Spettacoli

Russell Crowe, quanti pregiudizi: il suo concerto con la band è uno show di prim’ordine

Russell Crowe in concerto sulla terrazza al Tempio di Venere (foto di Carlo Moretti)
Russell Crowe in concerto sulla terrazza al Tempio di Venere (foto di Carlo Moretti) 

Al Colosseo il primo live romano The Gentlemen Barbers. Si replica al Forum Theatre, il 26 e il 27 giugno, per due concerti “immersivi”

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Russell Crowe, il Gladiatore. No, Russell Crowe “l’attore grasso”, e in Italia è solo amatriciana e birra. Russell Crowe, il fine rocker che sa cantare. No, Russell Crowe è da festa di piazza, lo vedi che nei bis canta persino Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri. Evitando le bordate di pregiudizi, siamo stati al concerto del musicista australiano alTempio di Venere, uno show trasmesso anche su un maxischermo montato di fronte al Colosseo, a uso di romani e turisti di passaggio. Un concerto vero, suonato da una band di prim’ordine e cantato in maniera ineccepibile da Russell Crowe, con il suo timbro vagamente “à la Elvis Costello”. E al centro del concerto, i brani del suo ultimo album intitolato Prose and Cons, che vanta pezzi rock e blues e belle ballate (ascoltare per credere). Poi certo anche brani dai suoi dischi precedenti, non pochi, peraltro: uno registrato a inizio carriera con i Roman Antix, tre con i 30 Odd Foot Of Grunts.

E anche se Crowe insieme ai suoi The Gentlemen Barbers dopo i due concerti “immersivi” nel Forum Theatre, sempre a Roma, il 26 e il 27 giugno, dove le pareti del teatro si trasformeranno in schermi cinematografici, si appresta ad affrontare un tour mondiale (dopo l’ Europa, dove saranno anche al festival di Glastonbury, attraverseranno gli Stati Uniti), i pregiudizi lo inseguono. Del resto, i pregiudizi sono per loro natura incrollabili e per giunta il Gladiatore non fa nulla per schivarli: potrebbe disegnare uno show asciutto, tutto centrato sulla musica della band e invece in questo Indoor Garden Party lascia siparietti aperti per il figlio Chris, che sale per cantare un pezzo, per l’amica cantante irlandese Lorraine O’Reilly, che apre lo show e l’affianca ai cori e per duettare con lui.

Russell Crowe e The Gentlemen Barbers in concerto al Tempio di Venere al Colosseo (foto di Carlo Moretti)
Russell Crowe e The Gentlemen Barbers in concerto al Tempio di Venere al Colosseo (foto di Carlo Moretti) 

Il fatto è che Crowe si diverte a fare ciò che fa e anche a farlo esattamente come lo fa. Con la musica non ha traguardi da raggiungere, probabilmente non è la motivazione economica il fattore determinante. Di sicuro non ne avrebbe bisogno: sono lontani i tempi in cui si esibiva per la strada o nei locali per sostenersi economicamente nei periodi in cui non veniva scritturato per i film o il teatro. Se suona, lo fa per passione, una passione che lo ripaga offrendogli indietro dei risultati decisamente credibili sul piano artistico. Non è questo che fa di un musicista un artista vero? Crowe poi scrive i suoi pezzi, testo e musica. Al Colosseo ne ha cantato uno che gli è stato ispirato da una lettera incorniciata sul muro del suo studio, una lettera di ringraziamento per le sue interpretazioni al cinema. Gliel’ha inviata un uomo dopo aver visto un suo film con la moglie, raccontando che la moglie poi era tornata altre due volte al cinema, per rivedere con un’amica quel film che li aveva tanto emozionati. Quell’uomo era Johnny Cash, uno degli eroi musicali di Crowe. La canzone ora è nel nuovo disco di Crowe: “C’è stata un’ispirazione talmente forte che questo potrebbe essere il nuovo singolo di Cash”, ha detto dopo averla suonata al Colosseo.

Poi certo il party prevede i bis e nei bis Crowe vuol far cantare tutto il pubblico e suona la canzone che tutti conoscono, persino lui e i suoi musicisti australiani: è Sarà perché ti amo, la cantavano i Ricchi e Poveri e anche questo è un successo mondiale. Altro materiale da ardere sul fuoco per chi vive di pregiudizi.

Russell Crowe e The Gentlemen Barbers in concerto al Colosseo (foto di Carlo Moretti)
Russell Crowe e The Gentlemen Barbers in concerto al Colosseo (foto di Carlo Moretti) 

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