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Morto Francesco Guccini, Mattarella: “Scompare un poeta, le sue canzoni hanno segnato questi anni”

Francesco Guccini nel 1987
Francesco Guccini nel 1987 
Il cantautore se n’è andato a 86 anni. Il saluto del mondo della musica, degli amici, della sua Emilia e di più generazioni di appassionati. Il Presidente della Repubblica: “Un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza"
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Il mondo della musica, e non solo, piange Francesco Guccini, scomparso oggi a 86 anni. Il Maestro ha segnato la vita di più generazioni, con canzoni e pensieri che hanno rappresentato meglio di ogni altra cosa la vita quotidiana.

Saviano: “Non è servito, eppure ci ho creduto e ogni tanto ci credo ancora. Questa è la fregatura che mi lasci”


“Ti avevo creduto, Francesco. A diciassette anni comprai il tuo primo disco. Ti ho ascoltato. E oggi mi chiedo: era sbagliato tutto quello che mi avevi insegnato a sentire? Credere alla giustizia significa spesso andare contromano. Guardali: quelli con le mani spaccate, i turni di notte, le monete contate a fine mese. Oggi molti hanno votato per chi li affama. Non perché abbiano tradito la sinistra. È la sinistra che ha cambiato indirizzo, dimenticando chi parlava di bollette mentre lei parlava di spread. Quel vuoto lo hanno riempito i ciarlatani: non hanno dato risposte, hanno dato un nemico. A chi non ha nulla sembra già qualcosa. Così il colpevole è diventato il ragazzo sbarcato con addosso una maglietta. Non chi ha tolto il lavoro, alzato gli affitti, impoverito i salari. Il tuo Amerigo oggi lo respingerebbero. E a insultarlo sarebbero i nipoti di Amerigo. La rabbia è vera. È l’indirizzo a essere falso. Non gli tolgono solo il salario: gli tolgono gli strumenti per capire chi glielo sta togliendo. Li derubano due volte, e la seconda li convincono perfino a ringraziare. Dovevamo vivere un’umanità nuova. Invece oggi vince chi accumula soldi e sa fregare gli altri. Noi ci avevamo creduto, con le tue parole in bocca, al Palapartenope, cantando quei versi. Non è servito. Eppure ci ho creduto. E, ogni tanto, ci credo ancora. Questa è la fregatura che mi lasci”. Così Roberto Saviano in un post pubblicato sui suoi account social.

Giuli: “Guccini patrimonio nazionale, al di là di ogni strumentalizzazione di parte”

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, si associa alla commozione per la scomparsa del contautore Francesco Guccini: “Uno dei maggiori interpreti della canzone d’autore italiana, meritevole di un ricordo unanime al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica”, afferma.
“Il suo amore per la libertà, espresso nella forma di un personale socialismo libertario - prosegue -, ne fece il cantore del sacrificio praghese di Jan Palach così come l'originale custode del senso delle ‘radici’ (esplicito nell'album così intitolato). Sentimenti, ricordi, vicende individuali e collettive, ciclicità e inesorabilità del tempo, interrogativi profondi sulla vita e sulla morte hanno caratterizzato le sue canzoni, che rimarranno tra i beni culturali nazionali”.

Samuele Bersani: “Mi piace pensare che Lucio sia lì a fare da guida a Francesco”

"Mi piace pensare che se esiste un posto di pace dopo la vita, Lucio oggi sia lì ad accogliere Francesco, chiamandolo da lontano per nome con un urlo secco e tenorile dei suoi, per poi cominciare subito a fargli da guida, un pò come in questo raro frammento bolognese del 1986, quando il mondo di oggi era uno scenario tutto da immaginare...". Lo scrive sui social Samuele Bersani, che affida il suo addio a Francesco Guccini anche a un video in cui il cantautore, giubbotto rosso e basco nero, passeggia per Bologna accanto a Lucio Dalla, in uno scambio di ricordi di infanzia, aneddoti e idee per il futuro.

Baglioni: “Porti via con te pezzi di storie di molti”

"Addio maestrone. Porti via con te pezzi di storie di molti. Possano farti compagnia". Questo il pensiero che Claudio Baglioni affida a Instagram ricordando il cantautore scomparso.

Meloni: “Livoroso con me, ma continuo a cantare le sue canzoni”

"Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni". Lo afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. 'Cirano' e 'Cristoforo Colombo' sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale. Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia le persona libetto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l'ideologia: sono unara e la libertà di leggere e ascoltare tutto -al di là delle differenze- sarà sempre la mia bussola".

