Spettacoli

Accusa di stupro per Fabrizio Lombardo, all'epoca boss di Miramax Italia e collaboratore di Weinstein. Ex modella: "Disse che mi avrebbe presentato il produttore, mi violentò in albergo"

Secondo la denuncia presentata da Sara Ziff, accadde nel 2001, quando lei aveva 19 anni. Nella causa coinvolta anche la Disney. Con l'esplosione del MeeToo Asia Argento aveva già parlato del ruolo di Lombardo come l'uomo che procurava le donne a Weinstein
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Stuprata da uno stretto collaboratore di Harvey Weinstein. Il nuovo atto di accusa che si abbatte su Hollywwod arriva da Sara Ziff, ex modella e fondatrice di Model Alliance, un gruppo di difesa di modelle e creativi della moda, che accusa Fabrizio Lombardo, ex capo della Miramax in Italia, di essere stata violentata in un albergo dove era stata attirata con la promessa di un incontro con Weinstein, all'epoca potentissimo produttore hollywoodiano e amministratore delegato della società, condannato per crimini sessuali a New York e in California, che sta scontando 39 anni di prigione.

Le accuse

La causa è stata presentata lo scorso 6 aprile al tribunale dello stato di New York dalla donna. Secondo la ex modella, i fatti risalirebbero al 2001 quando aveva 19 anni ed era un'aspirante attrice. Ziff racconta di aver assistito alla proiezione di un film in una sala privata a New York con Lombardo, che aveva poco più di 40 anni. L'aggressione sarebbe avvenuta successivamente nella suite di un albergo dove, ovviamente, non c'era nessuno.

Citata in giudizio anche Disney

Miramax all'epoca era di proprietà della Walt Disney, che ha venduto lo studio cinematografico a un gruppo di investimento nel 2010. E Ziff cita nella sua accusa anche Weinstein, Miramax e la stessa Disney, sostenendo che erano a conoscenza della pericolosità di Lombardo "per le donne che incontrava sul lavoro", ma di non aver fatto nulla per impedirglielo.

Harvey Weinstein nel 2020 al suo arrivo arriva alla Corte di Manhattan per il processo a sua carico
Harvey Weinstein nel 2020 al suo arrivo arriva alla Corte di Manhattan per il processo a sua carico 

Il legame tra Lombardo e Weinstein

Ziff sostiene che Lombardo e Weinstein erano "molto legati": il produttore, in passato ha attribuito a Lombardo il merito di avergli salvato la vita e nel 2003 è stato testimone al matrimonio del collega che spesso è comparso ai margini delle molte storie e accuse sugli abusi di Weinstein ai danni di giovani donne. È stato anche menzionato nell'azione collettiva per molestie sessuali intentata contro la Weinstein Company nell'ottobre 2018. Ma questa è la prima volta che lui stesso viene accusato di violenza sessuale in un tribunale.

Le accuse di Asia Argento

È anche la prima volta che Sara Ziff parla pubblicamente della propria esperienza, nonostante sia stata determinante nell'aiutare gli altri a raccontare le loro storie di abusi sessuali, grazie a Model Alliance.

Nel 2017, però, la donna aveva presentato una denuncia al dipartimento di polizia di New York City, ma non era poi stata formalizzata nessuna accusa. In quello stesso anno, Lombardo veniva accusato da quattro donne, tra le quali Asia Argento e la modella Zoe Brock, di essere il tramite del signor Weinstein - e in parte di essere stato impiegato dalla Miramax a tale scopo. In varie interviste, Lombardo ha sempre negato queste accuse e non è mai comparso in tribunale durante la class action, che è stata successivamente risolta nell'ambito della dichiarazione di fallimento della Weinstein Company.

La Adult survivors act

"Sono sempre stata frustrata dal fatto che quelle persone sembrano sfuggire a qualsiasi tipo di responsabilità", ha detto Ziff sottolineando di aver preso la decisione di rivolgersi ad un tribunale quando a New York è stata approvata la Adult survivors act (Asa) nel maggio 2022, una legge che estende fino al novembre 2023, i diritti delle vittime di reati sessuali di intentare azioni civili che altrimenti sarebbero andate in prescrizione. 

Ziff ha ricordato di essere andata alla firma del disegno di legge con il governatore e con altre donne conosciute nel corso degli anni, che avevano parlato dei loro abusi e traumi. "Sembrava che ci fosse la possibilità di fare qualcosa per quello che era successo - ha concluso - anche se è accaduto molto tempo fa".