Il 18 aprile 2019, quando il successo di The Lehman Trilogy era cominciato ma ancora nessuno lo sapeva, il New York Times aveva scritto un pezzo ironico in cui definiva l'opera di Stefano Massini una "critica al capitalismo con posti venduti a duemila dollari". I biglietti per il debutto, avvenuto il 22 marzo al Park Avenue Armory, erano andati esauriti nonostante i migliori costassero più di quattrocento dollari, e sulle piattaforme di rivendite online cinque volte di più. "Per duemila dollari - scriveva il New York Times - potreste considerare l'idea di volare a Londra, passare una notte al Claridge e comprare, con il resto dei soldi, una saliera formato royal-baby". The Lehman Trilogy non era l'eccezione, visto che per Hamilton di Lin-Manuel Miranda i biglietti costavano anche 849 dollari e vedere Bruce Springsteen a Broadway 850. Biglietti che, sulle piattaforma online, venivano rivenduti anche a dieci volte la cifra.
Il 18 aprile 2019, quando il successo di The Lehman Trilogy era cominciato ma ancora nessuno lo sapeva, il New York Times aveva scritto un pezzo ironico in cui definiva l'opera di Stefano Massini una "critica al capitalismo con posti venduti a duemila dollari". I biglietti per il debutto, avvenuto il 22 marzo al Park Avenue Armory, erano andati esauriti nonostante i migliori costassero più di quattrocento dollari, e sulle piattaforme di rivendite online cinque volte di più. "Per duemila dollari - scriveva il New York Times - potreste considerare l'idea di volare a Londra, passare una notte al Claridge e comprare, con il resto dei soldi, una saliera formato royal-baby". The Lehman Trilogy non era l'eccezione, visto che per Hamilton di Lin-Manuel Miranda i biglietti costavano anche 849 dollari e vedere Bruce Springsteen a Broadway 850. Biglietti che, sulle piattaforma online, venivano rivenduti anche a dieci volte la cifra.
Ma più che gli ottomila dollari per The Boss, erano i potenziali duemila dell'opera del drammaturgo italiano a destare perplessità. A pesare, forse, la novità dell'opera, un attacco al cuore americano attraverso la saga finanziaria dei Lehman, protagonisti della crisi di Wall Street nel 2008. Massini aveva minato un caposaldo del moderno capitalismo: spingersi sempre oltre, passando dal comprare e vendere oggetti tangibili a cercare il massimo profitto, sviluppando astratti progetti finanziari per gente semplice non in grado di capire, e poi degradare nella corruzione. Ma intanto la gente continuava ad andare allo spettacolo, che nel frattempo si era spostato a Broadway. Il nuovo debutto era previsto per il 7 marzo 2020, quando sui giornali newyorkesi cominciavano ad apparire sempre più spesso notizie di contagi da Covid a nord di New York. Nei primi cinque giorni di programmazione le code per entrare al Nederlander Theatre, a Midtown, erano sempre più lunghe fino ad arrivare sulla 7ª Avenue, tra vapori usciti dai tombini e auto che sfrecciavano verso west Manhattan.
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A colpire i critici era che The Lehman Trilogy era spietato ma privo di rabbia, di rivalsa sociale. Una "rara celebrazione della finanza americana", aveva commentato la National Review, ricordando come lo spettacolo fosse stato sponsorizzato dal Wall Street Journal, il giornale dei banchieri. Il paradosso era stata la reazione della "gente normale". Nessuno contestava il prezzo del biglietto più di quanto non fossero i cinquanta dollari per un cappellino degli Yankees. "Guardate - aveva scritto al Times una lettrice del New England, Olenska - c'erano anche posti disponibili a 45 dollari per quelli all'ultimo minuto e lo spettacolo viene proiettato in alcuni cinema". Il 12 marzo 2020 le rappresentazioni vennero sospese per l'emergenza sanitaria. Broadway si spense per quindici mesi.
Nel giugno 2021 la produzione annunciò il ritorno sulla scena per il 25 settembre, in preview, e ufficialmente il 14 ottobre. Biglietti esauriti da settimane. Da quel momento giudizio unanime: trionfo. Per il Los Angeles Times era una "critica spietata e romantica al capitalismo", per Variety "visualmente uno spettacolo da ko". "Tre ore e mezza di recitazione sublime - scriveva il Washington Post - in una delle più coinvolgenti critiche al capitalismo americano". Lo stesso farà il New York Times. Il fondatore di Amazon Jeff Bezos, si era fatto fotografare allo spettacolo con la compagna Lauren Sanchez, per distrarsi dalle trollate di Elon Musk che su Twitter gli aveva appena ricordato di aver perso il primato su Forbes di uomo più ricco. Si dice che tutti i più grandi banchieri di Wall Street siano andati a vedere lo spettacolo. Nessuno ha più parlato del prezzo dei biglietti, ma solo dell'opera, celebrata al Radio City Musical Hall nella notte dei Tony Award, dove un posto costava anche quattrocento dollari.