PARIGI - Un grande spettacolo popolare e intelligente, movimentato e divertente. Porte che si aprono e si chiudono in un vaudeville del ventunesimo secolo. Da quelle porte entrano i sogni e la realtà, Shakespeare e Cechov, Gandhi e Charlot. Irrompono alcuni episodi del Mahabharata, ma anche i torturatori di Daesch e i loro attacchi suicidi. Al centro di tanta agitazione c’è Cornelia che sembra uscita da un cartone animato, ma che invece si ritrova in India, alla testa di una compagnia teatrale il cui direttore Constantin Lear è tornato in Francia dopo gli attentati del 13 novembre. Cornelia è la protagonista di Une chambre en Inde, “una stanza in India”, il nuovo spettacolo del Théatre du Soleil di Ariane Mnouchkine: quattro ore di emozione, un piacere per gli occhi e per le orecchie — grazie al tappeto sonoro di Jean-Jacques Lemêtre — che resterà in scena almeno fino a maggio alla Cartoucherie di Vincennes.
Esaurito fino al 6 marzo, Une chambre en Inde è meno spensierato di quel che sembra. "Punto di partenza della nostra creazione collettiva è stato la difficoltà di raccontare il mondo di oggi", dice Duccio Bellugi Vannuccini, toscano da trent’anni in compagnia, oggi primattore senza mai nome in cartellone (com’è consuetudine chez Mnouchkine).
"Tutto è nato da un viaggio in India dove Ariane ha voluto tutto il Teatro, una sessantina di persone. Per un mese, a Pondichéry, abbiamo lavorato sul Theru koothu, teatro tradizionale Tamil delle caste inferiori, parente povero del Kathakali. È un teatro vitale e popolare, al quale abbiamo aggiunto le nostre improvvisazioni e con esse i dubbi e lo smarrimento di vivere in questo tempo".
Bloccata in India, in calo di ispirazione, Cornelia si pone mille domande. Ce la farò ad allestire lo spettacolo promesso al direttore dell’Alliance Française? Qual è il valore della creazione artistica oggi? Il teatro ha ancora un senso? Ma anche: che cosa accade veramente in Siria? Tanto sangue in nome di che cosa? In camicia da notte, correndo tra un letto e una toilette a vista, dribblando vacche sacre, i protagonisti del Mahabaratha, terroristi islamici, le Tre sorelle e il loro creatore, il Bardo che declama La tempesta, personaggi della Storia, scimmie e talebani, Cornelia sembra essere la stessa Mnouchkine, signora del teatro da più di quaranta anni. "Ariane è in tutti gli spettacoli del Théatre du Soleil", dice Bellugi Vannuccini, "però questa volta, attraverso il personaggio di Cornelia, potrebbe essere in prima persona. Io la vedo anche nel signor Lear sconvolto dal 13 novembre, la cui assenza è quasi più forte della sua presenza. Uno che, dopo tanto orrore, non ce la fa più a creare".