Puntuale come la stagione delle piogge e come i tormentoni dell’estate, ecco che torna il dissing tra Salmo e Luchè. I due rapper l’avevano già fatto nell’agosto del 2019 e ora, complice il caldo, lo fanno di nuovo, senza gran riguardo per l’attività reciproca che imporrebbe invece di dedicarsi ad altre uscite più proficue. Visto soprattutto l’inizio o il proseguimento dei tour che per entrambi incombono.
Come nel 2019, ci risiamo. Luchè dissa Salmo, e Salmo risponde; Salmo dissa Luchè, e Luchè risponde. Si va avanti così, il tutto via social e in favore di fan. E così, quello che era uno degli esercizi di stile nel linguaggio dell’hip hop, foriero di battaglie rap a suon di rima, diventa una schermaglia di sbrodolamenti, accuse e stucchevoli auto-elogi, un botta e risposta condito di parolacce tali da rimpiangere il bar sport. Almeno qualche anno fa per ascoltarle si facevano quattro passi e ci si incontrava per un caffè, ora gli improperi strabordano dal cellulare, per giunta non richiesti.
La sostanza della diatriba è riassunta qui: “Sono meglio io e sei peggio tu”, “No, tu sei peggio, sono meglio io”; “Mi hai copiato”, “No, tu hai copiato me”. Si potrebbe anche non ascoltarle, le schermaglie tra rapper, o ignorarne la data, come se fossero state fatte ora e non quattro anni fa. E del resto, più o meno quello sono: nella migliore delle ipotesi, un’inutile perdita di tempo. Nella peggiore, ma temiamo anche la più probabile, una scaltra operazione di marketing.
Ieri Salmo ha deciso di cambiare strategia e di tornare alle regole della vecchia scuola, postando un video con un pezzo intitolato Dove volano le papere accompagnato da un fotomontaggio-copertina, come nel suo profilo Instagram, in cui la faccia di Luchè è utilizzata per un fotomontaggio sul corpo di Brigitte Bardot. “Luché, rest in peace”, esordisce il rapper sardo prima di cantarle al rivale. Passano pochi minuti e Luchè risponde con una foto di Salmo piangente accompagnata su Instagram dalla frase “Ho paura di uscire” e la didascalia che recita minacciosa: “I funerali te li offre la mala”. Poi tutti via on the road, che il tour chiama.