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TEATRO

Sant'Arcangelo, con Philippe Quesne arriva la stagione delle talpe

Al festival romagnolo, che va in scena dall'8 al 17 luglio, arriva lo spettacolo del regista francese 'Le nuit des taupes, Welcome to Caveland!' che trasforma il palco in una caverna buia popolata da attori travestiti da animali. In programma 170 appuntamenti tra danza, performance, cinema, installazioni e incontri 

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Anni fa il pubblico vide sfilare un corteo di galline per la città, oggi sono le talpe a invadere Santarcangelo che con  il 46esimo festival del teatro si appresta a diventare una città internazionale, aperta e con curiose sorprese. Come quella che propone il francese Philippe Quesne, classe 1970, considerato un artista di culto nel teatro contemporaneo, direttore del Nanterre-Almond Centro Drammatico Nazionale dal gennaio 2014. Con La nuit des taupes, Welcome to Caveland!, (da domenica allo sferisterio) evento allo scorso Kunstenfestival di Bruxelles, Quesne finora conosciuto per lavori di grande pulizia e rigore visivo, una sorta di entomologo della vita quotidiana (le arti visive sono la sua formazione) qui cambia completamente registro. Trasforma il palcoscenico in una buia caverna (rivestendolo completamente di plastica nera) dove si aggirano gli attori travestiti da gigantesche talpe: con pelo nero e piccole zanne le vediamo avanzare nel buio una a una, buttare giù delle pietre, poi poco a poco diventano comunità, danno vita a una struttura sociale  e di relazioni umane.
“La notte delle talpe” è una grande allegoria degli artisti ma degli uomini in generale, un richiamo al senso della comunità che abbiamo perso, ma anche a non considerarci, noi uomini, così centrali nel  pianeta, gli unici capaci di sviluppare relazioni. “Sì la talpa mi è parsa una buona metafora per l'uomo. Il senso per me è cosa vuol dire stare insieme e come? Come ci si organizza la vita insieme? - spiega Philippe Quesne che questa estate sarà anche ospite al Festival di Dro-Centrale di Fies con un suo cult del 2008 ripreso ogni anno, La Mélancolie des Dragons - le talpe sono individualiste ma imparano a stare  insieme e nello spettacolo finiranno per muoversi tutte verso lo stesso obiettivo.Tutto questo l'ho immaginato in una situazione di incubo o se si vuole fantasmagorica, calando il pubblico dentro la caverna e facendogli vedere come vive il popolo sotterraneo”.

E' la prima volta, spiega Philippe, che dirige uno spettacolo senza testo (le talpe sono mute, ovviamente) e quasi del tutto coreografato, con artisti del circo più che attori, i quali devono, sotto la pelliccia, muoversi come veri animali. (sono: Yvan Clédat, Jean-Charles Dumay, Léo Gobin, Erwan Ha Kyoon Larcher, Sébastien Jacobs, Thomas Suire, Gaëtan Vourc) C'entra il mito della caverna di Platone? “C'entra come idea ma non come ispirazione dello spettacolo.Platone è un maestro per noi teatranti, il teatro è l'arte della caverna, ma non è una ispirazione precisa. Platone è l'idea stessa del teatro, cosa è fare teatro se non entrare i una caverna di ombre?”.
Al Festival di Santarcangelo, Philippe ha organizzato oltre allo spettacolo La nuit des taupes, Welcome to Caveland!, una rassegna cinematografica con film a tema e una grande installazione-performance in piazza : "quello che mi piace dei festival è il loro carattere laboratoriale e di tutela della ricerca espressiva, la stessa che i governi e le società capitaliste vogliono affossare perchè è meglio dare alla gente spettacoli o tv o cinema che adormenta le loro menti”.

Al festival di Santarcangelo, l'ultima edizione diretta da Silvia Bottiroli che a sorpresa tre mesi si è dimessa (e a fine festival verrà annunciato il nome del nuovo direttore o direttrice), non  tradisce la sua vocazione sperimentale e per formativa. Tra i suoi 170 appuntamenti da domani 8 luglio al 17 di teatro, danza, performance, concerti, film, installazioni, incontri le curiosità non mancano: dalla inaugurazione allo Sferisterio con Fuochi fatui e musica sciamanica con Luigi De Angelis e Emanuele Wiltsch Barberio e con le donne-corvo della coreografa e danzatrice marocchina Bouchra Ouizguen. “La cuccagna” del poeta Raffaello Baldini torna a Santarcangelo, sabato 9 luglio al Parco Campo della Fiera, grazie al lavoro di Zapruder Filmmakersgroup, e poi da vedere i lavori di artisti come Alessandra Crocco e Alessandro Miele, Ronin e Gruppo Nanou. Un evento lungo una notte la performance Natten dell’artista svedese Mårten Spångberg (16 e 17 luglio) e Hearing (15 e 16 luglio), dell’iraniano Amir Reza Koohestani che esplora la condizione della donna a Teheran. Curioso infine è Tell Me Love Is Real (in prima italiana il 9 e 10 luglio) del performer newyorkese Zachary Oberzan  che farà rivivere alcuni grandi personalità dello spettacolo, alcune morte tragicamente, come Whitney Houston e Bruce Lee, altre tutte genio e sregolatezza come Serge Gainsbourg e icone viventi come Leonard Cohen.