Spettacoli

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L'"African Requiem" per Ilaria Alpi:
Isabella Ragonese fa rivivere il dramma

L'attrice in scena con il lavoro di Stefano Massini per celebrare il ventennale dell'omicidio della giornalista in Somalia. "Non interpreto un'eroina ma una ragazza che aveva tanta voglia di fare il proprio mestiere"

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"A volte a teatro ci sono amori a prima vista. Di sicuro uno di questi m'è scattato a fondo per il copione su Ilaria Alpi che sono stata invitata a leggere l'anno scorso a Riccione dal Premio Ilaria Alpi. Durante il reading mi sono resa conto di quanto la vicenda della giornalista fosse degna d'essere raccontata sulla scena, anche per la  scrittura fluida dell'autore, Stefano Massini. L'ho subito contattato, perché sono sempre stata profondamente attratta da ciò che è rapporto tra ritmo e parola. E dall'incontro con Massini sono venute fuori due avventure: la prima è stata una serata magica quest'estate a Bologna davanti a mille persone dove ho recitato anche altri testi di Massini sulla violenza alle donne, e la seconda avventura è l'attuale allestimento di un vero e proprio spettacolo, con regia dell'autore, che, ne sono onorata, sarà il lavoro di celebrazione del ventennale dell'omicidio della Alpi a Mogadiscio, del 20 marzo 1994".

Isabella Ragonese debutta questa sera al teatro Manzoni di Calenzano, al festival Avamposti, in quest'impresa intitolata African Requiem, ultima fase del progetto di Massini dedicato alla giornalista del TG3, progetto che ha visto già alternarsi dal 2009 le voci di Ottavia Piccolo e poi di Lucilla Morlacchi, e che ora è approdato a una nuova versione scenica con musiche dal vivo dell'Orchestra Multietnica di Arezzo, sequenze video con Gioele Dix e con GianMarco Tognazzi, e partecipazione di Luisa Cattaneo chiamata a duettare con Isabella stessa. Spettacolo voluto e prodotto dal Teatro delle Donne che lo presenta a Calenzano, e che, oltre ad alcune repliche già definite come quelle di Genova e Trieste, s'augura che il lavoro possa portare in altri teatri italiani questa testimonianza civile.
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"Ho la stessa precisa, identica età che aveva Ilaria, e il più grosso complimento ricevuto dai suoi colleghi è stato che la mia interpretazione riesce a raccontare non un'eroina ma una ragazza che aveva tanta, tanta voglia di fare il proprio mestiere. Sono siciliana, palermitana per l'esattezza, e ho ancora addosso il ricordo di quando sentii il fragore dell'esplosione dell'attentato a Borsellino: figurarsi come ho subito aderito all'idea di mettere in voce, di impersonare una donna ammazzata, simbolo della libertà di stampa. Credo che non ci si debba mai, da attori, nascondere dietro il paravento di uno 'spettacolo civile'. È una furbata, che può risultare assai ricattatoria, per la serie lo-spettacolo-è-brutto-ma-siccome-tratta-una-giusta-causa-diciamo-che-ci-piace. Io penso che sia giusto esattamente l'opposto, e cioè che proprio perché trattiamo una causa importante, va fatto con tutta la premura artistica possibile!".

Singolare ed efficace, nelle premesse, il contributo dei filmati. "In un primo piano ingigantito si vedranno solo le labbra di Gianmarco Tognazzi che pronuncerà, in dialogo con me, le battute del Sultano di Bosaaso, intervistato da Ilaria. E altrettanto ci saranno solo le labbra di Gioele Dix a documentare gli avvertimenti un po' melliflui di un connazionale della Alpi". Isabella Ragonese ha appena finito di girare l'ultimo film di Carlo Mazzacurati, ed è adesso sul set del film di Mario Martone su Giacomo Leopardi. Stefano Massini vedrà messa in scena dall'8 ottobre a Saint-Étienne, e dal 7 novembre al Rond Point di Parigi la sua Lehman Trilogy, saga della e dei Lehman Brothers che in Francia s'intitola Chapitres de la chute (testo pubblicato dalla Arche, e da noi annunciato dall'Einaudi con prefazione di Luca Ronconi), e sempre a Parigi Anne Alvaro reciterà per un mese e mezzo il suo Donna non rieducabile sulla Politkovskaja, mentre a Marsiglia sarà rappresentato il suo Credo in un sol odio, e a Tolosa e Lione il suo Enigma.