✕

Agamennone ed Edipo Re, quel tocco moderno di Livermore e Carsen

In scena al teatro di Siracusa i classici greci dove i due registi con Jacopo Gassmann riescono a fare da collante tra generazioni e pubblici diversi
3 minuti di lettura

Una sbalorditiva macchina del tempo ha determinato un bipolarismo inedito e nettissimo sulla scena del Teatro Greco di Siracusa, per la 57ma stagione degli Spettacoli Classici. Un incubo, un nightmare, un paesaggio psichedelico con ledwall a forma di avveniristici occhi pop come i lucernari dell'Amos Rex di Helsinki, con in più un'alta parete rispecchiante tutta la cavea affollata di pubblico, rappresenta il ritorno al futuro per Agamennone di Eschilo secondo la regia di Davide Livermore. E trentadue perfetti, primitivi, marmorei scalini lunghi trenta metri per un dislivello di otto, una gradinata piramidale e imponente, immaginario accesso alla reggia di Tebe, quasi ancestrale presagio della scalinata di Odessa dove Ejzenštejn colloca l'eccidio de La corazzata Potëmkin, ha marchiato invece di passato remoto rigoroso e frugale l'Edipo re di Sofocle nella regia di Robert Carsen. Non poteva fare affidamenti artistici più agli antipodi, e per&ogr…

Una sbalorditiva macchina del tempo ha determinato un bipolarismo inedito e nettissimo sulla scena del Teatro Greco di Siracusa, per la 57ma stagione degli Spettacoli Classici. Un incubo, un nightmare, un paesaggio psichedelico con ledwall a forma di avveniristici occhi pop come i lucernari dell'Amos Rex di Helsinki, con in più un'alta parete rispecchiante tutta la cavea affollata di pubblico, rappresenta il ritorno al futuro per Agamennone di Eschilo secondo la regia di Davide Livermore. E trentadue perfetti, primitivi, marmorei scalini lunghi trenta metri per un dislivello di otto, una gradinata piramidale e imponente, immaginario accesso alla reggia di Tebe, quasi ancestrale presagio della scalinata di Odessa dove Ejzenštejn colloca l'eccidio de La corazzata Potëmkin, ha marchiato invece di passato remoto rigoroso e frugale l'Edipo re di Sofocle nella regia di Robert Carsen. Non poteva fare affidamenti artistici più agli antipodi, e però anche in un certo senso complementari, il sovrintendente dell'INDA Antonio Calbi. Inchiodando più pubblici, più generazioni, più culture.

 

Agamennone, dittatore da red carpet

Nessun risparmio di strumenti, effetti e atrocità, in un Agamennone provvisto di mélo e patine naziste entre deux guerres, di due pianoforti elettronici a coda, di divano, grammofono, mobile-bar. Si fa ricorso più volte al fantasma d'una inesistente Ifigenia trecciuta e da horror che corre qua e là suggerendo atti estremi. Il sovrano reduce dal trionfo a Troia (Sax Nicosia) è un dittatore da red carpet che si realizza prendendo la parola davanti a microfoni d'epoca. La consorte Clitennestra (Laura Marinoni) è un'accogliente e dominatrice diva in mise nera, poi però in toilette rossa quando svelerà istinto vendicativo e sanguinoso liquidando il marito e l'amante profetessa Cassandra, impersonata da una nobile dissertatrice (Linda Gennari).

L'accomodante Egisto (Stefano Santospago) arriva a scaricare sette colpi di revolver sul corpo morto di Agamennone, il cui padre Atreo fece mangiare carne filiale al proprio genitore Tieste. Il coro è un misto di reduci di guerra argivi su sedie a rotelle, condotti da infermiere e dottori, con alla guida una spietata corifea-kapò (Gaia Aprea). Al passaggio di consegne tra i generi contribuiscono un Messaggero (Olivia Manescalchi) e una Sentinella (Maria Grazia Solano) con barba maschile, e un tripudio di fiori rossi.

 

Edipo re in bianco e nero


Scarno, asciutto, puro, monumentale e severo, Edipo re ha voluto diversamente imporsi come un discorso d'archetipo, adottando l'essenzialità spaziale e orale che è cara al regista canadese Robert Carsen. E davanti alla struttura dell'infinita gradinata su cui si declina la tragedia, è sembrato d'essere precipitati nel salto traumatico del bianco & nero lineare di Bridget Riley, in una dimensione grafica di parole scandite lungo una partitura ipnotica e rituale, senza epoca. Anche se i protagonisti vestono capi d'un modernariato anni '50. Dall'inizio si fanno i conti con gli 80 elementi del coro, una comunità capitanata da Rosario Tedesco che reca i panni luttuosi dei morti per peste: le loro gimnopedie unite e scisse saranno dispositivi pieni di senso, quasi una coreografia. Poi ecco Edipo in giacca e cravatta, un sempre più cosciente e strepitoso Giuseppe Sartori messo a nudo che culmina la sua via crucis a un passo da noi tra gli spettatori. Altra inaudita prova è stata quella del Tiresia veggente (Graziano Piazza) davvero cieco per bianche lenti a contatto. Ha tolto il fiato l'inerpicarsi di spalle su per le antiche scale di Giocasta (Maddalena Crippa) ormai edotta madre-moglie, vicina al suicidio. Ed è un Creonte (Paolo Mazzarelli) integro uomo d'affari del potere che manifestava solidarietà all'Edipo cieco e vagante.


Delle intemperie e delle sculture dei due impianti vanno elogiati i due scenografi voluti da Livermore e Carsen, rispettivamente Lorenzo Russo Rainaldi e Radu Boruzescu. "Agamennone" di Eschilo sarà ancora visibile il 5 luglio, e in apertura della Orestea (Agamennone/Coefore/Eumenidi) il 9 luglio. Edipo re di Sofocle è ancora in scena il 26 e 29 giugno, e l'1 e 3 luglio. Nel frattempo s'è inserita e s'alterna la terza tragedia, Ifigenia in Tauride di Euripide con la regia di Jacopo Gassmann, il 25, 27, 28, e 30 giugno, e il 2 e 4 luglio, poi in tournée il 15 e 16 luglio a Pompei, e il 14 e 15 settembre a Verona.

La stagione del teatro Greco su Rai 5

Intanto questa stagione 2022 del Teatro Greco di Siracusa è osservata nei suoi  meccanismi, nei suoi retroscena e nei suoi allestimenti dal programma "Visioni" che  Rai 5 mette in onda giovedì 30 giugno alle 20,45 un approfondimento di Alessandra Greca.  E il palinsesto di Rai5 recupera anche un intero spettacolo della stagione 2021 di Siracusa, trasmettendo il 2 luglio alle 21,15 Le Baccanti di Euripide nella macchinosissima e acrobatica edizione del catalano Carlus Padrissa, cofondatore della Fura dels Baus, registrata al Teatro Greco nel luglio dello scorso anno.