Spettacoli

DANZA

MilanOltre, i luoghi e le atmosfere lontane della danza contemporanea

Torna la rassegna che da ventotto anni porta a Milano il meglio della coreografia d'oggi e dà spazio a nomi emergenti del panorama italiano. Ospite più atteso Odedra, danzatore 27enne e già star della coreografia inglese

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L'INCONTRO tra energia maschile e femminile secondo l'antica cultura indiana e i paesaggi acquatici e verdi del Galles. Trasporta in luoghi e atmosfere lontane la nuova edizione di MilanOltre, la storica rassegna di danza contemporanea che da 28 anni porta a Milano il meglio della coreografia di oggi e in parallelo dà spazio a nomi emergenti del panorama italiano. Un palcoscenico prezioso e utile che rischia di scomparire: la Regione Lombardia ha abbassato a 15mila euro il contributo che nel 2013 era di 40mila, un taglio del 62,5% che peserà pesantemente sul futuro della manifestazione. Ma il direttore artistico Rino De Pace non si scoraggia, anzi rilancia.

Il nuovo cartellone, dal 27 settembre al 12 ottobre al Teatro Elfo Puccini, si articola in tre focus invece dei due consueti, incentrati su due eccellenze straniere e una nostrana: il giovane anglo-indiano Aakash Odedra e la National Dance Company Wales, la maggiore compagnia gallese, intervallati in cartellone dal nostro Balletto di Roma. L'ospite più atteso, tutto da scoprire (in Italia è stato una sola volta, a Bolzano Danza nel 2012), è Odedra, danzatore di razza e a soli 27 anni già stella della coreografia inglese con il suo mix di tradizione indiana Kathak e Bharata Natyam e linguaggio contemporaneo europeo. Un talento riconosciuto e amato dai maestri: il primo programma, Rising, che apre il festival, si compone di assoli scritti per lui da Maliphant, Khan e Cherkaoui, mentre nel secondo, Tatha (in prima europea domenica 28) duetta con Sanjukta Sinha in un confronto tra energia maschile e femminile firmato dalla coreografa indiana Kumudini Lakhia, pioniera del Kathak contemporaneo oggi ottuagenaria.
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Il Balletto Nazionale del Galles arriva invece in chiusura di cartellone, dal 4 al 7 ottobre, con due programmi emblematici della sua danza energica e fisica - esemplari in questo senso Dream di Christopher Bruce, creato per le Olimpiadi di Londra del 2012 - ma anche capace di sospensioni contemplative, come in Water Stories di Stephen Petronio ispirato ai paesaggi e ai colori della loro terra. Nel mezzo, dal 30 settembre al 2 ottobre, il focus sul Balletto di Roma con tre spettacoli, anch'essi corali. L'indagine del rapporto tra individuo e gruppo è al centro di We/Part di Paolo Mangiola, mentre The Arena Love declina le possibilità dell'amore secondo quattro coreografi: Giorgio Mancini, Mauro Astolfi, lo scaligero Gianluca Schiavoni e Michele Pogliani. Finale passionale e godibile con Contemporary Tango di Milena Zullo, guest star Kledi Kadiu.

I giovani emergenti, ma anche realtà già affermate della nostra ricerca, trovano spazio infine nella consueta "Vetrina Italia". Qui, da tenere d'occhio due talenti cresciuti con Virgilio Sieni: Daniele Albanese, che dopo il successo dell'anno scorso torna con due coreografie, Digitale purpurea e Stalker, in cui suono e rumore giocano un ruolo centrale, e Simona Bertozzi. Tornano poi Fattoria Vittadini, Ariella Vidach con il nuovo VOCSet, mix tecnologico e interattivo di movimenti, suoni e videoproiezioni, e Susanna Beltrami che si ispira alle sinestesie di Kandinsky per Der Gelbe Klang-Il suono giallo.