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Deborah De Luca: “Con la techno diamo a tutti la possibilità di esseri liberi”

La dj italiana commenta il riconoscimento Unesco alla musica di Berlino
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«Il riconoscimento dell’Unesco è importante, ma la techno da almeno un decennio non è più un genere di nicchia, aiuta a divertirsi e a sfogarsi». Parla di funzione sociale della techno, la dj di Scampia Deborah De Luca, terza artista donna più ascoltata all’estero dopo Laura Pausini e Gala. Da Spotify risulta che la città dove la dj napoletana è più ascoltata è proprio Berlino. Reduce dalle esibizioni a Città del Messico e Los Angeles, De Luca sarà ospite al Verti Music Hall proprio a Berlino il 30 marzo e nella seconda metà di maggio pubblicherà il nuovo album Hard Pop.

Deborah De Luca, secondo lei come mai l’Unesco oggi sente la necessità di riconoscere la techno di Berlino bene immateriale per l’umanità?

«Aiutiamo le persone a vivere. Ma se di notte siamo star, di giorno continuiamo a non essere quasi nessuno. Come se la discoteca fosse un altro mondo. Eppure se sei tutta la settimana in fabbrica o in ufficio, quando arrivi nel club e la musica ti sovrasta i pensieri, ti dimenti…

«Il riconoscimento dell’Unesco è importante, ma la techno da almeno un decennio non è più un genere di nicchia, aiuta a divertirsi e a sfogarsi». Parla di funzione sociale della techno, la dj di Scampia Deborah De Luca, terza artista donna più ascoltata all’estero dopo Laura Pausini e Gala. Da Spotify risulta che la città dove la dj napoletana è più ascoltata è proprio Berlino. Reduce dalle esibizioni a Città del Messico e Los Angeles, De Luca sarà ospite al Verti Music Hall proprio a Berlino il 30 marzo e nella seconda metà di maggio pubblicherà il nuovo album Hard Pop.

Deborah De Luca, secondo lei come mai l’Unesco oggi sente la necessità di riconoscere la techno di Berlino bene immateriale per l’umanità?

«Aiutiamo le persone a vivere. Ma se di notte siamo star, di giorno continuiamo a non essere quasi nessuno. Come se la discoteca fosse un altro mondo. Eppure se sei tutta la settimana in fabbrica o in ufficio, quando arrivi nel club e la musica ti sovrasta i pensieri, ti dimentichi del lavoro che ti aliena, i problemi che ti assillano».

L’Unesco considera la techno “rifugio per le persone emarginate”, soprattutto nel contesto della riunificazione tedesca.

«La capacità della techno di arrivare a tutti ha fatto sì che il genere abbia successo anche in luoghi degradati: durante i miei show a ridosso delle favelas brasiliane e in Sri Lanka ho visto persone povere conservarsi 10 dollari per venirci ad ascoltare. E proprio a Berlino la musica è per tutti: se il biglietto per ascoltare un dj a Ibiza e Mykonos costa 80 euro, a Berlino può costare 15».

È stato difficile per una donna diventare dj?

«All’inizio non ci ascoltavano in molti, oggi sono migliaia. Essere donna, per giunta non brutta, ha complicato le cose. E ancora oggi c’è un po’ di pregiudizio per non aver distribuito favori sessuali in giro...».

Lei è nata a Scampia a Napoli, trova similitudini con Berlino?

«La Scampia dove sono cresciuta io non esiste più, allora era proprio Gomorra, oggi è un quartiere rinato, anche se il degrado non è finito. Napoli e Berlino sono città opposte ma hanno carattere, hanno sofferto tanto, da una parte il terremoto, e dall’altra il Muro: entrambe si sono sapute risollevare».

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