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Scompare un poeta, le sue canzoni hanno segnato questi anni”

"Con Francesco Guccini scompare un poeta, un musicista, un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza. Ai familiari va il più sentito sentimento di cordoglio", è il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Beppe Carletti: “Dal nostro incontro con Guccini è nato il grande sogno dei Nomadi”

“Con Francesco ci siamo cresciuti. In quella Modena meravigliosa degli anni Sessanta che ha visto la nascita del beat, al Bar grande Italia, quando anche noi ragazzi di paese potevamo sognare e insieme costruirci un futuro di musica. Fu Dodo Veroli, il nostro produttore, a farci incontrare. Dal nostro incontro con Guccini è nato il grande sogno". Così sui social Beppe Carletti, dei Nomadi, ricorda il cantautore. "Interpretare le sue prime canzoni è stato il nostro atto di coraggio e ribellione. Credo che la nostra collaborazione sia stata unica nel panorama della musica italiana. Lui, colto, un po’ schivo ma carico di quella autenticità tipicamente emiliana che abbiamo subito condiviso. Era il nostro essere, è il nostro essere, sarà il nostro essere. Con Francesco saremo compagni di viaggio e di musica per sempre, con Augusto Daolio e con tutti gli altri amici che sono nel nostro cuore".

I Nomadi a Sanremo nel 1971
I Nomadi a Sanremo nel 1971 

Caterina Caselli: “Grati per il suo lascito culturale”

"Ho appreso la notizia stamattina e sono crollata in un pianto che non riuscivo a fermare. Ho il privilegio di conoscere Francesco Guccini da tanto tempo, di stimarlo come autore, musicista, poeta. E soprattutto di conoscere da vicino la sua bontà, la sua generosità". Lo scrive Caterina Caselli, sui suoi profili social, ricordando il maestro scomparso oggi. "Dopo il terremoto dell'Emilia ho cantato con lui, insieme a tanti altri artisti. Ero emozionatissima, non ero allenata, temevo di fare brutta figura. Ma la causa era troppo importante: dovevo esserci, vicina alla nostra gente, quella che parla il nostro stesso dialetto. Gli dissi: 'Francesco, sono troppo emozionata'. E lui: 'Ma bevi un bicchiere di vino!'. La sua ironia, il suo affetto per me erano sempre accesi. Lo chiamavo il mio fratellone". "Ho amato tutte le sue canzoni – continua Caselli - Una fra tutte, quella che ho condiviso con lui: Per fare un uomo. Sono vicina a Raffaella, a sua figlia Teresa e alla sua mamma Angela, a tutte le persone che gli hanno voluto bene. Siamo in tanti, lo so. E so che gli saremo per sempre grati per il lascito culturale che ci consegna. Caro Francesco, mio caro fratellone, fa’ buon viaggio. So con certezza che ci rivedremo, non so quando. Lassù troverai tante persone della mia famiglia che mi proteggono, e tanti amici e colleghi: potrai fare un grande concerto. Noi ti ascolteremo sempre e tu continuerai a farci compagnia".

Antonello Venditti: “Mancherai al futuro e a tutti noi”

"Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame! Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell'eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione Mancherai al futuro e a tutti noi!”. Così Antonello Venditti rende omaggio al cantautore scomparso. E conclude: “Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra".

Guccini e il tifo per Juve e Pistoiese. “Stregato” da Platini

Cantautore impegnato, dagli anni '80 Francesco Guccini si era anche appassionato al calcio. Da ragazzo simpatizzava per la Pistoiese, la squadra più vicina alla sua Pavana, al confine tra Toscana ed Emilia, ma non seguiva molto. "Nei tempi in cui ero a Bologna non tifavo per nessuna squadra", spiegò in un'intervista, "a differenza dei miei amici tifosissimi del Bologna". Successivamente, però, aveva riscoperto il fascino dello sport più popolare grazie all'epica impresa dell'Italia al Mundial del 1982. Così aveva iniziato a sostenere la Juve per Michel Platini. "Ho sempre avuto una simpatia lontana per lui", spiegò, "da anni, ogni partita della Juve la guardo". Con qualche sfottò con i bolognesi: "Quando la Juve vinse col Barcellona, un amico tifosissimo mi disse: 'Eh dai, ma loro giocavano largh...'. Ora, io, ogni volta che il Bologna perde chiamo Comaschi: 'Come mai avete giocato cosi' larghi?'". Nel 2024, già con problemi alla vista per una malattia, aveva stretto amicizia con il centrocampista valdostano Hans Nicolussi Caviglia, ex Juve e Venezia ora al Parma, che era andato a trovarlo con il papà per regalargli la sua maglia.

Il cuore spezzato di Cristiano De André

Il messaggio di Cristiano De André, accompagnato dall’emoticon di un cuore spezzato: “Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve C.».

Finardi: “Se ne va una delle figure più importanti del dopoguerra italiano”

"Con Francesco Guccini se ne va una delle più importanti figure del dopoguerra italiano”, scrive Eugenio Finardi in una nota; “ha raggiunto Fabrizio, Franco, Pino, Ivan e troppi altri che hanno segnato un'era storica straordinaria per la canzone popolare italiana".

