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Achille Lauro lancia la Fondazione Madre: “Amore e accoglienza per i ragazzi fragili”

Achille Lauro 
L’artista presenta il suo progetto, una struttura di accoglienza per ragazzi che vivono situazioni di rischio. Con il coinvolgimento di cantanti e sportivi
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MILANO – C’è Achille Lauro, ma non c’è Achille Lauro. Alla Biblioteca Braidense di Brera, a Milano, Lauro De Marinis sceglie il suo vero nome per presentare Fondazione Madre, un progetto ideato assieme all’imprenditore Andrea Marchiori che ha lo scopo di intervenire in modo concreto sulle fragilità giovanili. “Mia madre mi ha insegnato il valore dell’accoglienza, dell’amore e del ridare indietro, quindi in un momento così bello della mia carriera sento l’esigenza di fare quello che qualcuno ha fatto per me, ovvero guidarmi”, dice il cantautore, che la prossima settimana sarà co-conduttore della seconda serata del festival di Sanremo. “Spero che ci sarà la possibilità di parlare di questa iniziativa per due o tre minuti, devo discuterne ancora con Carlo Conti. Altrimenti chiamerò ‘zia’ Mara Venier”.

MILANO – C’è Achille Lauro, ma non c’è Achille Lauro. Alla Biblioteca Braidense di Brera, a Milano, Lauro De Marinis sceglie il suo vero nome per presentare Fondazione Madre, un progetto ideato assieme all’imprenditore Andrea Marchiori che ha lo scopo di intervenire in modo concreto sulle fragilità giovanili. “Mia madre mi ha insegnato il valore dell’accoglienza, dell’amore e del ridare indietro, quindi in un momento così bello della mia carriera sento l’esigenza di fare quello che qualcuno ha fatto per me, ovvero guidarmi”, dice il cantautore, che la prossima settimana sarà co-conduttore della seconda serata del festival di Sanremo. “Spero che ci sarà la possibilità di parlare di questa iniziativa per due o tre minuti, devo discuterne ancora con Carlo Conti. Altrimenti chiamerò ‘zia’ Mara Venier”.

Il contesto in cui opererà Fondazione Madre emerge dalle cifre mostrate dalla direttrice generale Lorella Marcantoni: in Italia i neet (giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione) tra i 15 e i 29 anni sono il 15,2% con punte del 20% in alcune regioni, l’indice di salute mentale tra i 14 e i 19 anni è calato negli ultimi anni e 910 mila giovani tra i 15 e i 19 anni (il 35% del totale) hanno consumato almeno una sostanza stupefacente nella vita.

(ansa)

“Il mio non è un impegno che nasce oggi – prosegue De Marinis – ma da anni di incontri con i ragazzi in ospedali, carceri, comunità. Con Fondazione Madre sono passato da un sogno personale a un’azione concreta”. Il nome richiama un concetto caro all’artista: “Che cosa fa una madre? Accoglie le fragilità, protegge l’essere umano, guida una crescita e dona se stessa a chi ne ha bisogno. La missione che ci poniamo è qui”.

(ansa)

Sono due i progetti annunciati in partenza nei prossimi mesi. Il primo è Casa Ragazzi Madre, una struttura di accoglienza che sorgerà a Zagarolo (Roma), destinata a ragazzi tra 11 e 21 anni che vivono situazioni di rischio. “Sono cresciuto lì – dice il cantautore – quindi mi sta a cuore. Ci sono ragazzi che hanno disturbi comportamentali, dipendenze e difficoltà senza che se ne rendano conto: sarà una casa pronta ad accoglierli". Il nome richiama l’album Ragazzi madre, uscito dieci anni fa. L’altro progetto è “Ali tra le corsie”, con l’obiettivo di organizzare incontri e laboratori nei reparti pediatrici e negli istituti penali per minorenni, con il coinvolgimento di cantanti, sportivi e professionisti. “Sicuramente verranno chiamati in causa anche i miei colleghi – dice Achille Lauro – per partecipare a iniziative musicali che aiuteranno la fondazione a finanziarsi. A chi dice che il rap è pieno di gente che ostenta lusso, rispondo che sono tanti gli artisti che fanno solidarietà nella vita privata. Non si può dare la colpa alla musica per problemi che sono molto più ampi”. Per esempio il disagio giovanile: “I dati sono preoccupanti e spingono a dar risposte e soluzioni, come noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare. Però credo che sia necessario cominciare a considerarci come un insieme di persone e non come singoli individui”.

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