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Dolly Parton, scoppia la faida sull'eredità. Il nipote accusato di minacce dal manager dell’artista

Dolly Parton, scoppia la faida sull'eredità. Il nipote accusato di minacce dal manager dell’artista

Danny Nozell ha denunciato Bryan Seaver per minacce ed estorsione in una richiesta di ordine restrittivo depositata in tribunale

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Grandi litigi in nome della regina del country, e dei suoi lasciti. Volano i fogli di carta bollata sull'eredità di Dolly Parton: la faida sull'enorme patrimonio lasciato dalla stella del country, morta ad agosto, è esplosa pubblicamente quando lo storico manager della cantante ha accusato di minacce e estorsione Bryan Seaver, il nipote ed ex responsabile della sicurezza della zia.

Le accuse contro Seaver sono contenute in una richiesta di ordine restrittivo depositata in tribunale. I documenti aprono uno spiraglio sulla battaglia in corso per il controllo dell'impero costruito da Parton, morta il 25 agosto all’età di 80 anni, che include il parco divertimenti Dollywood, il Songteller Hotel e il museo Life of Many Colors, la cui apertura è prevista questo mese.

La richiesta di ordine restrittivo è stata presentata alla Davidson County Chancery Court di Nashville da Shès Alive, la società incaricata di sovrintendere alle numerose attività imprenditoriali di Dolly Parton. A guidarla è Danny Nozell, storico manager della cantante. Seaver è stato licenziato la scorsa settimana dall'incarico di responsabile della sicurezza delle proprietà della cantante. Nei documenti giudiziari depositati ieri viene accusato di aver avviato "una campagna oscena, deliberata e sempre più aggressiva di minacce" con l'obiettivo di spillare denaro dall'eredità di Dolly Parton.

Tra le prove presentate figurano alcuni messaggi di testo nei quali una persona, identificata come Bryan Seaver, avrebbe rivolto pesanti minacce ad almeno uno dei partner commerciali di Dollywood: "Diventerò la mano della vendetta per tutta la mia famiglia", avrebbe scritto, secondo quanto riportato nella denuncia.

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