Crepitano vivide le fiamme nel caminetto ma sono solo virtuali. Il modo migliore per evitare di inquinare l’ambiente, visto l’impegno ecologista di Neil Young e della moglie Daryl Hannah: si sono sposati nel 2018 e a unirli è stata proprio la protesta. Hannah da sempre è una militante molto attiva contro la costruzione di oleodotti, la caccia alle balene e la crudeltà verso gli animali. È vegana ed è stata anche più volte arrestata. Non sappiamo se attualmente la coppia si trovi sulle Montagne Rocciose del nevoso Colorado, dove nel 2021 Neil ha registrato l’album Barn nel suo vecchio fienile (“barn”, appunto) vicino a Telluride, tra cani e galline che si possono vedere nel docufilm omonimo realizzato dalla moglie.
Non sappiamo neanche se siano andati nel cottage sul lago vicino alla casa in cui Neil è cresciuto a Omemee, in Ontario, dove li due avevano trovato rifugio durante la pandemia. Sicuramente non sono a Malibu nella – un tempo dolce – California, dove la casa che Young possedeva lì, e dove aveva registrato diversi album, è andata in fiamme nel 2018 a causa degli incendi. In seguito a quell’evento, Young aveva rilasciato dichiarazioni durissime contro Trump e il negazionismo sugli eventi estremi legati al cambiamento climatico.
Una premessa per dire: ben venga, dunque, il caminetto virtuale che, del resto, già lo scorso anno da solo era stato il protagonista assoluto di Natale, con la serie Camino per casa vostra che si era posizionata ai primi posti della top ten di Netflix in varie parti del mondo (primo in Germania, Francia, Svezia, Spagna e terzo in Italia); ma, soprattutto, benvenuto al regalo di Neil Young, visibile gratis per tutti su YouTube, dal titolo Fireplace: una playlist a tema natalizio di 27 brani per 107 minuti raccolti in un unico video con, appunto, un caminetto scoppiettante.
Si inizia con Greensleeves, un’antica melodia di tradizione inglese da cui forse potrebbe derivare uno dei brani più famosi di Young, Heart of gold (anch’essa presente nella compilation), contenuto in Harvest, perché un verso antico del brano dice proprio “Greensleeves was my heart of gold”: una scoperta interessante per tutti quelli che si sono scervellati su cosa fosse quel “cuore d’oro”.
Segue l’invernale Winterlong e poi Hitchhiker, dall’album perduto del 1976, mentre con Xmas time’s a comin’ entriamo nello spirito natalizio propriamente detto con la prima delle sei canzoni di Seven gates: A Christmas album, un disco del suo amico e collaboratore Ben Keith a cui lui partecipa in compagnia di Johnny Cash, Nicolette Larson, J.J. Cale e altri ancora. Non può mancare Star of Bethlehem, da American stars & bars, un brano magico scritto in uno dei periodi più cupi della vita di Young. Ma la cosa più strana è probabilmente una Ave Maria sull’aria di Schubert, però in versione hawaiana (!).
Ancora oltre, va la mostruosa Away in the manger, traditional con Neil all’organo. Insomma, è un fantastico delirio che spiazzerà soprattutto coloro che pensano al Neil Young country che in Italia è, tutto sommato, il più conosciuto. E non è finita perché Young annuncia che durante le feste ci sarà almeno una “fireside session”: «Daryl filmerà e io suonerò un po’ di canzoni ma non so esattamente quando, per cui: Keep tuned!».
Cosa ci può essere di meglio durante le feste?