La prima della Scala che inaugura la stagione d’opera 2025/26 si apre nel segno dell'emozione e dell'assenza. Domenica 7 dicembre il Piermarini alza il sipario su Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Sostakovic senza due dei suoi volti più rappresentativi - Giorgio Armani e Ornella Vanoni - e senza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella né la premier Giorgia Meloni. Una serata dal forte valore simbolico, dove il prestigio delle presenze attese, come quella di Liliana Segre, si intreccia con il vuoto lasciato da chi per anni ha definito lo stile, l'eleganza e l'anima del 7 dicembre. Confermata la presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Attesi anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala - che ricopre il ruolo di presidente della Fondazione del Teatro alla Scala - il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il senatore Mario Monti.
Sarà una Prima emotivamente significativa senza Armani, scomparso il 4 settembre, e senza Vanoni, venuta a mancare il 21 novembre scorso. Armani non era soltanto un habitué del 7 dicembre, ma uno dei suoi protagonisti silenziosi: nel 2021 era diventato socio fondatore sostenitore del Teatro, e le sue creazioni vestono abitualmente molte delle signore che attraversavano il foyer del Piermarini, contribuendo a creare quell'eleganza riconoscibile che ha reso la Scala un evento non solo musicale ma culturale e di costume. Vanoni, irriducibile appassionata d'opera, era invece una presenza inconfondibile. Non mancheranno però figure altrettanto rappresentative della vita culturale italiana.
Tra gli ospiti più attesi c’era Roberto Bolle, assente poiché impegnato a Genova con uno spettacolo, ma ci sarà invece Nicoletta Manni, étoile del Teatro, presente con il marito e collega sul palco, il primo ballerino della Scala Timopfej Andrijashenko. Attesa anche la senatrice a vita Liliana Segre, da anni tra le presenze più significative e amate del pubblico scaligero.
Molte le presenze del mondo del teatro: il presidente dell’Agis Francesco Giambrone, il presidente-sovrintendente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia Massimo Biscardi. Inoltre il regista Damiano Michieletto, la scenografa Margherita Palli, i direttori del Piccolo Teatro Claudio Longhi e Lanfranco Li Cauli, la presidente del Teatro Franco Parenti Andrée Ruth Shammah e la direttrice dell’AsLiCo Barbara Minghetti.
Accanto a loro sfileranno gli immancabili habitué della Prima: personalità del mondo dell'imprenditoria, del giornalismo, della moda e dello spettacolo – come Mahmood, Achille Lauro e Pierfrancesco Favino - nel consueto mix che fa della serata del 7 dicembre uno dei momenti più riconoscibili del calendario culturale italiano. Presente al completo anche il nuovo Consiglio di Amministrazione del Teatro: Giovanni Bazoli, Barbara Berlusconi, Diana Bracco, Giacomo Campora, Claudio Descalzi, Marcello Foa e Melania Rizzoli. Tra gli ex sovrintendenti hanno accolto l’invito Carlo Fontana, Alexander Pereira e Dominique Meyer.
Saranno sicuramente presenti anche personalità che negli anni hanno contribuito a definire l'immaginario della serata del 7 dicembre: esponenti della grande imprenditoria milanese come membri delle famiglie Moratti, Rocca e Benetton, Diana Bracco, ceo del gruppo Bracco e volti della cultura come lo scrittore Alessandro Baricco e il giornalista Roberto D'Agostino ma anche Linus e sua moglie Carlotta, e l'ex presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro.
Nutrito il drappello degli editori con Luca Formenton del Saggiatore, che ha appena annunciato un accordo triennale con il Teatro per la pubblicazione di libri di argomento musicale e teatrale, Massimo Bray Direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, il Managing Director di Ricordi Marco Mazzolini, la Presidente di Adelphi Teresa Cremisi, la Direttrice della Nave di Teseo Elisabetta Sgarbi, il Direttore di Classica HD Piero Maranghi e Mario Calabresi, Direttore di Chora Media che proseguirà anche nel 2026 la collaborazione con il Teatro alla Scala con il podcast La vertigine. Non poteva mancare in sala il massimo esperto italiano di Šostakovi?, il professor Franco Pulcini. Con lui un’autorità assoluta sulla cultura e la letteratura russa, il professor Fausto Malcovati.
A conferma che si tratti di un evento imperdibile, anche il tutto esaurito dei biglietti disponibili, per un totale di circa 2.000 spettatori e un incasso che sfiora i 3 milioni di euro – per la precisione 2 milioni 850 mila. Una cifra in crescita rispetto allo scorso anno, quando la Prima si era fermata attorno ai 2,6 milioni di euro. I prezzi dei biglietti rappresentano da sempre uno degli elementi più discussi della serata. Per il 2025, la forbice è ampia: si va dai 150 euro per un posto in galleria fino a 3.200 euro per la platea e i palchi con affaccio in prima fila. Una struttura di prezzo che riflette la natura ibrida della Prima: un evento culturale di altissimo livello ma anche un appuntamento mondano che unisce élite internazionale, istituzioni e mondo dello spettacolo.
All'incasso notevole della serata si contrappongono gli investimenti necessari per mettere in scena uno spettacolo che, per tradizione, rappresenta l'eccellenza della lirica mondiale. Il costo di produzione complessivo di Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk oscilla tra 1,5 e 2 milioni di euro, incluse le otto repliche. Ogni replica garantisce un incasso medio tra 250 e 300mila euro, contribuendo a rendere il titolo della stagione un asset fondamentale per la sostenibilità economica del teatro.