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L’Ape Maia, gli abruzzesi e Ares Tavolazzi: gli asterischi della settimana

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Dalla rubrica quotidiana di Antonio Dipollina “Multischermo” le ormai celebri notazioni finali: gaffe, svarioni, annunci e confessioni
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Dalla rubrica Multischermo, dal martedì alla domenica su Repubblica, una rassegna degli ormai celebri “asterischi”: perle, lapsus, gaffe, stranezze, annunci, confessioni. Dettagli che la tv regala, che sfuggono ai più, e che sarebbe un peccato perdere.

Le gag sono per varie gradazioni di pubblico. Stefano Rapone è per adulti consapevoli. Come quando descrive Selvaggia Lucarelli: “Si dà al giornalismo avendo come riferimento Indro Montanelli, con cui condivide la preferenza per partner più giovani”.

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Un attimo dopo Violante, il servizio successivo. Gli abruzzesi che cantano nel loro dialetto. Si ascolta a tormentone l’espressione “Fréchete”: e suona un po’ come una sorta di commento a quanto è appena andato in onda.

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Dal web, titoli forti che lasciano disorientati: “L’Ape Maia compie c…

Dalla rubrica Multischermo, dal martedì alla domenica su Repubblica, una rassegna degli ormai celebri “asterischi”: perle, lapsus, gaffe, stranezze, annunci, confessioni. Dettagli che la tv regala, che sfuggono ai più, e che sarebbe un peccato perdere.

Le gag sono per varie gradazioni di pubblico. Stefano Rapone è per adulti consapevoli. Come quando descrive Selvaggia Lucarelli: “Si dà al giornalismo avendo come riferimento Indro Montanelli, con cui condivide la preferenza per partner più giovani”.

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Un attimo dopo Violante, il servizio successivo. Gli abruzzesi che cantano nel loro dialetto. Si ascolta a tormentone l’espressione “Fréchete”: e suona un po’ come una sorta di commento a quanto è appena andato in onda.

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Dal web, titoli forti che lasciano disorientati: “L’Ape Maia compie cinquant’anni”.

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La televisione dei vescovi, Tv2000, proporrà a breve la versione restaurata degli episodi di Anche i ricchi piangono, telenovela messicana anni 80. Siccome il titolo è l’esatto contrario di quanto accade oggi, forse è un sottile appello del mondo cattolico a favore di un qualche tipo di patrimoniale.

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Primo e ultimo atto dell’intervista: un bicchierino di whiskey. “È per la voce” dice Goodall. Falchuk è astemio, ma si adatta: “Se ora non brindo con Goodall, non me lo perdonerò mai”.

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La sigla, appunto. Sui testi si esercitò il mitico Luigi Albertelli (cosucce all’attivo come Zingara, Un corpo e un’anima, Ricominciamo…). Alle musiche il grande Vince Tempera. Agli arrangiamenti un certo Ares Tavolazzi che in contemporanea, con gli Area, portava la rivoluzione musicale a un certo livello.

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