Valerio Mastandrea: “A 6 anni il mio primo concerto di Guccini”

"Mi dispiace tantissimo. Io lo vidi per la prima volta a sei anni, i miei genitori mi portarono a un suo concerto a Roma, al Gianicolo. Quando lo incontrai glielo dissi, 'ti ho visto a sei anni al Gianicolo'. E lui 'era il Pincio'. Mi ha ammazzato'". Così, sul filo dell'ironia, Valerio Mastandrea rende omaggio a Francesco Guccini, pescando tra i ricordi d'infanzia, mentre si trova al Festival di Locarno per presentare il film Armony.

L’Anpi saluta il cantautore: “Ci hai regalato passione civile”

L’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani, saluta in un post il cantautore scomparso: "Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo. Grazie".

Tullio De Piscopo: “Ci ha lasciato un grande poeta”

"Ciao Francesco. Ci ha lasciato un grande poeta. Musicista e cantautore libero veramente": così il ricordo di Tullio De Piscopo

Guccini e la canzone su Piazza Alimonda: “La morte a quel G8 la storia nella storia”

Il cantautore e l’ispiratore, il maestro di parole e l’animale da osteria, il contadino e lo scrittore, il grande narratore di storie e (anche, talvolta soprattutto) la coscienza politica e sociale di una fetta importante di Paese. Tra le tante versioni di sé stesso con cui Francesco Guccini ha segnato i suoi, nostri anni, rimarrà anche quella dell’artista militante, penna di lotta e di opinione. LEGGI L’ARTICOLO

Ramazzotti: “Guccini grande Maestro”

"Grande maestro, la tua arte non morirà mai". Con queste parole, accompagnate da una foto dell'artista, Eros Ramazzotti ha salutato sui suoi profili social Francesco Guccini.

L’Associazione Coscioni: “Guccini impegnato per le riforme di libertà”

L'Associazione Luca Coscioni esprime le sue più sentite condoglianze alla famiglia di Francesco Guccini: "Oltre al valore culturale della sua produzione artistica – sottolinea l'associazione in una nota – si ricorda l'attenzione e la sua partecipazione civica rispetto a molte tematiche di riforme di libertà, tra cui quelle per il fine vita che nel 2021 lo portarono a firmare il nostro referendum Eutanasia Legale".

Le canzoni di Guccini sparate a tutto volume in via Paolo Fabbri 43

Le canzoni di Guccini sparate a tutto volume in via Paolo Fabbri 43

Zucchero commosso: “Dormi in fondo al mio cuore”

Non ti ho mai perduto, con quanto amore, stai soltanto dormendo in fondo al mio cuore". Così Zucchero ricorda sui social il grande Francesco Guccini, morto oggi all'età di 86 anni.

Zuppi: “Guccini e io insieme a Auschwitz”

Anche la pagina Instagram del cardinale e arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, ha ricordato Francesco Guccini. “Oggi l'Italia – si scrive in una nota – saluta Francesco Guccini, poeta della musica e narratore dell'anima, voce tra le più autentiche della cultura italiana. Nel corso degli anni ha coltivato una sincera amicizia con il Cardinal Zuppi, fondata sul dialogo, sul rispetto reciproco e sulla comune attenzione verso l'umanità e gli ultimi. Il suo ricordo continuerà a vivere attraverso le sue parole, la sua musica e il suo esempio.

L'arcivescovo di Bologna ha espresso "a nome della Chiesa di Bologna vicinanza nella preghiera, cordoglio e partecipazione al dolore della famiglia". In questi anni, ricorda la diocesi, diversi sono stati i momenti di incontro con il cantautore, bolognese d'adozione, che per decenni con le sue canzoni, scritti e riflessioni ha raccontato e interpretato la società italiana. Nel 2016 Guccini e Zuppi avevano accompagnato insieme, ad Auschwitz, un gruppo di studenti nell'ambito dell'iniziativa 'Un treno per la memoria' partendo dalle note e dalle parole della suo brano 'Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)'. L'anno successivo, il 21 aprile 2018, insieme a migliaia di bolognesi, Guccini aveva incontrato Papa Francesco in piazza San Pietro a Roma all'udienza speciale al termine del pellegrinaggio di ringraziamento della Chiesa di Bologna, guidato dall'arcivescovo, per la visita pastorale del Papa sotto le Due torri dell'1 ottobre 2017. Nel luglio del 2023 Guccini aveva partecipato a una serata-evento, nel complesso della Basilica di Santo Stefano a Bologna, sul tema della memoria nell'ambito dell'iniziativa 'Un alfabeto per l'umanò, dialogando con il cardinale Zuppi e don Luigi Verdi, fondatore della Comunità di Romena.

