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Francesco De Gregori e l’eterno presente di “Rimmel”

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La recensione / Nel tour che ripercorre il capolavoro del ’75, il cantautore vola leggero sulle sue parole: zero nostalgia, molta verità, e quella sobria grandezza che trasforma ogni canzone in un tempo immobile
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Francesco De Gregori è diverso da tutti. La sua narrazione non ha bisogno di seguire un ritmo o di legarsi a un tempo qualsiasi. Porta in tour tutto Rimmel, senza ribaltare gli arrangiamenti, ma la nostalgia non si affaccia su quel palco pieno di rosso, con tanti musicisti a accompagnare questa esposizione di quadri e fotografie, che come tutta l’arte sincera non appartiene un solo periodo: è un sempre, un eterno ritorno che non perde colori. De Gregori è diverso perché fa volare le parole proprio come fa con la protagonista de La donna cannone, che tiene da parte per i bis perché il volo finale è il più lungo, il più intenso.

La qualità dei musicisti di questo tour è altissima e la voce di De Gregori non ha perso lo smalto degli anni di Rimmel. La grandezza sta nel porgere la sua vicenda artistica con una sobrietà che un tempo era ritrosia e oggi è consapevolezza: quando canta Pablo o Le storie di ieri fa politica senz…

Francesco De Gregori è diverso da tutti. La sua narrazione non ha bisogno di seguire un ritmo o di legarsi a un tempo qualsiasi. Porta in tour tutto Rimmel, senza ribaltare gli arrangiamenti, ma la nostalgia non si affaccia su quel palco pieno di rosso, con tanti musicisti a accompagnare questa esposizione di quadri e fotografie, che come tutta l’arte sincera non appartiene un solo periodo: è un sempre, un eterno ritorno che non perde colori. De Gregori è diverso perché fa volare le parole proprio come fa con la protagonista de La donna cannone, che tiene da parte per i bis perché il volo finale è il più lungo, il più intenso.

La qualità dei musicisti di questo tour è altissima e la voce di De Gregori non ha perso lo smalto degli anni di Rimmel. La grandezza sta nel porgere la sua vicenda artistica con una sobrietà che un tempo era ritrosia e oggi è consapevolezza: quando canta Pablo o Le storie di ieri fa politica senza alcun proclama, senza sottolineature. È tutto nelle parole di quelle canzoni, miracolose nella loro lucidità. Quando scherza parlando di Pezzi di vetro dicendo che «avevano ragione quelli che dicevano che si capisce niente. E infatti siamo ancora qua» definisce la sua idea di canzone, che non ha bisogno di essere spiegata. Come un quadro di Pollock o un brano di Dylan: basta abbandonarsi alla suggestione. Il valzer collettivo di Buonanotte fiorellino è la risposta alle urla del presente. E se qualcuno non balla, fatti suoi.

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Rimmel 2025

Francesco De Gregori

Voto: quattro stelle e mezzo su cinque

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