Spettacoli

Maurizio Battista e le trappole del tempo, ecco 'Ai miei tempi non era così...'

Il comico romano torna in scena con alcuni interrogativi "epocali" su passato e presente. E sul modo di divertirsi oggi rispetto a com’era una volta
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Siamo veramente sicuri che il passato coincida con l'idea di "vecchio" e il presente con l'idea di un "nuovo" che ci costringe ad arrancargli dietro, fino a farci invecchiare prima del tempo? E ancora: chi l'ha detto che la felicità consista in un accumulo di "effetti speciali" o non piuttosto, com'era una volta, nel sapersi divertire con talmente poco che eravamo noi a sentirci "speciali"?

Il nuovo spettacolo

Con questo, e altri, interrogativi torna in scena Maurizio Battista con il suo nuovo spettacolo Ai miei tempi non era così... che porta in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 7 marzo al 2 aprile, per poi spostarsi a Genova, a Napoli e via via, in molte altre città, su e giù per la Penisola.

Uno slalom fra ipocrisia e ignoranza

Quello del comico romano è uno slalom precisissimo, per non urtare i paletti dell'ipocrisia e dell'ignoranza, issati dall'epoca attuale. Nel suo percorso, Battista è supportato dalla musica dei Los Locos, dalle canzoni di Renato Zero interpretate da Daniele Si Nasce e dall'irriverenza del collega Dado, sempre pronto a smascherare inganni e sotterfugi della contemporaneità.

Una vecchia sala cinematografica

E proprio per smontare questi meccanismi, la platea del teatro riprodurrà una sala cinematografica di tanti anni fa, nella quale, attraverso la proiezione di vecchi film, capiremo come di questa modernità ci siamo fatti, appunto, un "film" che non corrisponde ai nostri bisogni reali e che ci fa dire spesso "ai miei tempi non era così...".

Il libro

Per l'occasione verrà presentato libro A cena con il prete (le confessioni di un uomo solo), un racconto a ruota libera dello showman, che si confida e si svela a Don Luigi. Uno show nello show, che si lega con un doppio filo allo spettacolo, come è ben evidenziato da uno stralcio: "Mia nonna Lina sosteneva che fossi un giovane "tribolato", con un destino tormentato. Eppure, all'epoca, mi sentivo leggero e felice. Solo molto più tardi mi resi conto di quanto mia nonna fosse stata profetica".