Mannoia: “Oggi siamo tutti un po’ più soli”

"Oggi siamo un po’ più soli. Ciao Cirano". Con queste parole e un emoticon con il cuore spezzato Fiorella Mannoia ricorda sulla sua pagina Instagram Francesco Guccini.

Il dolore per Guccini in via Paolo Fabbri 43: la strada si riempie delle sue canzoni

BOLOGNA – Mentre le canzoni di Guccini vengono sparate a palla da un furgone, c’è chi ha lasciato un mazzetto di fiori discreto nella fioriera accanto ai gradini del portone di via Paolo Fabbri 43. C’è chi arriva con altri fiori e un bigliettino che recita semplicemente “Francesco”: basta il nome, non c’è da aggiungere altro. C’è un corriere che lavora in zona e che si ferma tre volte, gli occhi pieni di versi e canzoni. E poi un biglietto, lasciato in terra, scritto velocemente, come velocemente è arrivata la notizia: “Ciao Francesco, con te va via la miglior parte della mia vita”. Lo ha lasciato una signora bionda, Angela. Un sasso a tener fermo quel saluto, a tener fermi decenni di musica e di emozioni, per non lasciarle andare via. LEGGI L’ARTICOLO

A Modena il lutto cittadino nel giorno dei funerali

Nel giorno del funerale di Francesco Guccini verrà proclamato il lutto cittadino a Modena. Lo annuncia il Comune in una nota. Appresa la notizia della sua scomparsa il sindaco Massimo Mezzetti, cui si è unito l'assessore alla cultura Andrea Bortolamasi, ha voluto esprimere inoltre il suo cordoglio a nome dell'amministrazione comunale e della città tutta: "Ognuno di noi ha un proprio Guccini. Una frase di una canzone che torna alla mente nei momenti importanti della vita, una pagina di un suo libro, un verso che ci è rimasto dentro. Quando se ne va un artista come lui, non perdiamo soltanto un grande protagonista della cultura italiana: salutiamo qualcuno che, in modi diversi, ha fatto parte della nostra storia personale", fa sapere Mezzetti. "Per me è anche questo – prosegue –. Da ragazzo sono cresciuto con le sue canzoni. Hanno accompagnato gli anni delle domande, delle amicizie, degli ideali, della scoperta del mondo. Come è accaduto a tanti della mia generazione. Guccini è riuscito, con una sincerità rara, a dare parole a sentimenti che spesso non sapevamo ancora esprimere".

Il libro postumo di Guccini: “Tutto cominciò con una ragazza in bicicletta”

«È nato da un brogliaccio di cui mi ha parlato un mio amico, che ne ricavò anche uno spettacolo di cabaret. Due storie, quella della ragazza in bicicletta e quella della fanciulla illibata che rimane incinta facendo il bagno nel Reno». Uscirà postumo a settembre per Giunti l’ultimo libro a cui Francesco Guccini ha lavorato fino agli ultimi giorni. Potremmo definirlo il suo testamento spirituale per le generazioni future. Perché ha un titolo che solo lui poteva scegliere, Calde le pere!, e il sapore di storie di un tempo lontano. Racconto po’ salace, boccaccesco se vogliamo, che ben si inserisce nella tradizione della novellistica italiana. LEGGI L’ARTICOLO

Carletti ringrazia Guccini: “È per te che i Nomadi sono ancora qui”

"Guccini è stato un nomade, perché se i Nomadi sono ancora qua è grazie anche alle sue canzoni. Ha dato tanto come poeta, come cantautore. Di lui bisogna dire che è unico, non ne vedo di simili, perché di persone così ne nasce una ogni tanto. La vita lo ha donato a noi Nomadi ma anche a tutte le persone che amano le canzoni cantautorali. Io posso solo dire: grande Francesco, grazie a te i Nomadi sono ancora qua". È il messaggio di Beppe Carletti, fondatore dei Nomadi.

Vasco Rossi: “Noi, fra la via Emilia e il Roxi bar. Ci mancherai”

Un gigante della musica italiana, Vasco Rossi, saluta il proprio Maestro, Francesco Guccini: "Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato 'di moda' ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l'allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la via Emilia...E il Roxi bar. Resterai per sempre nei nostri cuori".

Con Guccini alla radio e tra gli operai. Il ricordo di Gino Castaldo

Lo conobbi al Folkstudio, e dopo che aveva cantato in quella cantinaccia polverosa che però era il locale più famoso d’Italia, ci si mise a chiacchierare. Succedeva a quei tempi, perché quando Francesco Guccini venne a suonare era già Guccini, era già famoso, ma suonava per le massimo duecento persone che entravano in quel buco. Le intratteneva con le sue battute folgoranti e le sue canzoni dolorose, e poi era normale che si facesse amicizia grazie a quel carico di enorme umanità che accompagnava ai tempi i giganti della canzone d’autore. Non solo. LEGGI L’ARTICOLO

Cristiano De André: “Guccini voce libera come mio padre”

"Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve". Così Cristiano De André ricorda il cantautore scomparso oggi..

