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Gabry Ponte dopo la vittoria a San Marino: “Per l’Eurovision nessuna modifica del testo”

Gabry Ponte dopo la vittoria a San Marino: “Per l’Eurovision nessuna modifica del testo”
(ansa)

L’Ebu ha già dato l’ok al brano che contiene un riferimento a Craxi

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ROMA – Rispettando i pronostici della vigilia, Gabry Ponte ha vinto il San Marino Song Contest e ha ottenuto il pass per l’Eurovision. La rinascita internazionale dell'italo dance riparte da San Marino, con un biglietto per l'Eurovision di Basilea. L’artista torinese dell'edizione svizzera dell'Esc come rappresentante della Repubblica del Titano, potendo dunque contare potenzialmente anche sul voto degli italiani (nessun paese può votare per il proprio candidato e l'Italia è stato sorteggiata anche tra i paesi che potranno votare per San Marino il prossimo 13 maggio nella prima semifinale).

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"Ricordati che Tutta l'Italia potrà votare per te", ha fatto notare il Segretario di Stato di San Marino, Federico Pedini Amati, rivolto al vincitore subito dopo la proclamazione. "Questa canzone - ha confessato Ponte - mi ha dimostrato per l'ennesima volta quello che già era successo con gli Eiffel 65 e Blue 27 anni fa: che una canzone scritta in uno studio in poche ore può avere dei risvolti e un percorso pazzesco che uno non avrebbe mai immaginato. Adesso questa sfida di Basilea è molto eccitante e sono veramente contento".

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Gabry Ponte, 52 anni e da oltre 20 sulla breccia come dj e producer (con un certo numero di successi internazionali all'attivo), era comunque molto emozionato sabato sera, nel Teatro di Dogana di San Marino: "Sono 25 anni che faccio questo lavoro fantastico e credo che il giorno in cui salirò su un palco senza essere emozionato, sarà l'ultimo giorno in cui salirò su un palco", ha detto subito dopo la vittoria, ottenuta con un brano, Tutta l'Italia, nato in vista del grande appuntamento live fissato per il 28 giugno a San Siro (che ora sulla scia dell'Eurovision potrebbe vedere aggiungersi almeno un'altra data, vocifera qualcuno).

Il brano dance è contaminato con alcuni elementi folk della cultura italiana, dalla fisarmonica alla tarantella. "La musica definisce un pò la cultura e l'identità di un popolo, da sempre. Quindi mi piace molto contaminare la musica dance, che poi peraltro si presta tantissimo, più di qualsiasi altro genere musicale, a essere contaminata con il folklore. L'Italia ha una tradizione folkloristica enorme, quindi abbiamo preso questa volta un pò di pizzica, un pò di tarantella e ci siamo divertiti molto", ha aggiunto.

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Sul tipo di modifiche che potrebbe proporre per l'esibizione a Basilea, Ponte ha rimandato alle prossime settimane. "Per ora ci siamo concentrati prima su Sanremo e poi su San Marino, da domani ci mettiamo al lavoro sull'Eurovision per presentarci al meglio", spiega. Ma una cosa è già certa: l'Ebu non chiederà modifiche al testo perché aveva già dato il suo via libera prima del San Marino Song Contest. "Abbiamo mandato tutti i testI all'Ebu - ha spiegato il direttore di Una Voce per San Marino, Denny Montesi - perché sappiamo che non ci devono essere citazioni politiche e religiose nei testi. Quindi avevamo sottoposto due dubbi: uno riguarda il fatto che il brano di Gabry citasse Craxi e avanti popolo, l'altro riguardava il brano di Giacomo Voli, che citava l'Ave Maria. L'Ebu ha risposto che entrambi i brani non infrangono il regolamento", ha assicurato.

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A chi gli ha fatto notare che, dopo le polemiche su Espresso Macchiato dell'estone Tommy Cash, c'è chi ha detto che anche Tutta l'Italia propone un ritratto non proprio edificante del Bel Paese, Ponte ha risposto: "Noi l'abbiamo fatto in maniera ironica. Ci siamo messi a immaginare una fotografia di questo paese, scherzando su alcuni cliché che nel bene e nel male rappresentano un pò l'Italia agli occhi, non solo degli italiani, ma anche di chi vive fuori dall'Italia".

Sui due cantanti mascherati (che poi sono i due coautori della canzone) che lo hanno accompagnato sul palco sia a Sanremo che a San Marino, Ponte ha spiegato: "Ci sono delle persone che fanno questo lavoro ma che non amano apparire. A me faceva piacere avere le persone con cui ho scritto il pezzo con me sul palco, ho chiesto loro se avessero voglia di prendere parte a questa avventura, però allo stesso tempo rispetto la loro volontà e quindi abbiamo deciso tutti insieme che la soluzione poteva essere quella di avere dei cantanti mascherati che non devono mostrare la faccia ma possono cantare il pezzo che hanno contribuito a scrivere".

All'Eurovision Gabry Ponte si troverà in qualche modo anche a sfidare Lucio Corsi, che rappresenterà l'Italia a Basilea: "Lucio Corsi non lo conosco personalmente ma ho grande stima di lui. E sono sinceramente contento che sia andato lui all'Eurovision a rappresentare l'Italia perché parlavamo prima della musica come rappresentazione dell'identità di un popolo e una delle tradizioni più forti della musica italiana è proprio il cantautorato. E poi il pezzo di Lucio era uno dei miei pezzi preferiti di Sanremo", ha detto.

Che poi ha spiegato perché Tutta l'Italia non era in gara a Sanremo: "Il regolamento di Sanremo prevede che ogni artista che partecipa in gara debba cantare. Io sono un DJ, non canto. Abbiamo ragionato con Carlo su diverse possibilità per avere il pezzo in gara, ma non siamo riusciti a trovare una quadra che soddisfacesse il regolamento del festival e noi che abbiamo scritto la canzone" (l'unico altro artista in gara non cantante, Shablo, ha dovuto infatti presentarsi dichiarando i due feat di Joshua e Tormento, ndr.). "Poi Conti ha avuto quest'idea di farlo diventare la sigla e per me è stato un grande onore", ha aggiunto Ponte che ha voluto dedicare la vittoria di San Marino a tutti i suoi fan. "Devo tutto a loro", ha detto prima di ammettere che l'Eurovision non era mai stato prima nei suoi pensieri: "E' arrivato in maniera naturale, abbastanza inaspettata, se devo essere sincero. La cosa bella della musica, per cui io continuo a essere innamorato di quello che faccio, è che è tutto sempre imprevedibile".

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