Spettacoli

<a href="https://puntoitalia.online/spettacoli/teatro-danza/" title="https://puntoitalia.online/spettacoli/teatro-danza/">Circo contemporaneo</a>

Arriva in Italia "iD", lo spettacolo del Cirque Éloize: urban dance, break dance e hip hop

Sedici artisti sul palco e 12 diverse (e innovative) discipline circensi nello show in arrivo a Milano (dal 9 al 12 gennaio al Teatro degli Arcimboldi) e Trieste (dal 15 al 19 gennaio al Teatro Rossetti)

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BENVENUTI al circo. Ma se pensate a clown chiassosi, domatori di tigri, cavallerizzi virtuosi, giocolieri funambolici, alla varia umanità legata insomma al concetto "old school" dello spettacolo circense - che ha generato peraltro parecchia disaffezione, se non addirittura prevenzione, in tanti potenziali spettatori - siete completamente fuori strada. Il ritorno sulle scene italiane del Cirque Éloize - così come capita con gli spettacoli del Cirque du Soleil - coincide infatti con la radicata certezza che quell'idea prevenuta di circo verrà spazzata via. Sulla scena, qui, c'è un ben diverso e contemporaneo immaginario di invenzioni assortite: numeri di break dance, urban bike e frutti copiosi della filosofia "street". È questo concetto di divertimento corale a generare iD, il nuovo spettacolo che il Cirque Éloize presenta dal 9 al 12 gennaio al Teatro degli Arcimboldi di Milano e dal 15 al 19 gennaio al Teatro Rossetti di Trieste.
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Sci-Fi, fumetti, graffiti: un crocevia contemporaneo. Con iD, lo spettacolo scritto e diretto da Jeannot Painchaud, scenografie di Robert Massicotte, il pubblico ha l'opportunità di testare dal vivo una concezione rigorosamente e febbrilmente "altra" di circo, concezione che nasce da una massiccia assimilazione del linguaggio di strada frammisto alla spettacolarizzazione più estrema della street art. Sulla scena di iD si succedono le performance di sedici artisti impegnati in dodici differenti discipline circensi mescolate alla cultura urbana, in un crocevia immaginifico tra l'universo cinematografico sci-fi, i fumetti, la graffiti art, calato scenograficamente tra le strade di una convulsa metropoli odierna e supportato da una colonna sonora piena di suoni e rumori della scena underground.

"Abbiamo sempre creato i nostri spettacoli grazie all'incontro tra artisti dai diversi orizzonti creativi, favorendo un approccio artistico multidisciplinare, arricchito dall'internazionalità del cast", spiega il direttore artistico Jeannot Painchaud, anima del progetto Cirque Éloize, "e questo spettacolo non costituisce un'eccezione...". A ispirare vent'anni fa i sette membri fondatori della compagnia fu proprio la parola scelta poi come marchio di fabbrica, Éloize, parola originaria dell'isola di Magdalen, in Quebec: significa "lampi di caldo all'orizzonte". Nellinterpretazione dei "magnifici sette" canadesi i lampi simboleggiano il calore e l'energia che alimentano lo spirito dei loro spettacoli. Cardine del rinnovamento delle arti circensi, dal 1993 il Cirque Éloize dà vita alle sue performance cariche di teatralità e umanità, rompendo gli schemi del vecchio circo in modo inedito e creativo, nell'intreccio fra le arti circensi, la musica, la danza e il teatro.
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I numeri: 4000 performance in 34 paesi. Con sette produzioni all'attivo, il Cirque Éloize ha effettuato quasi 4000 performance in oltre 400 città e 34 paesi; ha preso parte ad alcuni tra i più prestigiosi festival internazionali e ha recentemente conquistato Broadway con lo spettacolo Rain, in cartellone nei principali teatri dal 2007. Oltre alle performance itineranti, il Cirque Éloize ha sviluppato dei concept personalizzati per eventi speciali internazionali. Dal 2004 il quartier generale e il laboratorio creativo del Cirque Éloize hanno sede nella stazione di Dalhousie, edificio storico nel cuore della vecchia Montréal, che, nel 1886, fu stazione di partenza del primo treno per Vancouver e oggi è il luogo in cui l'ispirazione artistica della compagnia prende forma concreta. Uno spazio che impiega attualmente oltre cento persone suddivise in diversi progetti, le cui porte sono comunque sempre spalancate agli artisti di passaggio, con il preciso intento di essere luogo di incontro per chi fa parte del mondo del circo, senza preclusioni.