Guccini, il poeta delle osterie che con Carlin Petrini sognava un mondo migliore

Il 21 maggio scorso aveva pianto la scomparsa dell’amico di una vita, Carlo Petrini. Ora, a 86 anni, anche lui ci ha lasciati. Francesco Guccini, il cantore delle osterie, l’appassionato di buon cibo e di goliardia, che fu vicino al fondatore di Slow Food fin da prima della nascita dell’associazione, e che fu tra i firmatari del manifesto istitutivo pubblicato il 3 novembre 1987 sul Gambero Rosso, allora supplemento del quotidiano Il Manifesto. LEGGI L’ARTICOLO

Un mazzo di margherite in via Paolo Fabbri 43

Un mazzo di margherite è stato portato dai fan in via Paolo Fabbri, civico 43, strada di Bologna dove Francesco Guccini ha vissuto per anni. "Via Paolo Fabbri 43" è anche il titolo di una canzone, ecco gli ultimi, famosissimi, versi:

"Se tutto mi uscisse, se aprissi del tutto i cancelli,

farei con parole ghirlande da ornarti i capelli,

ma madri e morali mi chiudono, ritorno a giocare da me:

do un party, con gatti e poeti,

qui all'alba in via Fabbri 43!"

I fiori in via Paolo Fabbri 43 a Bologna
I fiori in via Paolo Fabbri 43 a Bologna 

Bertoncelli: “Criticare Guccini fu un errore di gioventù. L’avvelenata? Ecco come andò davvero”

Riccardo Bertoncelli, critico musicale 74enne, ha il merito di aver provocato uno degli inni di Francesco Guccini più noti, amati e salaci, L’avvelenata. La strofa è del Maestrone è “tanto ci sarà sempre, lo sapete / un musico fallito, un pio, un teorete / un Bertoncelli, un prete a sparare cazzate».

Cosa fece per meritarsi questa invettiva?

«Nel 1975 a proposito del suo album Stanze di vita quotidiana, che per inciso nemmeno lui considera tra i migliori, scrissi sulla rivista Gong che non capivo perché Guccini continuasse a cantare e in sostanza lo accusai di essersi piegato alle esigenze del mercato discografico. “Non appartiene più a se stesso - scrissi proprio queste parole - e finisce col ripetersi. I suoi testi sono senza magia, nudi, freddi. Noiosi”». LEGGI L’INTERVISTA

Ligabue ricorda Guccini: “L’ho ammirato sconfinatamente”

"Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene". Così Luciano Ligabue ha ricordato Francesco Guccini in un post su Instagram abbinato a una foto che lo ritrae insieme al cantautore scomparso oggi all'età di 86 anni.

Gianni Morandi: “Se n’è andato un vero poeta”

"Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n'è andato un vero poeta. Ciao Francesco". Così Gianni Morandi sui social ricorda Francesco Guccini.

Padre Spadaro: “Guccini ha costruito il pensiero in forma interrogativa”

Di Francesco Guccini "resta il catalogo delle domande. Che è, poi, una sua grande eredità". Così su X padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero vaticano per la cultura e l'educazione del Vaticano. "Francesco Guccini è morto stamattina a Pàvana, a 86 anni, nella casa dei nonni, sull'Appennino dove era stato bambino durante la guerra. Umberto Eco disse che era il più colto dei cantautori italiani. Ha costruito un pensiero in forma interrogativa, e l'ha lasciato lì, aperto. Le sue canzoni finiscono spesso con una domanda. 'Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire. Che senso avranno mai, che senso abbiamo? Noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa'. È una scelta precisa. Vecchioni lo ha detto meglio di chiunque: lui parlava di dubbi per vivere. Eppure – prosegue Spadaro –, non c'è nichilismo. Si definiva 'agnostico inquieto in cerca dell'infinito': uno che si ferma alla domanda, senza risolverla. Ma il caso di Dio è morto fu eclatante. La Rai la censurò; Radio Vaticana la trasmise. Guccini commentò che 'i censori Rai si dimostrarono più papisti del Papa', e aveva ragione. Quel Dio lo uccidono – ieri come oggi – le guerre, il razzismo, i falsi miti del consumo e del potere; e nel finale risorge, 'in ciò che noi crediamo'. Il titolo viene più da Ginsberg che da Nietzsche: è un grido di denuncia, non una sentenza metafisica. In Guccini il lessico sacro non è ornamento: è struttura del linguaggio poetico. L'apocalisse che attraversa la Canzone dei dodici mesi, il tempo che torna su sé stesso invece di procedere, la nostalgia dell'assoluto rimasta senza oggetto. Era un uomo di soglia. Campagnolo inurbato, eterno studente, fra la Via Emilia e il West: sempre tra due rive, mai su una sola".

