Spettacoli

Il camino di Netflix, un successo delle feste. L’autore: “All’inizio mi hanno preso per pazzo”

Il fuoco del caminetto Netflix

Il fuoco del caminetto Netflix

 

L’immagine fissa di un fuoco crepitante è tra i contenuti più visti della piattaforma. Dura un’ora, è la creazione di uno specialista del genere: “Tutto è nato con dei topolini in un video per divertire i gatti”

2 minuti di lettura

Fuoco cammina con me. Ma se stai fermo va bene lo stesso. Meglio ancora se sei virtuale e non devo controllarti ogni tanto. E’ questo che devono aver pensato tutti quelli che durante i giorni di festa hanno tenuto acceso il caminetto Netflix, vai a sapere quanti sono ma in città non si parla d’altro. A occhio, sono parecchi e non solo in Italia, in rete si favoleggia che in alcuni Paesi europei sia entrato nella top ten dei più visti sulla piattaforma e ti si accende l’immagine del parente tramortito dal pranzo di Natale che dal divano fissa inerte lo schermo. Invece no: il fuoco che non c’è ha accompagnato, sì, pranzi e cene ma anche giri di tombola, scarta-la-carta e partite a burraco conferendo all’insieme quell’atmosfera che fa tanto Natale.

Di cosa stiamo parlando? Vai su Netflix, cerca “camino” e lo capisci. Esce un contenuto che si chiama “Camino per casa vostra – Fuoco crepitante da legno di betulla”. La “trama” recita: “Per la prima volta in Ultra-HD 4K, la fiamma che riscalda le feste di Natale, scoppietta e crepita in alta definizione, con immagini cristalline”. Quello è. Niente di più: l’immagine fissa, per un’ora, di un caminetto con il fuoco acceso con i rumori e rumorini del caso.

La cosa sorprendente è che la scheda Netflix riporti anche “regia: George Ford”. Cioè, l’immagine fissa del fuoco crepitante da legno di betulla è il parto di un autore. Che vanta in carriera altri capolavori del genere. Suoi Aquarium for your home: Saltwater Reef (2008), Mountain Stream (2008), Evening Crackling Campfire (2008), 8-Bit Digital Fireplace with music (2017): il primo è l’immagine di un aquario popolato da pesci della barriera corallina, il secondo un ruscello che scorre tra i monti, il terzo un fuoco da campo, l’ultimo è simile a quello dal quale siamo partiti ma in 8-Bit.

Non finisce qui.

George Ford nella foto del suo profilo X

George Ford nella foto del suo profilo X

 

Ford, che nel proprio profilo X si definisce “The Fellini of fire, the Coppola of combustion, the Orson Welles of wood” (Il Fellini del fuoco, il Coppola della combustione, l’Orson Welles del legno) è il fondatore della Pet Media Plus, con base a Longview, Washington, una società che produce strumenti per addestrare volatili a parlare e cantare e altre cose per animali domestici. Racconta all’Independent che tutto è cominciato “quando un giorno stavo girando Adventure cat, un video per tenere buoni i gatti di casa, in cui fissavo i movimenti di gruppo di topolini. Mi sono chiesto cos’altro potesse essere oggetto di un prodotto simile e poiché i miei figli da tempo mi chiedevano di costruire in casa un caminetto, ho pensato che sarebbe stato più semplice realizzarne uno virtuale, da mette all’interno della tv”.

Quando lo ha proposto a Netflix e ad altre piattaforme, racconta, “mi hanno preso per pazzo e si sono fatti una risata”. Strano. “Un paio di anni dopo, però, ho trovato la persona giusta, che ha considerato seriamente il mio progetto e si è messo in gioco a rischio di perdere la propria credibilità come buyer. E invece è andata come è andata”.

L'acquatio, altra creazione di Ford

L'acquatio, altra creazione di Ford

 

A voler proprio trovare un link con la piattaforma, basta pensare a quanti camini hanno fatto da sfondo a momenti topici della storia del cinema, da quelli giganteschi e inquietanti di Citizen Kane nei quali rimbombano le parole dei protagonisti, a quello contro il quale una furiosa Rossella O’Hara scaglia un piatto credendosi sola, salvo scoprire che c’è Rhett Butler sul divano – e mal gliene incolse; da quello davanti al quale si consuma l’amore tra il cavaliere oscuro Christian Bale e Marion Cotillard / Miranda Tate a quello addobbato a festa davanti al quale il piccolo Macaulay Culkin si ritrova, solo, ma felice di aver perso l’aereo e dunque di poter devastare la casa rimasta vuota. Piccole suggestioni che tuttavia niente hanno a che fare con il successo di quello che, in fin dei conti, è poco più di uno screensaver che – a quanto pare – diverte e non impegna. “Ciò che abbiamo perso nel fuoco lo ritroveremo nella cenere”, si dice ne I magnifici sette, ma grazie a George Ford non dovremo nemmeno perdere tempo a cercare.

I commenti dei lettori