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ANNIVERSARI

Edwige Fenech, 70 anni da icona sexy a nonna felice

Protagonista di decine di film di genere negli anni 70, è poi stata raffinata conduttrice televisiva e coraggiosa produttrice di cinema e tv. "Le donne non devono avere paura dell'età"
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"Oggi sono quella che alla mia età si definisce 'una bella signora', e va bene così". Edwige Fenech, che il 24 dicembre festeggia 70 anni, si è definita così qualche anno fa in un'intervista a Repubblica in cui si è raccontata con allegria e senza rimpianti. E anche se ha costruito una carriera solida che l'ha portata a diventare una raffinata conduttrice televisiva e una coraggiosa produttrice di cinema e serie tv, sa bene che la sua bellezza è rimasta scolpita al cinema e nelle infinite repliche sul piccolo schermo in ruoli dai nomi bizzarri, da Giovannona a Ubalda, ma proprio per questo unici e indelebili.


La carriera di Edwige Fenech inizia alla fine degli anni 60 ma la popolarità arriva all'inizo dei 70 "svestendo" ruoli di donne ingenue e provocanti in oltre sessanta film tra commedie sexy e gialli all'italiana in cui è stata soldatessa, supplente, insegnante, poliziotta e anche La pretora per Lucio Fulci nel '76, titolo rimasto nella memoria per il suo primo nudo integrale. La lunga e prolifica stagione cinematografica si chiude in qualche modo nel 1984 con la felice interpretazione della madre apprensiva di Gianmarco Tognazzi in Vacanze in America di Carlo Vanzina: Edwige Fenech mantiene il suo ruolo di seduttrice, tentando anche Don Buro-Christian De Sica ("Lei che è così buono, mi sblocchi". "Te sblocco? Ma pe' chi m'hai preso, pe' padre Ralph?"), ma è uno dei pochi film in cui usa la sua voce e il suo affascinante accento senza essere doppiata. "Naturalmente non rifarei tutto quello che ho fatto - ha raccontato l'attrice - oggi è facile dirlo, all'epoca avevo bisogno di lavorare, avevo un figlio. Tanti film sono anche felice di averli girati, ma ho molto litigato per i titoli: Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda mi mandava al manicomio. Mi vergognavo, non sono andata neanche alla prima. Poi anni dopo Veltroni nella sua recensione ne parlò bene. Una sera mi sono seduta da sola davanti alla tv e ho visto l'Ubalda; c'erano scene di nudo, ma niente di volgare. Non ho mai venduto il mio corpo né la mia anima".


Negli anni 80 sposta la sua carriera in tv e diventa una raffinata conduttrice affrontando anche una Domenica In e il Festival di Sanremo nel '91, accanto ad Andrea Occhipinti. Dagli anni 90 sceglie poi di occuparsi quasi esclusivamente di produzione cinematografica e televisiva con la sua società Immagine e cinema. "Dopo aver dimostrato a me stessa e agli altri che sapevo fare questo mestiere - ha raccontato - ho capito che ammiravo molto gli attori. E visto che avevo un certo gusto, mi piaceva trovare buoni soggetti, mi sono messa a fare il produttore: Commesse fu una scommessa. Quando la proposi in Rai mi dissero che le serie con le donne non funzionavano. Hanno continuato a offrirmi ruoli ma ormai facevo un altro lavoro, non m'interessava più".

Nel 2007 torna davanti alla macchina da presa accettando un cameo in Hostel: Part II, un film prodotto da Quentin Tarantino che non ha mai nascosto l'ammirazione per i B-movie italiani e per Edwige Fenech in particolare, definendola la sua musa ispiratrice. Lo stesso Tarantino le ha fatto autografare l'intera collezione dei suoi film e in Bastardi senza gloria il personaggio interpretato da Mike Myers si chiama Ed Fenech in suo onore.
Con Quentin Tarantino 
"Oggi la felicità è avere serenità in famiglia" ha detto Edwige Fenech nel 2015 in occasione del suo ritorno in tv nella serie tv È arrivata la felicità, mettendo al primo posto la gioia della nascita della sua nipotina Asia. "Essere nonne è bello - ha concluso - le donne non devono avere paura dell'età". 

Edwige Fenech, il ritorno in Tv