Fazio: “Si porta via un pezzo della nostra vita”

"La scomparsa di Francesco Guccini si porta via un pezzo della nostra vita, del nostro tempo. È un dolore grande", ha scritto Fabio Fazio su social.

Prodi: “Guccini mi disse che era stanco di vivere ma pensava al prossimo libro. Quante chiacchierate insieme”

“Un dispiacere enorme, enorme…”. Il professor Romano Prodi lo ripete insistentemente al telefono, aveva visto Guccini non più tardi di un mese fa, salendo a Pavàna, come faceva tutti gli anni, per chiacchierare tra i boschi dei destini del mondo. “Sì, ci siamo sempre visti, più spesso io da lui negli ultimi tempi. E l’ultima volta l’avevo trovato proprio avvolto in una nuvola di tristezza e allo stesso tempo di serenità. Era stanco di vivere, me lo aveva ripetuto più volte, ma allo stesso tempo era in attesa che uscisse il suo nuovo libro a settembre. E già aveva in mente di scriverne un altro. Parlavamo di tutto, avevamo davvero una grande condivisione della società, le stesse preoccupazioni. Io, come tutti, lo chiamavo il maestrone”. Di Guccini cantautore, Prodi sapeva poco, le canzoni più famose gliele facevano sentire in famiglia. Però si appassionava ai suoi testi, alla sua sensibilità, alle sue invettive e alle sue malinconie. LEGGI L’ARTICOLO

Ruggeri: “I suoi racconti tra anarchia e aspettative”

"Un'altra perdita incolmabile. Ha raccontato emozioni, stati d'animo, speranze, rimpianti, tra anarchia e aspettative. Si è schierato quando farlo era una scelta pericolosa". Così sui propri canali social il cantautore Enrico Ruggeri nel ricordare Francesco Guccini.

Guccini nel 2022: “Meloni ha due facce, ma quella vera è violenta. La destra ha sempre amato i miei testi”

Guccini, qual è il suo primo ricordo delle elezioni?

"Quelle del 1948, vissute qui a Pavana: avevo quasi otto anni. Mio padre era tornato da un campo di concentramento in Germania, la Casa del fascio era diventata Casa del popolo, comunisti e democristiani litigavano con urla altissime. Il prete, don Quinto Pelagalli, acceso anti-comunista, svolgeva il suo apostolato secondo la massima di Guareschi: "Nell'urna Dio ti vede, Stalin no". LEGGI L’INTERVISTA

Pieraccioni: “Divertiti nel solito locale, grazie di tutto”

"Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale ma il bere non si paga e non fa male". L'attore e regista Leonardo Pieraccioni ricorda sui social il grande Francesco Guccini, morto oggi all'età di 86 anni, prendendo in prestito le parole del brano del 1983 Gli amici. E poi aggiunge: "Divertiti Francescone nel solito locale e grazie, grazie davvero di cuore".

Gassmann: “Guccini sempre dalla stessa parte, con intelligenza e poesia”

"Sempre dalla stessa parte, sempre nella stessa direzione, con intelligenza e poesia. Addio". Così l'attore e regista Alessandro Gassmann ricorda sui social il grande Francesco Guccini.

Venditti: “Hai lasciato questo mondo infame, ci mancherai”

Un messaggio social pieno di ricordi e nostalgia, quello di Antonello Venditti, in memoria dell’amico scomparso. "Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame! Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell'eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione... Mancherai al futuro e a tutti noi! Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra...".

De Pascale: “L’Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro”

"Oggi l'Emilia-Romagna – il cordoglio del governatore, Michele De Pascale – perde il suo grande Maestro. La scomparsa di Francesco Guccini addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione. Guccini è stato uno dei nostri più grandi artisti, cantautore, scrittore, illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le nostalgie delle storie di ognuno. Generazioni sono cresciute con la profondità dei suoi versi a segnare momenti della propria vita e della società attorno, facendosi ispirare dal suo sguardo poetico, fine, impegnato, unico nel cogliere le sfumature, tra sogni, paure, speranze, malinconie, quelle che ci uniscono tutti e tutte.

Schlein: “Guccini sempre dalla parte degli ultimi”

"Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro paese. E l'Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda". Sono le parole sui social della segretaria del Pd, Elly Schlein. "In un tempo di slogan e rumore ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale di tutta la comunità democratica".

Bonaccini: “Addio Maestro, ci mancherai”

Non poteva mancare il messaggio di cordoglio di Stefano Bonaccini, ex governatore dell’Emilia-Romagna. "Ci ha lasciato Francesco Guccini. Paroliere, cantautore e poeta nato 'tra la via Emilia e il West'. Addio maestro, mancherai tantissimo".

