarcire economicamente gli autori del brano Nelle mie notti registrando alla Siae tutti i quattro nomi.

La morte

Uno dei brani che rimarrà nel cuore di Endrigo fu Canzone per te. La riproporrà infatti diverse volte in tanti contesti televisivi e dal vivo, anche vent’anni dopo il traguardo registrato all’Ariston. La scomparsa del cantautore, a causa di un cancro ai polmoni che gli era stato diagnosticato alcuni mesi prima, colpì duramente il mondo della musica italiana. Aveva 72 anni.