Rimini – Il Komandante torna sul palco. L'attesa sta per terminare. Questa sera, allo Stadio Romeo Neri di Rimini, prende ufficialmente il via VascoLive2026 con la tradizionale data zero, il primo appuntamento di una tournée che attraverserà l'Italia per tutto il mese di giugno e che ancora una volta si annuncia come uno degli eventi musicali più imponenti d’Europa. Un viaggio lungo tutto il Paese che, ancora una volta, trasformerà ogni concerto in una grande festa con fan – 25 mila – da ogni parte d'Italia e dall'estero. “Il concerto – ha detto il rocker – è una forma di aggregazione straordinaria. Proviamo una sana e scandalosa felicita collettiva”
Tutto lo stadio canta “Albachiara”
La serata termina con Un mondo migliore, poi Vasco torna in scena con Sally, con Siamo solo noi, con Vita spericolata pianoforte e voce, con Canzone, con Albachiara. Adesso, scherza, «a giugno ci sono solo due certezze: il caldo e i concerti di Vasco». Uno striscione recita Pane e Vasco. Una serata da ricordare.
“Io non faccio discorsi dal palco, parlano le mie canzoni”
Prima di Faccio il militare, Vasco ha detto: “Io non faccio discorsi dal palco, parlano le mie canzoni. E chi non vuole intendere vada a farsi fottere”
Il capo del mondo
La prima parte del VascoShow è tutta concentrata sugli anni Ottanta: da Una nuova canzone per lei, Bolle di sapone e Domani sì, adesso no (dall’album Cosa succede in città, 1985) a Ciao e Lunedì (da Liberi… liberi, 1987). C’è chi ha atteso da giorni per vivere questi momenti, accampato con le tende sotto al sole, e guardagnarsi la prima fila. E così dev’essere andata per alcuni fan che, proprio sotto al palco, reggono lo striscione: “Zocca caput mundi”. Ovidio ringrazia.
Il potere… una droga!
Dopo aver aperto con Vado al massimo, incisa nel 1982 e che non portava sul palco dal 1983, e Ormai è tardi, dall’album del 1989 Liberi... liberi, arriva Fegato, fegato spappolato, il lato b del 1979 del classico Albachiara. È stato il momento giusto per Vasco per dire qualche parola al suo popolo: “Il potere è una droga, quindi al governo sono tutti drogati. Drogati di merda!”.
Iniziato il concerto di Vasco a Rimini
Con il prato e le tribune praticamente piene, e qualche svenimento per il grande caldo, è iniziato il concerto di Vasco Rossi a Rimini. Pochi istanti prima, gli altoparlanti hanno diffuso Maledetta primavera di Loretta Goggi: cori dallo stadio.
“Ultimo a Tor Vergata? Il mio record deve essere ancora infranto”
Il pensiero di Vasco Rossi vola già all'anno prossimo, quando festeggerà i 50 anni di carriera con un mega-evento su più date per 500 mila persone. Per ribadire che l'unico vero Komandante è sempre lui. E se il suo record da 225 mila persone del Modena Park nel 2017 sta per essere infranto il 4 luglio da Ultimo, con i 250 mila attesi a Tor Vergata, lui replica serafico: "Modena Park comunque è stato il più leggendario concerto del rock mondiale. L'anno prossimo chi vivrà vedrà. E comunque il mio record deve ancora essere infranto".
Vasco e la polemica su De Gregori
Nel corso di un incontro con i giornalisti prima del concerto di Rimini, Vasco ha espresso il proprio pensiero sul ruolo dell’artista, dopo le polemiche seguite alle parole di Francesco De Gregori sull’opportunità o meno di pronunciarsi sui grandi temi d’attualità. "Io parlo con le canzoni, anzi io sono le mie canzoni e mi schiero con loro. Rispetto il pensiero di De Gregori, perché ognuno ha il suo pensiero e fa quello che sente in base alla propria coscienza. Lo capisco, lui è un poeta e non un politico. Abbiamo già Salvini... Io non ho bisogno di fare discorsi dal palco – ha detto Vasco - i miei brani parlano da soli”.
La scaletta e le canzoni degli anni 80
La scaletta, con molte chicche insolite dal repertorio "è molto diversa dal solito - annuncia Vasco - perché parte dalle canzoni degli anni 80. Praticamente la prima parte è tutta con canzoni degli anni 80, canzoni che non facevo da tempo, che in tanti mi chiedevano. E' una scaletta proprio per i bongustai di Vasco Rossi, perché conoscono tutto Vasco Rossi dall'inizio, quindi saranno molto contenti, anzi ho già visto che sono entusiasti. Ci sono canzoni che non si sentivano da tanto tempo, e che addirittura non erano neanche mai state fatte. Tutto questo sempre per portare un po’ di gioia, perché noi artisti portiamo un po’ di gioia".