Casini a Guccini: “Bologna non ti dimenticherà”

"Nelle tue canzoni ci hai raccontato il tuo mondo, che così è diventato un po’ anche il nostro. Ciao Francesco, Bologna non ti dimenticherà". Lo scrive Pier Ferdinando Casini, bolognese doc, su Instagram.

Bersani: “Un minuto di silenzio e torniamo a cantare le sue canzoni”

"Un minuto di silenzio. E poi torniamo a cantarlo. A Francesco Guccini". Così l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in un post sul proprio account X.

Quando Guccini cantò con Dalla e Vecchioni in un’osteria

Dalla con Guccini e Vecchioni: 'Porta Romana'

Guccini e l’incontro tra “avvelenati” con Fabri Fibra

Non la vedi dalla strada, e infatti la superiamo, tocca tornare indietro e fare una piccola discesa fino a che si arriva in una corte. È una casa antica. Francesco Guccini, il proprietario, ci spiegherà poi che fu la casa dei suoi nonni, «che però ai tempi, siccome eran mugnai, stavano al mulino», oggi lì ci vive suo cugino – il mulino invece non funziona più. Siamo naturalmente a Pavana, borgo appenninico sospeso tra Emilia e Toscana, soprattutto luogo mitico per chi di Guccini è fan. Tra questi si annovera Fabri Fibra, che di Guccini sa tutto anche se non l’aveva mai incontrato. LEGGI L’ARTICOLO

Il sindaco Lepore: “Piange Bologna e piange tutta l’Italia”

"Quel giorno è arrivato e così le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell'Italia intera. Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio. L'amicizia. A tutta la famiglia di Francesco Guccini esprimo l'immenso cordoglio mio e della città di Bologna". È il messaggio appassionato e commosso del sindaco Matteo Lepore, concluso alcune strofe del brano Cirano.

Guccini e l'addio alla musica nel 2012: "Basta dischi e niente più concerti"

L'addio di Guccini: "Basta dischi e niente più concerti"

Gabbani: “Le sue parole hanno regalato bellezza”

"Le parole continuano a vivere anche quando chi le ha scritte se n'è andato. Le tue continueranno a indicare la strada, a fare domande, a regalare bellezza". Così il cantautore Francesco Gabbani ricorda sui social il grande Francesco Guccini. I due artisti hanno collaborato per 'Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti...' del 2019, una raccolta di Guccini composta da canzoni scelte dallo stesso cantautore e reinterpretate con differenti artisti italiani. Insieme hanno cantato 'Quattro stracci', brano del 1996. "Sei stato un riferimento – prosegue Gabbani nel post – un uomo capace di trasformare la poesia in musica e la musica in pensiero. Grazie per averci insegnato il valore delle parole. Buon viaggio, Francesco".

Guccini intervistato da Assante e Castaldo nel 2015: “Sono un po’ snob, odio le stazioni. Ma amo raccontare”

RepTv News, Guccini: "Sono un po' snob, odio le stazioni, amo raccontare"

Simona Ventura: “Uno dei più grandi poeti della cultura popolare italiana”

"Addio a uno dei più grandi poeti della cultura popolare italiana. Restano, per sempre, le sue canzoni: uniche, proprio come lui. Buon viaggio". Così Simona Ventura ricorda sui social il grande cantautore Francesco Guccini, morto oggi all'età di 86 anni.

Pupi Avati: “Geloso per l’amicizia con Dalla. La sua Bologna quella più autentica

"Guccini ha raccontato Bologna e l'Emilia nel modo più proprio, con convinzione e senza alternative. Mentre per Lucio Dalla c'erano altri mondi, per Guccini c'era i mondi chiusi ma sempre molto ricchi come quello di via Fabbri. Mondi che gli hanno permesso di crearsi un suo modo poetico molto autentico e coerente". È commosso il ricordo dello sceneggiatore e produttore bolognese Pupi Avati: "Per Guccini ho vissuto una grande ammirazione artistica e anche una sorta di gelosia nel senso che lui era molto amico di Lucio Dalla, ma anche io. E questo fatto ci divideva un po'. Faceva sì che lui umanamente non mi piacesse tanto, lo stesso accadeva a lui di essere un po' geloso del mio rapporto con Lucio. Dalla era la bella donna della nostra storia, sia io che Francesco lo corteggiavamo, eravamo tutti sedotti da Lucio perché era lui la persona più creativa. L'amicizia nei riguardi di Lucio – ha proseguito Avati – ha fatto sì che io e Francesco non fossimo mai amici ma sempre competitor. Ma per me è un dolore vedere che tutta quella Bologna straordinaria lì se ne sta andando, e ce ne rendiamo conto solo adesso".

