Vanessa Redgrave è Eleonora, omaggio alla città di Napoli amata dall'attrice
di Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoVanessa Redgrave, una delle più autorevoli, affascinanti e militanti attrici europee di teatro e di cinema, senz’altro l’artista internazionale più impegnata nella difesa dei diritti umani, dei valori civili, dei principi universali dell’Onu e dell’Unicef, delle istanze Lgbt, e delle politiche a tutela di ogni minoranza, non poteva che impersonare la combattiva e simbolica Eleonora De Fonseca Pimentel nell’opera Eleonora con testo, partiture/collage e regia di Roberto De Simone che al Teatro San Carlo di Napoli nel 1999 rese omaggio al 200° anniversario della Repubblica Napoletana del 1799, un’impresa scenico-musicale che ora Rai 5 s’accinge a rimettere in onda lunedì 26 aprile alle ore 10, dando il via a un ciclo dedicato a cinque regie d’opera di De Simone culminante in un sesto appuntamento attuale del Maestro al Teatro Trianon Viviani.
Vanessa Redgrave, una delle più autorevoli, affascinanti e militanti attrici europee di teatro e di cinema, senz’altro l’artista internazionale più impegnata nella difesa dei diritti umani, dei valori civili, dei principi universali dell’Onu e dell’Unicef, delle istanze Lgbt, e delle politiche a tutela di ogni minoranza, non poteva che impersonare la combattiva e simbolica Eleonora De Fonseca Pimentel nell’opera Eleonora con testo, partiture/collage e regia di Roberto De Simone che al Teatro San Carlo di Napoli nel 1999 rese omaggio al 200° anniversario della Repubblica Napoletana del 1799, un’impresa scenico-musicale che ora Rai 5 s’accinge a rimettere in onda lunedì 26 aprile alle ore 10, dando il via a un ciclo dedicato a cinque regie d’opera di De Simone culminante in un sesto appuntamento attuale del Maestro al Teatro Trianon Viviani.
C’è tutta la sfolgorante e granitica Vanessa Redgrave attenta al destino degli esuli, dei profughi, dei poveri e degli ultimi, c’è la Redgrave del bellissimo e drammatico documentario Sea Sorrow (il dolore del mare) diretto da lei e prodotto dal figlio (suo e di Franco Nero) Carlo, c’è la Redgrave che già vent’anni fa dava ovunque voce dal vivo al recital poetico Un pianeta senza visto sull’esilio e sull’emigrazione coatta, e c’è pure un po’ di Redgrave che all’epoca faceva Cechov con Susan Sarandon e Tim Robbins in favore di associazioni umanitarie, in questa intensa, composta, gagliarda e toccante Redgrave/Eleonora che nell’oratorio teatrale di De Simone vedrete in una sorta di tribunale contrapposto a un coro di giacobini e a un coro di borboni, nei panni di un’indomita intellettuale nemica della monarchia, un martire del potere in grado anche di cantare (con rispettabile e sorprendente dignità di intonazioni odierne) un inno giacobino.
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Suscita uno straordinario effetto seduttivo, tutt’oggi, imbattersi nel primo piano, negli occhi azzurri, nei delicati e forti capelli biondi raccolti dietro la nuca, nella carnagione chiara e scultorea, nella dimestichezza vocale con una lingua italiana non originaria ma padroneggiata con gran sicurezza e disinvoltura da questa strenua artista britannica. E per chi anche ora non si capacitasse del suo districare così bene un solenne impegno in Campania, al San Carlo, alle prese con un libretto/drammaturgia di De Simone, lei aveva una spiegazione semplice ed etica: “Sono colpita dal fatto che a Napoli molti scrittori e musicisti si preoccupano di valori spirituali non limitati alla città ma simbolicamente riferiti a tutte le città. Sono attratta da queste ricerche umane. Qualcosa del genere avviene in dimensione circoscritta al Globe Theatre di Londra, dove tutti sono pagati alla stessa maniera, c’è un senso di comunità, e si fanno discorsi naturali. Aveva ragione John Donne: quando il campanello suona, suona per tutti: ebrei, omosessuali, neri, perseguitati politici”.
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L’opportunità di avere al nostro cospetto una Vanessa Redgrave teatrale recitante in italiano deve anche indurci a leggere nella sua prova il risultato di immense, avventurose, multiculturali esperienze. Redgrave “è” così perché nel tempo ha accumulato almeno 85 film e almeno 50 spettacoli nei quali ha abbordato tra l’altro una ventina di Shakespeare (facendo lei stessa Prospero in una Tempesta che vedemmo a Londra: bravissima), e almeno cinque Cechov, tre Ibsen, due O’Neill, due Tennessee Williams (di cui un Not About Nightingales cui altrettanto abbiamo assistito), dedicandosi al palcoscenico anche da meravigliosa ottantenne, ad esempio due anni fa con un testo scritto e diretto da lei, Vienna 1934-Munich 1938. E ovviamente questa Redgrave ha fatto tesoro di un infinito cinema mondiale, difficile da sintetizzarsi, da Blow Up di Antonioni a Un uomo per tutte le stagioni, a Un tranquillo posto di campagna, a Giulia, a Il mistero di Wetherby, a Mission Impossible, a Mrs. Dalloway, a La contessa bianca, a Un amore senza tempo.
Oltre alla giusta e approfondita attenzione per lei, va detto che dopo Eleonora la serie che alle 10 della mattina rende omaggio alle regie liriche di Roberto De Simone fa leva il 27 aprile su Don Pasquale di Donizetti nel 1992 al San Carlo, il 28 su Flauto Magico di Mozart nel 1995 alla Scala, il 29 su Lo frate ‘nnamorato di Pergolesi nel 1989 alla Scala, e il 30 su L’Osteria di Marechiaro di Paisiello nel 2001 al Bellini di Napoli. Il 30 alle ore 18 Rai 5 trametterà un omaggio odierno alla cultura teatrale e musicale napoletana, Trianon opera. Tra pupi, sceneggiata e belcanto, spettacolo realizzato all’inizio di aprile al Teatro Trianon Viviani, firmato da De Simone assieme al regista-drammaturgo Davide Iodice.