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Ultimo, le 5 cose da sapere prima di partire per il concerto, dalle bottigliette al wallet

Non sarà un live come gli altri, meglio organizzarsi per tempo. Cosa ricordare, cosa portare (o non portare), quali precauzioni. Perché la giornata sia davvero “una favola”
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ROMA – C’è poco da dire: quello di Ultimo non sarà un concerto come tutti gli altri. Per la location, per la logistica, per la quantità di pubblico, per la quota totale di ore che impegnerà ciascuno spettatore, tra viaggio, attesa, spettacolo. E allora è meglio organizzarsi per bene, senza trascurare alcuni elementi utili e non rischiare di dover dire “ops” quando sarà troppo tardi. L’apertura degli ingressi è fissata per le 7 di sabato 4 luglio, ma è preferibile arrivare nel primo pomeriggio: sarà anche divertente arrivare presto e godersi la giornata e l’attesa, ma questo significa stazionare sotto al sole e in mezzo alla folla per una quantità di ore che rischia di consumarvi. Se poi per Ultimo siete disposti anche a questo, allora buon per voi. Ecco le cose da sapere affinché la “favola” resti davvero tale.

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1. Biglietto pronto, senza smanettare

Non lasciate il biglietto nella mail, nella app, o insomma in un “luogo” che vi costringerà a smanettare mentre sarete in coda all’ingresso con, dietro, centinaia di persone. Meglio scaricarlo e salvarlo offline, meglio ancora conservarne anche una copia stampata sull’antico ma sempre efficace supporto cartaceo, con il qr code bel leggibile. Se avete un e-ticket, salvatelo nel file dello smartphone o nel wallet. Occhio, invece, se avete il FanTicket cartaceo: non deve essere accartocciato, sgualcito, con le chiazze di unto del panino, ma chiaro, leggibile e integro.

2. Il wallet ti salverà

Si presume che abbiate scaricato la app ufficiale “La favola per sempre”. Avete fatto bene, soprattutto per quel che riguarda l’uso dei soldi. Perché il concerto sarà cashless: all’ingresso vi verrà dato un braccialetto che voi terrete gelosamente inchiodato al polso per tutto l’evento. Vi servirà per accedere al vostro Pit, ma soprattutto per pagare tutto quel che vorrete acquistare – dal cibo alle bevande al merchandising – all’interno dell’area. Approntate la app, create un account e soprattutto caricate il wallet perché farlo a Tor Vergata significa rischiare di rimanere a secco, con il caldo, la folla e la rete che collassa. A proposito: tra viaggio, messaggi a mamma per dire che siete arrivati, post e video, rischiate di scaricare il telefono nel giro di un attimo: portate con voi una power bank.

3. Se sei dentro non vai più fuori

Avete preso tutto prima di passare i controlli? Sappiate che una volta entrati nell’area dell’evento con lo scanner del Qr code o del codice a barre del biglietto, non potrete più ri-uscire e rientrare con lo stesso biglietto. Ricordatevi prima di tutto quel che vi serve (biglietto, cibo, acqua, eventuali medicinali, power bank, cappello e protezione solare etc etc), perché ciò che resta in macchina lo rivederete solo quando sarà tutto finito.

4. Viaggiare leggeri

Da regolamento (trovate tutto sulla app) sono vietati trolley, valigie, zaini e borse che superino i 10 litri di capienza e/o 30 x 22 centimetri di dimensioni. Non portatevi dietro tutta casa, perché rischiate di rallentare la fila o di dover lasciare qualcosa ai varchi. Tipo la borraccia in alluminio, in vetro, in titanio, in acciaio: tutte vietate. Ammesse le bottigliette (con tappo) da massimo 0,5 litri ma solo con acqua, ok borracce in plastica o silicone (sempre max 0,5 litri e solo con acqua). Ok integratori di sali minerali (le bustine, o confezionati) toast, panini, snack, frutta, frutta secca, noci e barrette (ma guardate sempre la app per sicurezza).

5. Il bagno è traditore

Naturalmente in ogni settore sono presenti servizi igienici (circa duemila bagni chimici in tutta l’area). Ma anche per questo serve la giusta strategia. Cercate di capire dove si trovano appena arrivate, intercettate i più vicini, trovate un punto di riferimento da condividere con i vostri amici e dove possiate ritrovarvi. Non dite “aspettami qui” perché, come per le dune del deserto, quel “qui” può mutare forma, luogo e consistenza nel giro di pochi istanti. E non sarebbe bello aver speso soldi e tempo per godersi l’evento musicale dell’anno in solitudine, davanti a una cabina blu.

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