Starships were meant to fly cantava nel 2012 la rapper Nicki Minaj, ma pare proprio che a lei il diritto a volare sia stato negato. Perlomeno nei Paesi Bassi: dopo un concerto ad Amsterdam, infatti, l’artista americana era in procinto di partire dall’aeroporto di Amsterdam-Schipol per un altro show a Manchester quando è stata trattenuta dalle autorità olandesi per presunto possesso di sostanze stupefacenti. La rapper è stata rilasciata qualche ora più tardi.
Ma a documentare il tutto e a diffonderlo sul web è stata proprio la diretta interessata che, tramite stories Instagram e dirette su X, ha condiviso l’accaduto minuto per minuto: “Non sto trasportando droghe – ripete sconcerta la cantante all’ufficiale che l’ha fermata invitandola seguirla per un controllo – non vengo da nessuna parte, necessito della presenza di un avvocato”.
Ma i post e le stories sono andati avanti: “Dove stiamo andando? Alla stazione di polizia? A che indirizzo sarebbe?” ha proseguito Minaj in risposta all’invito a salire su un camioncino della polizia aeroportuale, “Sono in arresto? Per cosa?”. Subito dopo è arrivato l’invito a smettere di registrare. Ma sempre tramite X, Minaj ha poi scritto una serie di altri post cercando di dare una spiegazione a ciò che le stava capitando, sostenendo l’ipotesi di un complotto contro di lei. Poi un’enigmatica frase su presunti dissidi con alcuni personaggi che, per vendicarsi, starebbero ora cercando di danneggiarla. E a seguire altre accuse. Fino a un ironico: “In ogni caso questa è Amsterdam, dove l’erba è legale”. Come ultimo aggiornamento, la notizia di uno spostamento per andare a rilasciare una dichiarazione dalla polizia. Nicki Minaj è stata poi rilasciata ma il concerto a Manchester è saltato. Per la delusione di 20mila fan che avevano comprato i biglietti per l'esibizione Co-op Live arena avvertiti solo all'ultimo momento dell'annullamento del live previsto sabato sera.