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Gianluca Grignani: “Pausini un’amica, sulla cover non lo è stata. Sanremo? Non regalo più canzoni”

Gianluca Grignani: “Pausini un’amica, sulla cover non lo è stata. Sanremo? Non regalo più canzoni”

Il cantautore presenta la riedizione con cui celebra il trentennale di “Destinazione Paradiso”, annuncia il nuovo album “Verde smeraldo - Residui di rock'n'roll” e due date live in primavera. “Mi davano del maledetto a 23 anni, se ci avessi creduto mi sarei rovinato”

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Una presentazione live ma rigorosamente senza cellulari “per entrare nello spirito del 1995”, quando cioè usciva Destinazione Paradiso, che il 5 dicembre torna in un’edizione speciale con la quale Gianluca Grignani celebra il trentennale dell'album che diventò colonna sonora di una generazione. Una nuova copertina rispetto all’originale, spiega Grignani che «all’epoca avevo un'altra etichetta, che voleva fare più soldi possibili su di me, la copertina andava in quella direzione ma io soffrivo di questo fatto, perciò l'ho voluta riportare a come ero veramente, credo si siano ristabilite le cose, come il kharma, o le sliding doors».

Nel disco, anche una versione antecedente del successo Falco a metà, Libera le ali, e alcune foto dell'epoca, «come un poster dove faccio il dito medio perché ero stanco di fare foto». Tra i ricordi dell'epoca, anche un Festivalbar nel quale «mi sentivo imbrigliato dietro a un microfono senza cantare davvero, allora mi sono messo a girare intorno alla telecamera perché mi sentivo a disagio, ho pensato si evincesse che eravamo tutti in playback».

Intanto anticipa che il nuovo album dal titolo Verde smeraldo - Residui di rock'n'roll «sarà il primo di una trilogia concept e uscirà entro aprile, sarà molto blues, popolare ma non commerciale», e annuncia il ritorno con Trident per i live con due date: il 25 maggio all'Alcatraz di Milano e il 27 maggio all'Atlantico di Roma. Quanto a Sanremo, invece, «non ho mandato un pezzo, ci sarebbero dei brani ma quando nel 2023 sono andato con Quando mi manca il fiato non ho avuto nemmeno il premio della critica, non gli regalo più un mio brano. Oggi - ha detto - uso l'astuzia e non l'istinto».

Grignani è tornato anche sulla polemica con Laura Pausini per la cover di La mia storia tra le dita: la popstar, ha detto, «non mi ha fatto sentire il brano, ha cambiato testo e significato, passando dalla prima alla terza persona. È un'amica ma in quel momento non lo è stata. Se abbiamo risolto velocemente la questione, evidentemente non sono tanto lontano dalla verità». La diffida a Pausini «non la racconto, non voglio continuare il discorso» ha tagliato corto l'artista, spiegando poi che «non è stato difficile da gestire, ma fastidioso. E il finale della storia non è stato reclamizzato quanto il resto».

“Ingestibile” è l’etichetta che gli ha affibbiato Vasco Rossi, «me l’ha detto per tutta la vita - ha scherzato il cantautore - c'è una parte di me che non posso chiudere da qualche parte e basta», anche perché «non sono mai stato con i piedi per terra quando scrivo, sono concreto ma cerco di dire cose che colpiscano, non voglio dare morali ma reazioni e non ho scritto Destinazione Paradiso perché volevo suicidarmi». Supposizioni dell’epoca, tant’è che «mi davano del maledetto a 23 anni, quei giornalisti sarebbero stati da internare, se ci avessi creduto sarei stato rovinato, la responsabilità di scrivere è maggiore di quanto si pensi, dicono che mi abbiano fatto hype ma sarei stato Grignani lo stesso».

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