RAVELLO (SA) - Arrivano in scena travestiti da soldati dell'Armata Veneta alla ricerca del Moro di Venezia. Così gli Oblivion - Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli - demoliscono a colpi di ironia grottesca gli "Otello" di Shakespeare, Verdi e Rossini. Il loro nuovo spettacolo Othello (la h è muta) è andato in scena in prima assoluta sul Belvedere di Villa Rufolo, al Ravello Festival. Lo spettacolo sarà poi il 5 settembre a MITO SettembreMusica a Milano e a ottobre in tutta Italia.
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In novanta minuti il quintetto gioca a tutto campo con arie d'opera, canzoni pop, citazioni irriverenti e gag esilaranti. Le vicende di Otello, Desdemona, Cassio e Iago vengono ridicolizzate citando Freddie Mercury e Montserrat Caballé (Barcelona nelle loro mani diventa Desdemòna), Vasco Rossi, Elio e le Storie Tese (La scena monotòna), Gianna Nannini, Lucio Battisti, Ligabue, Rettore (Il Cassio non è un serpente), l'Ave Maria di Schubert, Little Tony, Caterina Caselli (Nessuno mi può soffocare), Cochi e Renato, Piero Angela, Diego Abatantuono, Andrea Roncato e molti altri.
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Nei vostri spettacoli vi siete sempre divertiti dissacrare, attraverso la parodia, i mostri sacri della storia, da Dante a Manzoni. Stavolta avete messo nel mirino Verdi e Wagner. Da dove nasce l'idea di questo spettacolo?
"Nel mirino di cui parli purtroppo c'era un solo proiettile. Allora, per puro campanilismo, abbiamo ammazzato Wagner e passato l'estate con Verdi. Dopo una lunga opera di convincimento, il maestro ha dato il nullaosta ai nostri esperimenti genetici che fondono la sua partitura con quelle di colleghi del mondo moderno: Vasco Rossi, Ligabue, Freddie Mercury... Approdare al Festival di Ravello per noi è stato un traguardo importante e siamo certi che anche Othello, se fosse sbarcato a Ravello anziché a Cipro, avrebbe trascorso una luna di miele molto più piacevole".
Il vostro pane quotidiano sono le grandi canzoni italiane. Stavolta ci sono più riferimenti alla musica classica.
"Uno dei nostri obiettivi è quello di riassumere opere immortali in una manciata di minuti. Qui ci siamo concentrati sulle principali arie dell'Otello riassumendole in poche battute e riuscendo così a trasformare il Giuseppe nazionale in un idolo da talent show. Verdi-pop nel nostro Ipod: ora sì che anche lui ha l'X-Factor".
E ora Shaskespeare. Il rimando tra il titolo del vostro spettacolo e il film tarantiniano è immediato, per non parlare del parallelo Moro-Django. Che parte hanno le citazioni cinematografiche in questo spettacolo?
"Il mondo del cinema è ben presente nello spettacolo e anch'esso fuso col Bardo Guglielmo. Una curiosità: Tarantino ci ha dato i diritti solo per il sottotitolo e per il trucco di Otello".
Quartetto Cetra, Solenghi-Marchesini-Lopez, Premiata Ditta: se diciamo che siete i figli illegittimi di questi artisti vi offendete?
"Ma che illegittimi! Siamo figli d'arte a tutti gli effetti, ed è bene che pure loro inizino ad assumersi le loro responsabilità. Dal Quartetto Cetra abbiamo ereditato il gusto per la parodia e per la monarchia, dal trio Solenghi-Marchesini-Lopez abbiamo ereditato i baffi e la Premiata Ditta ci ha lasciato solo i Ciufoli".
Ma l'Italia regge ancora il confronto con la sua grande tradizione comica?
"Per dirla con Verdi: torniamo all'antico, e sarà un progresso".
Il web, che richiede immediatezza e rapidità, è stato il trampolino del vostro successo. Nasce dalla specificità della rete la compressione di grandi opere in pochi minuti?
"La scelta di comprimere grandi opere nasce dalla pigrizia e dalla voglia di ribellione. Il popolo del web ha aderito subito al nostro programma regalandoci milioni di clic. In fondo anche noi siamo Cinque Stelle. Anche se facciamo poco Movimento".