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Mika, il nuovo album è “Hyperlove”: “Un disco nato dalla mancanza di mia madre”

Mika, il nuovo album è “Hyperlove”: “Un disco nato dalla mancanza di mia madre”

La popstar torna dopo una lunga assenza discografica: “Non capisco il mondo intorno a me, torno nella mia zona sicura dell’adolescenza”

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Dopo tre anni di silenzio discografico, Mika torna con un nuovo album. Hyperlove è il il titolo del disco che segna un ritorno al pianoforte come centro creativo e inaugura una fase artistica che intreccia pop elettronico e accenni psichedelici. È un lavoro che esplora la tensione tra il digitale e la fragilità dei sentimenti, quella che, per usare una metafora, Mika definisce "l'elettricità che scocca tra il positivo e il negativo di una carica". Con oltre 20 milioni di album venduti nel mondo, dischi certificati Platino e Oro in 32 Paesi, un Brit Award e una nomination ai Grammy, il cantautore libanese naturalizzato britannico, ex giudice di X Factor, entra con Hyperlove in un capitolo personale e coraggioso della sua carriera.

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"Hyperlove è un progetto che nasce anche da un gesto molto intimo, l'ho fatto per me, come se fosse una medicina - racconta Mika -. Mi sono ritrovato dicendo: non capisco il mondo intorno a me, non capisco veramente quello che mi rende felice. Dunque torno nella mia safe space, nella mia zona sicurezza della mia adolescenza e della mia infanzia".

Lo stesso dialogo con il pianoforte, rimarca, "serve a metabolizzare il mondo intorno a me, per chiedermi dove sono, cosa mi piace e cosa mi rende felice. Per ritrovare questa energia dentro di me". Il disco si ispira a un immaginario musicale degli anni Ottanta, dai Talking Heads ai Pet Shop Boys e Frankie Goes to Hollywood, un periodo in cui la libertà di espressione trovava spazio anche in chiave pop e psichedelica. "Se parli del transcendentale in una canzone pop è considerato un pò strano oggi - osserva Mika - a me invece sembra perfetto per il momento che stiamo vivendo". Tra le influenze più recenti cita anche artisti come Geese e Cameron Winter, che gli hanno mostrato un abbandono alla spontaneità.

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Nell'album, il concetto di Hyperlove si lega anche alla riflessione sull'intelligenza artificiale e l'anima umana. "Sto cercando di capire questo concetto, questa carica elettrica che forma l'anima, e nell'intelligenza artificiale che metto anche in discussione nell'album - spiega -. Ci sono alcuni pezzi che parlano un pò di quel tema. Anche quella voce digitale, che non è digitale, l'ho scolpita visualmente prendendo una voce parlata all'inizio dell'album. Dunque, non è Ia, però è l'anima. In questo momento, se chiedi all'intelligenza artificiale di fare qualcosa, quello che mi spaventa di più è che c'è un pò della tua anima che rimane nella nuova voce".

Il disco nasce dall'elaborazione del lutto per la perdita della madre, Joannie Penniman, nel 2020. "Questo disco arriva dopo la mancanza di mia madre - racconta Mika - Avevo lavorato così tanto con lei, mi aveva formato, però mi sono reso conto che non mi aveva creato, non sono la sua creazione, sono la mia creazione. In questa realizzazione ho potuto assumere la responsabilità della mia autonomia creativa e della mia identità". Anche il legame con il suo cane fa parte del progetto. "Stavo cercando una maniera di chiudere l'album. A un certo punto, lei è venuta nello studio e mi ha guardato. Questi amici nostri a quattro piedi zampe saranno con noi per tanto tempo. Mi ha ascoltato e io ho ascoltato i suoi occhi, soprattutto. I cani parlano con gli occhi. Ho dedicato l'ultima canzone dell'album a lei, perché sentivo una connessione ciclica ed eterna".

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