PARIGI - L’Opéra di Parigi cambierà le sue regole di ingaggio per favorire la diversità e l'ingresso di artisti non bianchi. E’ una delle novità portate dal nuovo direttore Alexander Neef, che si è ispirato a quello che ha già fatto il Metropolitan Opera di New York. Tutto è cominciato qualche mese fa con un manifesto, “De la questions raciale à l'Opéra”, firmato da cinque artisti, tra cui Christian Rodrigue Moungoungou, arrivato in Francia dal Gabon a 18 anni e cantante dal 2005 nel coro dell'istituzione parigina. Il documento poneva il problema della rappresentazione degli stereotipi nelle opere ma anche nel corpo di ballo, nell’orchestra e nel coro.
In autunno, il movimento americano Black Lives Matter, che ha fatto proseliti anche in Francia, ha accelerato la nuova consapevolezza. E' stato così avviato un rapporto sulla diversità curato da Constance Rivière, segretario generale del Difensore dei diritti, e Pap Ndiaye, professore di Storia a Sciences Po, con l'obiettivo di formalizzare le difficoltà interne legate alla discriminazione razziale del teatro lirico e di riflettere sulle opere sensibili del repertorio dal punto di vista degli stereotipi razziali. Sono state condotte interviste con un centinaio di dipendenti dell'istituzioni, tra cui artisti e tecnici, ma anche personalità esterne.
Alla fine, i due esperti hanno presentato lunedì una serie di raccomandazioni che Neef ha già detto di voler seguire. Uno dei punti più sensibili è il repertorio, con opere diventate oggi controverse per gli attivisti contro la discriminazione. Cosa fare con opere come Turandot, Otello, Madame Butterfly o balletti come Petrouchka? Nessuna censura, risponde il rapporto. E anche il direttore Neef non vuole cancellare dal programma grandi capolavori della lirica o del balletto. “Ma ci possono essere cambiamenti e adattamenti" spiega Neef. "Le soluzioni artistiche devono essere considerate in modo che gli stereotipi non vengano radicati", aggiunge Rivière, autrice del rapporto.
Più duro è il giudizio sulla tradizione del "blackface" considerata umiliante da molti esperti e che secondo Ndiaye, l'altro autore del rapporto, devono essere proibite in tutte le opere e balletti. Neef ha specificato che gli stereotipi saranno identificati nel repertorio lirico e del balletto e ci sarà un lavoro di contestualizzazione con il pubblico. "Questo non significa che vogliamo riscrivere i libretti", ha specificato.
L'impegno del nuovo direttore dell'Opéra di Parigi - costretto da mesi alla chiusura al pubblico causa Covid - è anche di aprire l'istituzione a giovani che vengono da ambienti più poveri, spesso esclusi dai percorsi di selezione. Per quanto riguarda il balletto, Neef si impegna a cambiare l'esame di ammissione alla scuola di danza "incontrando i giovani in tutta la Francia ma anche nei territori d'Oltremare". Saranno anche rivisti i criteri di selezione fisica, ereditati da quella che viene definita nel rapporto come “un'antica antropologia". Il cantiere della lotta alla discriminazione è aperto all'Opera di Parigi, dove sarà anche creato un responsabile alla diversità e all'inclusione. "Questo primo rapporto - ha sottolineato Neef - non è la conclusione di un processo, è solo l'inizio".