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Masterchef, tre volponi e un ritratto dell’Italia da fare invidia al Censis

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Su Sky l’edizione numero 15. La combinazione perfetta dei giudici, l’aggiunta di Chiara Pavan, colpo di rara precisione, le selezioni imperdibili. Non ci si annoia nemmeno per un attimo
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Le prime parole in apertura di questa edizione esaltavano la passione degli italiani per cucina e cibo, sostenendo che nel Paese, appena finito di pranzare, ci si mette a pensare alla cena. È riduttivo: chi ci tiene davvero riesce a traguardare i pasti, almeno, dei due giorni successivi, conferendo loro la giusta armonia. Punto secondo, mettendoci la vis polemico-ironica che ogni tanto gli riesce e ogni tanto meno, Matteo Renzi ha commentato l’esaltazione di Giorgia Meloni per l’Unesco, la cucina, il patrimonio e l’Italia dicendo: “Sembrava che avesse vinto Masterchef”.

E ci siamo. Edizione numero 15, i pregi del talent di Sky (il giovedì sera) continuano a superare i momenti meno interessanti, che poi sono quelli più talent, di omaggio obbligato al genere. In primo luogo il fatto di essere ormai un Masterchef in crosta, in quanto una volta trovata la combinazione perfetta di giudici — Cannavacciuolo, Barbieri, Locatell…

Le prime parole in apertura di questa edizione esaltavano la passione degli italiani per cucina e cibo, sostenendo che nel Paese, appena finito di pranzare, ci si mette a pensare alla cena. È riduttivo: chi ci tiene davvero riesce a traguardare i pasti, almeno, dei due giorni successivi, conferendo loro la giusta armonia. Punto secondo, mettendoci la vis polemico-ironica che ogni tanto gli riesce e ogni tanto meno, Matteo Renzi ha commentato l’esaltazione di Giorgia Meloni per l’Unesco, la cucina, il patrimonio e l’Italia dicendo: “Sembrava che avesse vinto Masterchef”.

E ci siamo. Edizione numero 15, i pregi del talent di Sky (il giovedì sera) continuano a superare i momenti meno interessanti, che poi sono quelli più talent, di omaggio obbligato al genere. In primo luogo il fatto di essere ormai un Masterchef in crosta, in quanto una volta trovata la combinazione perfetta di giudici — Cannavacciuolo, Barbieri, Locatelli in ordine sparso — ci si è accorti che si doveva proteggere soprattutto quella. L’aggiunta che si vorrebbe esterna, ma non lo è affatto, di Chiara Pavan a sorvegliare il pre-gara è stata un altro colpo di rara precisione. E poi altre conferme: in nessun altro programma tv si vedono sfilare in veste di concorrenti tipi di un’Italia che appare sempre reale e veritiera, da usare per il rapporto Censis.

La cucina in sé? Mah, chissà: sembra sempre meno decisiva ma ce n’è abbastanza per chi ci tiene (fanatici socializzanti a parte, ma who cares?) e comunque emergerà più avanti. Mentre la polpa — almeno nella fondamentale fase iniziale — è nelle imperdibili selezioni che offrono questi mini-match tra gli emozionati aspiranti e i tre volponi che a quel punto recitano a soggetto. Non ci si annoia nemmeno per un attimo, si potrebbero fare selezioni all’infinito e per tutto l’anno. E anche solo con queste, si porta a casa la pagnotta molto più che in qualunque altro show similare.

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Della dichiarazione Rai “Amadeus non rientra nei piani aziendali” la parte che suscita vera apprensione è nell’esistenza dei piani aziendali.

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