Niente sciopero, ma il dissenso non si spegne. Alla Fenice la protesta dei lavoratori contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale e per le dimissioni del sovrintendente Nicola Colabianchi prende la forma discreta di una spilla: una chiave di violino con un cuore al centro, nera su fondo dorato, i colori del teatro. Coro e orchestra la indosseranno durante il Concerto di Capodanno; prima sarà distribuita al pubblico in Campo San Fantin. I rappresentanti sindacali chiedono risposte pubbliche su sei punti e ribadiscono la disponibilità a un confronto, a patto che la nomina venga ritirata e si riparta da zero.
Intanto la macchina del Capodanno musicale procede senza scosse. Il 1° gennaio, in diretta su Rai1, il concerto – alla 23ª edizione televisiva – sarà dedicato al grande melodramma italiano. Sul podio debutta Michele Mariotti, con Rosa Feola e Jonathan Tetelman come solisti, il Coro della Fenice e incursioni di danza firmate dall’Opera di Roma. In programma Rossini, Bellini, Donizetti, Mascagni, Puccini e Verdi, fino all’immancabile Va, pensiero e al brindisi della Traviata.
Colabianchi parla di «momento identitario fortissimo» e definisce «legittime» le forme di protesta educate, augurandosi di «riuscire a trovare le soluzioni necessarie e tutti i problemi». I numeri, intanto, sorridono: quattro concerti sold out, 840 mila euro d’incasso. La Fenice, dice il sovrintendente, «va oltre le polemiche». Ma sotto la musica, la tensione resta.