Francesco Gabbani: “A X Factor dovrò dire dei no. Io ne ho presi tanti e mi hanno fatto bene”
di Andrea SilenziMILANO – Francesco Gabbani è la grande novità della diciannovesima edizione di X Factor, al via domani su Sky e Now. Presentata ieri in una affollata conferenza organizzata nella palestra del Liceo Artistico Boccioni di Milano, alla presenza di trecento studenti dell’ultimo biennio, la nuova edizione del talent vedrà ancora una volta Giorgia alla conduzione e Paola Iezzi, Jake La Furia e Achille Lauro al tavolo dei giudici. Qualche novità nel regolamento: dopo le tre puntate delle Audizioni, sono in programma due serate di Bootcamp dove, per passare alla fase successiva, sarà necessario il sì di tutti e quattro i giudici. Ultimo passaggio, le Last call, che sostituiscono le Home visit e durante le quali entreranno in gioco le temute sedie e gli “switch” (un concorrente già “promosso” deve lasciare il posto a un altro), che nelle edizioni precedenti caratterizzavano invece i Bootcamp. I live partiranno dal 23 ottobre, mentre la serata finale si svolgerà anche quest’anno in Piazza Plebi…
MILANO – Francesco Gabbani è la grande novità della diciannovesima edizione di X Factor, al via domani su Sky e Now. Presentata ieri in una affollata conferenza organizzata nella palestra del Liceo Artistico Boccioni di Milano, alla presenza di trecento studenti dell’ultimo biennio, la nuova edizione del talent vedrà ancora una volta Giorgia alla conduzione e Paola Iezzi, Jake La Furia e Achille Lauro al tavolo dei giudici. Qualche novità nel regolamento: dopo le tre puntate delle Audizioni, sono in programma due serate di Bootcamp dove, per passare alla fase successiva, sarà necessario il sì di tutti e quattro i giudici. Ultimo passaggio, le Last call, che sostituiscono le Home visit e durante le quali entreranno in gioco le temute sedie e gli “switch” (un concorrente già “promosso” deve lasciare il posto a un altro), che nelle edizioni precedenti caratterizzavano invece i Bootcamp. I live partiranno dal 23 ottobre, mentre la serata finale si svolgerà anche quest’anno in Piazza Plebiscito a Napoli.
Gabbani, è appena arrivato a X Factor. Quali sono le sue prime impressioni?
«È positivo, per me è un’avventura nuova, sia dal punto di vista professionale che personale. Questa prima parte mi è servita per capire il rapporto umano con il tavolo e l’entourage: è stato piacevole e non era affatto scontato che lo fosse. C’è grande interazione, siamo tutti professionisti con storie molto diverse e gusti diversi, ma c’è una bella atmosfera».
L’aspetto più difficile del ruolo di giudice?
«Avevo la preoccupazione del principiante. Mi faceva paura l’idea di dover dire dei no, e in quel contesto i no sono parecchi. È come affondare un colpo di sciabola nel sogno di qualcuno, anche se il colpo è sostenuto da motivi validi. Ma è un’esperienza che mi sta insegnando a rivalutare certe delusioni subite sul piano personale. Ho riletto con occhi diversi quei no che a me hanno fatto male (e me ne hanno detti tanti, ho incontrato il successo da ultratrentenne) ma che alla fine sono stati una fortuna. Ho sondato il mio vero desiderio di fare questo mestiere e la mia caparbietà. Spero che lo capiscano anche i ragazzi».
Avete già messo in atto dei rituali con gli altri giudici?
«Io sono una new entry ma tra loro c’è un legame che mi ha davvero colpito. Hanno grandi capacità professionali, umanamente sono persone eccezionali, poi è ovvio ed è giusto che facciamo venire fuori i nostri gusti, ma c’è armonia, soprattutto nel backstage. E sì, c’è un rituale: prima di andare via ci salutiamo tutti reciprocamente nei camerini e lo facciamo con grande gioia. È un appuntamento fisso che non si salta per alcun motivo. Com’è ovvio, quando inizieranno i live cominceremo a scannarci».
Achille Lauro in conferenza stampa ha detto: “Il talento è una menzogna. Bisogna capire cosa si vuole e lavorare duro”. Lei come si pone sul piano della scoperta o valorizzazione dei talenti?
«Il mio approccio è quello di cercare la verità, intesa come una sensibilità che permetta di scoprire il talento in modo naturale. Ovvio che si passi per la mia soggettività, non posso essere imparziale, ma per trovare il “fattore X” antepongo a tutto l’autenticità. Sono attratto da ciò che mi emoziona, al netto del genere. Poi c’è l’aspetto tecnico, avrà un peso il fatto che io ho sempre suonato, sono polistrumentista».
Quello che ormai è evidente a tutti è che le difficoltà per i ragazzi non sono tanto nel programma, quanto nel dopo. Come si fa ad accompagnarli una volta fuori dalla bolla?
«Idee specifiche non ne ho. Il problema esiste, la canzone resta centrale, vorrei che i ragazzi costruissero il loro percorso sulla veridicità e sull’essere rappresentati da quello che cantano. Perché alla fine le alchimie del mercato cambiano, ma la qualità resta. Cito un consiglio di Ornella Vanoni che ho fatto mio: indirizzare i ragazzi che hanno questo sogno a pensare non di fare musica per diventare famosi, ma diventare famosi perché hanno sempre fatto musica».
Qual è l’emozione per un giudice? Certo non il pubblico o la tv, a cui dovreste essere largamente abituati.
«Dico la verità: anche se salgo sul palco da anni, sono molto timido, faccio sempre un po’ fatica, non è proprio una passeggiata. Per me non è facile avere un ruolo in cui devi sempre esprimere qualcosa: penso che a volte basta anche fare meno».
Che progetti ha per i prossimi mesi?
«Il primo ottobre chiudo all’Arena di Verona il tour di quest’anno, pensato per celebrare dieci anni di pubblicazioni originali, un decennio di inediti. Sarà una festa con una piccola, grande novità: ci saranno degli ospiti sul palco, una cosa che non ho mai fatto prima. Canteranno con me Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Simone Cristicchi, Willie Peyote, Paola Iezzi. Tutti amici speciali».