Spettacoli

Morto Treat Williams, il leader hippie del film 'Hair'

Una scena di 'Hair': da sinistra,  Don Dacus, Treat Williams, Annie Gold e Dorsey Wright
Una scena di 'Hair': da sinistra, Don Dacus, Treat Williams, Annie Gold e Dorsey Wright 
L'attore aveva 71 anni. È rimasto vittima di un incidente motociclistico nel Vermont
3 minuti di lettura

È morto l'attore Treat Williams, famoso per i suoi ruoli da protagonista nella serie tv Everwood e nel film Hair. Aveva 71 anni. Il decesso è avvenuto ieri, lunedì 12 giugno, a causa di un incidente stradale nel Vermont. La polizia riferisce che l'attore era su una moto quando si è scontrato con un suv nel Dorset.

Il rapporto della polizia

"Williams non è stato in grado di evitare una collisione ed è stato sbalzato dalla sua moto. Ha riportato ferite gravi ed è stato trasportato in aereo all'Albany Medical Center di Albany, New York, dove è stato dichiarato morto", ha fatto sapere la polizia.

Treat Williams
Treat Williams (ansa)

La conferma dell'agente dell'attore

Il decesso dell'attore è stata confermata a People dal suo agente Barry McPherson. "Sono devastato. Era un uomo meraviglioso. Aveva così tanto talento. Era un grande attore. I cineasti lo adoravano. È stato il cuore di Hollywood dalla fine degli anni 70. Era davvero orgoglioso della sua prestazione quest'anno. È stato così felice del lavoro che gli ho trovato. Ha avuto una carriera equilibrata".

Il cast del film 'Hollywood Ending', da sinistra: Barney Cheng, Tiffani Thiessen, il regista Woody Allen, Debra Messing, Treat Williams e la produttrice Letty Aronson
Il cast del film 'Hollywood Ending', da sinistra: Barney Cheng, Tiffani Thiessen, il regista Woody Allen, Debra Messing, Treat Williams e la produttrice Letty Aronson (ansa)

Gli inizi

Richard Treat Williams, questo il suo nome completo, era nato il 1 dicembre 1951 a Stamford. La sua città natale fa parte dell'area metropolitana della Grande Mela, la madre era un'antiquaria e il padre un manager d'azienda. Tra i suoi antenati c'erano il grande Barnum (l'uomo dei maggiori circhi americani) e Robert Paine, uno dei padri della Dichiarazione d'Indipendenza. Fu ammesso al Marshall College di Lancaster e poté dar sfogo fin da ragazzo alla sua passione per il teatro e la musica esibendosi in spettacoli via via sempre più professionali, fino a far parte del cast teatrale del musical Grease.

Treat Williams
Treat Williams (ansa)

I primi ruoli

Debutta al cinema nel 1975 con Deadly Hero, un thriller indipendente, ma si fa le ossa a Hollywood con particine secondarie in film diretti da autori di successo come Richard Lester, John Schlesinger, John Sturges. Vive a New York quando, nel 1979, Milos Forman lo scrittura per Hair, il film che gli cambierà la vita e che viene da un grande successo a Broadway.

Il successo con Hair

"È stata probabilmente la più grande esperienza della mia carriera - ha detto in seguito - mi sono messo un paio di jeans e una giacca una mattina qualunque e ho camminato dal mio appartamento fino a Central Park per cominciare a girare. Era tutto così semplice! Certo, un sacco di preparazione, un duro lavoro per le coreografie e le canzoni, ma alla fine abbiamo cominciato a girare e tutto sembrava più che reale. Forman è stato uno dei più grandi registi di ogni tempo per me".

Treat Williams
Treat Williams (reuters)

La nascita di un mito

Treat Williams amava il suo lavoro, per ogni film aveva accenti entusiasti e per ogni regista un apprezzamento, ma al momento del vero debutto (coronato dalla candidatura al Golden Globe per il ruolo in Hair del leader hippie Berger che morirà in Vietnam per sostituire l'amico Claude) non ha nessuna coscienza di diventare un mito. In realtà per tutta la vita rimarrà l'idolo della generazione pacifista al tempo del Vietnam e non troverà mai più un ruolo altrettanto carismatico.

Ottimi film

Il clamore per la sua scomparsa è certamente legato anche ad altri ottimi film diretti da grandi autori 1941: Allarme a Hollywood di Steven Spielberg (sempre del 1979), mentre due anni dopo recita in Il principe della città di Sidney Lumet, per il quale ottiene una seconda candidatura ai Golden Globe. E ancora: C'era una volta in America di Sergio Leone del 1984 (Treat è il sindacalista Jimmy Conway), Cose da fare a Denver quando sei morto di Gary Fleder (1995), L'ombra del diavolo di Alan J. Pakula (1997), Hollywood ending di Woody Allen (2002).

La carriera in Italia

Come molti americani della sua generazione trovò una seconda vita professionale in Italia lavorando tra gli altri con Vittorio Caprioli, Pasquale Squitieri, Pupi Avati, ma dall'inizio degli anni 2000 ottenne fama anche fuori dal cinema.

Non solo cinema

Nel 2001 fu protagonista del musical Follies vincendo il Drama League Award e dall'anno dopo divenne un beniamino delle serie tv con Everwood in cui era il celebre neurochirurgo Andy Brown e poi in Chesapeake Shores con il ruolo del patriarca di una grande famiglia americana. Nella serie compare fino alle puntate dello scorso anno.

La vita privata

Sposato con l'attrice e produttrice Pam Van Sant dal 1988, ha avuto due figli di cui parlava spesso attribuendo alla solidità della famiglia la vera ragione della sua costante empatia con un vastissimo pubblico.

Il ricordo di amici e colleghi

"Treat e io abbiamo trascorso mesi a Roma per girare C'era una volta in America", ha scritto sui social l'attore James Woods. Lo amavo davvero e sono devastato dal fatto che se ne sia andato".

"Lavorare con Treat Williams in Speed-the-Plough di Mamet a Williamstown nel '91 è stato l'inizio di una grande amicizia", ha twittato la scrittrice, regista e produttrice Justine Bateman. "Dannazione, dannazione. Treat, eri il migliore. Ti amo".

"Treat Williams era un uomo appassionato, avventuroso e creativo", è il post dell'attore Wendell Pierce. "In un breve periodo di tempo, ha fatto subito amicizia con me e il suo spirito avventuroso era contagioso. Abbiamo lavorato a un solo film insieme, ma occasionalmente ci siamo incontrati nel corso degli anni. Gentile e generoso con consigli e supporto. Rip".