Un anno fa l’incontro tra Guccini e Michele Serra

Una pioviggine grigia inzuppa l’Appennino tosco-emiliano, ma la vecchia cucina di casa Guccini è un presidio inespugnabile di voci amichevoli, di luci e di profumi. Ci si sente al riparo dal tempo, non soltanto il triste meteo che ristagna fuori dalla porta; anche il tempo cronologico, il passare degli anni, come se il convivio fosse una forma di tenacia, di indifferenza alle mode e di resistenza alle offese della vecchiaia. Se Crono bussasse alla porta, lo si farebbe accomodare a tavola (non per caso si dice: ingannare il tempo). Qui si mangia, si beve e si parla come se nulla potesse mai impedirlo. Non ricordo più chi scrisse: ogni attimo perfetto contiene l’eternità. Francesco ne ha ottantacinque, è appena tornato a casa dopo un lungo e travagliato ricovero in ospedale e per lui “tornare a casa”, la sua vecchia casa di Pavana, ai bordi della Porrettana che si srotola verso Pistoia, vuol dire davvero impugnare il tempo, tutto assieme, perché qui è stato bambino, qui sua nonna e sua madre hanno governato la casa e insegnato a campare, qui lui vorrebbe che tutto quanto vada a finire, quando sarà l’ora, nello stesso posto dove tutto è cominciato. LEGGI L’ARTICOLO

Guccini e l'innocenza dell'eskimo

Va detto una volta per tutte: nel 1968, nessuno, proprio nessuno (studente e/o contestatore) indossava l'eskimo. Le foto delle assemblee delle manifestazioni di quell'anno ne sono inoppugnabile documentazione: la gran parte dei giovani indossa giacca camicia cravatta, i jeans sono rarissimi, piuttosto numerosi i golf di lana pesante, spesso di fattura domestica. L'eskimo come costume (quasi) di massa verrà solo dopo. Due testimonianze. La prima è strettamente personale. L'eskimo (allora chiamato K2) venne acquistato da mio padre, nell'ottobre del 1967, in un negozietto di via Prè, a Genova, per proteggere il corpo adolescente del figlio dal "freddo terribile" di Milano, dove avrebbe frequentato l'università. La seconda testimonianza è quella, autorevolissima, di Francesco Guccini che, parlando appunto di quell'indumento, così scriveva oltre dieci anni dopo: "Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà / non era la rivolta permanente diciamo che non c'era e tanto fa". LEGGI L’ARTICOLO

Applausi alla Camera per Guccini

Applausi nell'Aula della Camera per Francesco Guccini. Quando la capogruppo del Pd Chiara Braga ha annunciato visibilmente commossa che "ci ha lasciato Francesco Guccini", si è levato un lungo applauso nell'emiciclo di Montecitorio. "Un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo", ha detto Braga proponendo a settembre un momento in ricordo del Maestro in Aula. Diversi deputati, tra cui Gianangelo Bof di Futuro Nazionale, hanno concordato con la proposta della dem.

Da “La locomotiva” a “Via Paolo Fabbri 43”, i testi di Guccini che hanno incantato generazioni

“È un cantapensiero, un cantadubbio, il più alto e il più vero che io conosca”. Così Roberto Vecchioni raccontava Francesco Guccini, morto oggi 6 agosto a 86 anni a Pavana. Era un romanziere prestato alle canzoni. Uno che, a colpi di citazioni, ha fatto scoprire tanta poesia e tanta letteratura a intere generazioni. LEGGI L’ARTICOLO

Dalle osterie all’anarchia: il maestrone che ha fatto cantare le generazioni

Gli eskimi non usciranno più dai guardaroba, il vino non rientrerà nei fiaschi e le osterie non riapriranno. Francesco Guccini se n’è andato e se si vuole ora ripercorrere la sua storia va cercata, più che qui, nelle sue canzoni, perché è lì che l’ha messa e si è raccontato per tutta la vita. La sua discografia è stata una lunga autobiografia, così generosa di dettagli da chiamare un album come suo zio, Amerigo, e indicare perfino la residenza, che tempi quei tempi: via Paolo Fabbri 43, dove oggi arriveranno pellegrini fiori calici sigarette e versi, perché - anche se il Maestrone non ci viveva da un pezzo - quello sarà sempre il suo indirizzo nella mappa dell’anima musicale italiana. LEGGI L’ARTICOLO

Zingaretti cita ‘Dio è morto’ e scrive: “Addio e grazie di tutto”

"Addio e grazie di tutto". Ha scritto su Facebook Nicola Zingaretti, ex segretario del Pd, citando la monumentale Dio è morto. 'Perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura una politica che è solo far carriera il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e un dio che è morto nei campi di sterminio, dio è morto coi miti della razza, dio è morto con gli odi di partito, dio è morto".

È morto Francesco Guccini. Aveva 86 anni

Il Maestrone se n’è andato. Francesco Guccini, 86 anni, è morto questa mattina a Pàvana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari. La famiglia informa che “nel rispetto delle sue volontà le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni in forma strettamente privata” e chiede che “in questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità”, ringraziando “tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre". LEGGI L’ARTICOLO

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