Vasco: “Sarà un concerto molto provocatorio”
"Questo sarà un concerto molto provocatorio, molto ironico, con una grande ironia feroce, per sdrammatizzare un po’ e anche esorcizzare questo momento storico e buio, nel quale violenza, odio e paura sono all'ordine del giorno". Così Vasco Rossi, parlando con i giornalisti a poche ore dalla data zero del suo tour Vasco Live 2026, allo stadio Romeo Neri di Rimini. Un concerto, ha spiegato il rocker, "al grido di 'non siamo mica gli americani' (un riferimento all'album del 1979, ndr) e che dice già tutto, perché noi non siamo mica gli americani. Eravamo cresciuti, pensavamo di essere un po’ anche noi americani, invece no, non siamo americani, noi siamo italiani, non possiamo stare a sparare in giro, invece loro possono sparare agli indiani… Non è questione di essere quello più forte o più prepotente ma è stato un errore pensare di esserlo stati".
“La musica è resistenza attiva contro i sociopatici che scatenano guerre”
“Il potere – afferma Vasco – ha sempre bisogno che la gente sia affetta dalla tristezza, diceva Spinoza. Noi portiamo gioia. La musica è una forma di resistenza attiva contro questi sociopatici che scatenano guerre e distruzioni in cui a soffrire è solo la popolazione civile. Purtroppo domina la legge del piu forte. E’ la potenza della propaganda e del rimbecillimento della popolazione”.
Vasco: “Vado al massimo? Scritta per provocare”
“Vado al massimo è come l’incipit di un libro. L’avevo scritta per andare a provocare quelle facce ingessate, quel mondo ipocrita e bigotto che non è morto, e la ricanto per andarci di nuovo contro”. Così Vasco in un incontro con i cronisti spiega perché abbia scelto Vado al massimo per aprire il concerto: non la eseguiva live dal 1983
I numeri del live, evento-monstre
Intorno a Vasco Live si muove una vera e propria città itinerante. Per trasportare il gigantesco palco sono necessari 36 tir, mentre lo staff complessivo coinvolge circa 600 persone. A queste si aggiunge il personale locale, che varia dalle 400 alle 650 unità per ogni data tra facchini, addetti alla sicurezza e tecnici impegnati quotidianamente nel montaggio e nella gestione delle strutture.
Le “generazioni Blasco”
Un risultato, quello di Vasco, che nessun altro artista italiano riesce a replicare con questa continuità. Dal 2022 a oggi sono stati venduti oltre tre milioni di biglietti per i suoi concerti. Anche il dato generazionale racconta l'unicità del fenomeno. L'età media degli spettatori è di 38 anni, ma a ogni concerto si registrano circa 1.500 under 18. Nel pubblico convivono bambini di appena un anno e fan che hanno superato i novant'anni.
I fan di Vasco, un mondo a parte
A raccontare la portata del fenomeno Vasco contribuiscono i numeri del Blasco Fan Club, che oggi supera i 125mila iscritti, risultando il fan club ufficiale più grande d'Italia, tra i più importanti d'Europa e nella top five mondiale. I dati relativi al soundcheck fotografano una partecipazione distribuita su tutto il territorio nazionale. La Lombardia rappresenta il 19% delle presenze, il Veneto il 13%, il Lazio il 7% e il Piemonte il 6%, mentre l'Emilia-Romagna da sola supera il 22% del totale. Tra le città spiccano Rimini con il 5%, Modena con il 4% e Bologna con il 3%. Ma il popolo del Blasco da tempo ha superato i confini nazionali. Per l'evento di ieri sono arrivati fan da 18 Paesi esteri differenti. I più lontani hanno raggiunto la Riviera dall'Australia, dall'Argentina e dall'Uruguay.
Vasco 2026, le canzoni in scaletta
Il soundcheck del 29 maggio ha già lasciato intravedere alcune sorprese particolarmente apprezzate dagli appassionati più fedeli. Ad aprire le danze è stata Vado al massimo, che Vasco non faceva live dal 1983. Tra i brani emersi durante le prove figurano anche Fegato, fegato spappolato, Bolle di sapone, Se ti potessi dire e (Per quello che ho da fare) Faccio il militare. Grande curiosità soprattutto per Una nuova canzone per lei, proposta durante le prove, in quella che risulta essere la prima esecuzione dal vivo dal 1985. Accanto alle rarità non mancheranno naturalmente i classici che da decenni rappresentano la colonna sonora di intere generazioni, da Vita spericolata a Albachiara.